Romantic hero(93)
Giro la cavalla e inizio a correre verso il cartello.
?Che cosa cavolo credi di fare?? mi urla dietro Estella. Gli altri partecipanti osservano di traverso il mio atto di ribellione, e se fino a un anno fa la cosa mi avrebbe scoraggiata, ultimamente me ne frego un po’ meno dell’opinione altrui.
?Ci vediamo al maneggio!? spiego. ?Devo andare a vedere un albero.?
?Non puoi prendere e andare via così! ?… sequestro di equino!?
?Arrestatemi, allora!? rispondo. ?Perché ci vado eccome.?
Affondo i talloni nei fianchi di Luna e all’improvviso attraversiamo il sentiero al galoppo in direzione di Blue Egg Meadow. Superiamo a tutta velocità gli alberi accarezzati dal vento che costeggiano un bel fiume, il sole che illumina il sentiero quasi a indicarci la strada. Lo sterrato si allarga sempre di più, fino ad aprirsi nel luogo più bello che io abbia mai visto: un prato pieno di fiori spontanei di tutti i colori, simili a grumi di tempera su una tela verde. Ci sono api e farfalle che svolazzano di fiore in fiore, uccelli che cinguettano le loro melodie preferite. C’è un’atmosfera magica.
A sinistra c’è un albero. Rimango senza parole. ? imponente. Chissà quanti anni ha. Non saprei distinguere un cedro da un altro albero, ma appena mi avvicino al trotto noto che il tronco è ricoperto di scritte. ?Oh? sussurro, il labbro inferiore che tremola. Capisco subito che è questo l’albero di River. Quello dove va quando cerca un po’ di pace e tranquillità dalla frenesia del ranch, il posto in cui si era appisolato la sera in cui ho partecipato alla cerimonia di manifestazione. Un secondo… In uno dei libri che ha letto River non era scritto che spesso gli alberi, insieme alle pietre, alle grotte e alle cascate, sono portali che conducono ad altre dimensioni?
Che cosa significa? Che sia una specie di segnale inviatomi dall’universo? E, se così fosse, che cosa dovrei fare?
Smonto da cavallo e mi precipito verso l’albero per osservare le incisioni.
SUE AMA EZRA
K & E PER SEMPRE
Proprio come le aveva descritte River.
E poi, vicino alla base, poco sopra il punto in cui le radici affondano nel terreno…
Inspiro profondamente.
RIVER AMA GERTIE
Ama.
Mi ama.
Eccolo. Un segnale inequivocabile. Un cowboy innamorato.
Allungo una mano per sfiorare la scritta, ma all’ultimo la ritraggo. Nella saga di Outlander, Claire usa le pietre come portali per viaggiare nel tempo, toccandole con le mani. Se toccassi il tronco potrei finire a Bedlam, e per quanto muoia dalla voglia di rivedere River non voglio abbandonare così di colpo la mia vita.
Con il cuore a mille, lancio uno sguardo alle mie spalle, quasi aspettandomi di veder spuntare Estella pronta a trascinare via me e Luna.
Mi sfilo lo zaino e frugo all’interno fino a quando non trovo il taccuino Moleskine sul quale sto prendendo appunti per il prossimo romanzo. Ansante, mentre Luna mi osserva con pazienza, recupero una penna e strappo una pagina. Devo sbrigarmi. Estella mi pare proprio il genere di donna che sarebbe capace di chiamare la polizia.
Inizio a scrivere.
River,
non ho molto tempo, e se non riceverai questo biglietto tutto ciò non avrà comunque alcuna importanza, ma… se invece ti arrivasse? Credo di essere davanti al tuo albero. Quello di cui mi parlavi. Se è così, e se per miracolo ricevessi questo messaggio, voglio dirti una cosa.
Mi manchi. Tantissimo. Sono felice e sto bene, molto meglio di quando ci siamo conosciuti, ma mi manchi. Mi manchi ogni santo giorno.
? stato meraviglioso stare da sola. E anche se non ho bisogno di un’altra persona per sentirmi completa, ho capito che lo voglio moltissimo. Stare con te, nello specifico.
Chissà, probabilmente adesso stai con un’altra. O magari ti sei addirittura sposato, visto che ti ho trasformato in un vecchio sentimentalone. Ma se così non fosse? E se tu lo volessi? Se potessi?
Torna.
Tiro fuori il cellulare e apro il calendario per controllare la prossima volta in cui ci sarà il plenilunio. Domani? Rimango di sasso. ? il 20 agosto. Il compleanno di Josie. Un anno esatto dal giorno in cui River si è materializzato a casa mia solamente con l’armonica di suo padre e un borsone pieno di jeans.
Questo non è un semplice segnale dell’universo. ? un cartellone mastodontico circondato da fari lampeggianti. Poco ma sicuro.
Torno a scrivere.
Domani sera ci sarà la luna piena. Il 20 agosto. Farò – e stento a crederlo – un’altra cerimonia di manifestazione nella speranza che l’universo ci dia un’altra occasione. Quindi, se ti va, mettiti ai piedi dell’albero. Se invece non ti va, pazienza, capirò. E ti amerò lo stesso, anche se da lontano, con tutto il mio cuore.
La tua Gertie
Dopodiché mi tolgo il cappello, lo appoggio alla base del tronco e ci infilo sotto il biglietto, facendo attenzione a non toccare la corteccia, per sicurezza. Mi rialzo e fisso ancora per qualche secondo l’albero, tirando fuori il cellulare per scattare una foto alla scritta da conservare come prova.
Lo so che, se anche per miracolo trovasse la lettera appoggiata al tronco, molto probabilmente River avrà voltato pagina. Non ho dubbi che sarà stato subissato di proposte. Ma non importa.
Sono accadute cose ben più strane. Nel vero senso della parola.