Romantic hero(95)
Dopodiché, veloce com’è arrivato, il temporale finisce.
Apro gli occhi, mi osservo bene intorno. Poi attraverso di corsa il tetto, incurante delle pozzanghere che si sono formate in appena trenta secondi di diluvio e mi inzuppano i calzini.
Però non lo vedo. Né sul tetto né nella strada sottostante.
Abbandono i vari armamentari, scendo di corsa le scale e spalanco la porta di casa, il fiato bloccato in gola.
Ma lui non c’è.
46
MI sveglio con il classico cerchio alla testa di una donna che la sera prima si è scolata una quantità spropositata di cicchetti di Aftershock ed è finita a una festa privata a Paddington con alcuni amici di Aled. Le ciglia incollate, colgo una zaffata di qualcosa al contempo disgustoso e familiare e del tutto inaspettato: l’odore di crocchette di prima scelta.
Allungo di scatto una mano per prendere gli occhiali. Sollevo le palpebre e quando li inforco trovo seduto in fondo al letto con insolita pazienza Squish, un nastro verde brillantato intorno al collo da cui penzola una bustina rosa.
Lo guardo sconvolta.
?Squish?? esclamo esterrefatta, mentre, in reazione ai miei segni di vita, il cagnetto ballonzola sul piumone per saltarmi in braccio. ?Squish!? Schiaccio la faccia sul morbido pelo caldo e inizio a ridere. Lui guaisce di gioia, sbattendo la codina sulle coperte. ?Ciao, bravo cagnetto! Ciao! Come stai??
Mi dà una leccata aromatizzata alle crocchette sulle lenti degli occhiali.
?Buono, buono!? gli dico, e obbedisce subito, mentre slego la lettera dal nastro.
Oddio. Mi pietrifico, e una fitta mi colpisce alla pancia. E se River avesse letto la mia lettera, avesse deciso di non tornare ma di mandare indietro Squish, perché senza volere l’ha rubato e portato in un universo parallelo? E se questa fosse una lettera di scuse?
Faccio una smorfia perché, sebbene in questo periodo io sia molto più felice di una volta, sarebbe una prospettiva troppo avvilente, persino per me.
Agitata, strappo la busta rosa, lo stomaco chiuso in una morsa. Distendo il foglio e, con mio grande stupore, noto che la grafia non è quella precisa e arrotondata di River, ma una spumeggiante che non riconosco.
Cara Gertie,
questa cosa è stranissima. E se è una burla di mio fratello – indurmi a scrivere una lettera all’amore della sua vita che vive in un universo parallelo per prendermi in giro – mi incazzerò come una iena.
Scherzo. So che mi ha detto la verità. Perché nient’altro potrebbe spiegare il cambiamento che ha avuto River Oakley da quando è tornato a casa un anno fa. E, a quanto mi ha raccontato, è tutto merito tuo. Quindi devo ringraziarti anch’io… per averlo reso felice e averlo convinto che sarebbe stato molto più felice insegnando equitazione. Avevi ragione. ? felice davvero, e il maneggio Oakley va alla grande.
River mi ha detto che hai scritto un’intera saga sulla mia vita. Devo dire che la cosa mi inquieta un po’, ma spero comunque di essere stata in buona compagnia. Mi piace molto l’idea che in qualche modo io sia stata in contatto con una persona di un altro mondo. Una persona che non incontrerò mai. Mi fa sentire speciale! E, come ho detto, mi inquieta un po’.
Un abbraccio forte,
Cassidy Calhoun, proprietaria del ranch Oakley
Con mano tremante stringo la lettera al petto. Cassidy! Oh, mio Dio. Roba da matti. Cassidy? Ho ricevuto una lettera dalla vera Cassidy! E dice che il maneggio di River va benissimo. Vuol dire che…
Squish inizia ad abbaiare come un matto, sbattendo con furia la coda sul piumone.
?Che c’è?? gli chiedo. E poi lo sento. Il rombo familiare di una profonda risata sicura proveniente dall’altro lato della porta.
Il mio cuore sprizza di gioia, invece il corpo si pietrifica, casomai stessi avendo un’allucinazione… Com’è possibile che una persona sia così fortunata?
Ma poi lo risento. Il suono che preferisco al mondo.
Prendo in braccio Squish, infilo la porta ed esco in corridoio dove, come se fosse la cosa più normale del mondo, River esce dall’appartamento della mia vicina, seguito a ruota dalla signora Casablancas.
Appena mi vede, molla l’enorme valigia che regge in mano, gli occhi che brillano e si riempiono subito di lacrime. Restiamo fermi a guardarci. Attoniti.
? lui.
River Oakley.
River.
?Sei tornato!? esclamo affannata.
River scrolla le spalle, deglutisce, gli occhi colmi di felicità. ?Be’, insomma, per forza. Dovevo sostituire il nastro del cappello.? Indica il cappello che ha in testa. ?Stavolta pensavo di optare per uno blu marino con degli strass verdi.?
?Gliene farò uno nuovo? dice la signora Casablancas, sempre sollecita. ?Ma avrà un costo, ovviamente.? Mi strappa dalle braccia Squish e lo ricopre di baci, con grande fastidio del cagnetto. ?Magari ti farò uno sconticino, visto che mi hai riportato il cane.?
Corro da River e lo travolgo, per poi perdermi tra le sue braccia quando mi stringe forte.
? qui. ? davvero qui.
?Ha funzionato.?
?Ha funzionato, gufetta? mi sussurra all’orecchio. Si stacca e osserva la mia maglia. ?Bella. Mi sembra di conoscerla. Toglitela e ridammela subito.?
?Ci vediamo? ci interrompe la signora Casablancas con un sorriso raggiante. ?Mi metterò le cuffie, così potete fare tutto il baccano che volete mentre trombate. E se sarà esaudito anche il desiderio che ho espresso io ieri sera, preparatevi a veder spuntare Kevin Costner da un momento all’altro!?