Romantic hero(92)
Reprimo il nodo in gola. Secondo me che cosa è accaduto a River Oakley?
Sorrido tra me. ?Sapete… secondo me quel cattivone di River Oakley ha conosciuto una ragazza. Secondo me ha conosciuto una ragazza, ha scoperto che cosa si prova quando ci si innamora e ha trovato il coraggio di svincolarsi dall’eredità di famiglia. Credo – spero – che, ovunque si trovi, sia riuscito a trovare il suo personale lieto fine.?
Una volta terminato il firmacopie, torno di corsa in hotel a fare una doccia e mi metto un paio di jeans e una T-shirt per andare al tour a cavallo del Texas ?autentico? che ho prenotato appena ne ho scoperto l’esistenza.
Mentre trotto insieme agli altri partecipanti su uno sterrato in mezzo ai campi, ammirando gli alberi enormi tutt’intorno, non posso fare a meno di pensare, come capita sempre in questi giorni, al romanzo che sto scrivendo. Dopo aver concluso la saga di Bedlam Creek, Cassidy non si è più fatta vedere, e nemmeno gli altri abitanti. Ho esplorato la loro storia fin dove dovevo. Non avevo più bisogno di loro, e loro non ne avevano più di me.
Scrivere questo romanzo è stata un’esperienza completamente diversa. Attingo unicamente dalle mie esperienze personali, dalle mie sensazioni e riflessioni. In questo periodo ho una vita talmente piena che potrei scrivere un milione di libri. In questo periodo sono in contatto con me stessa.
?Scattate le ultime foto e mettete via i cellulari? dice spiccia Estella, la guida turistica. ?? ora di andare alla prossima tappa! Al galoppo!?
Stringo per bene le redini della mia cavalla, un appaloosa di nome Luna.
Mentre attraversiamo al piccolo galoppo una maestosa vallata lussureggiante, sistemo meglio lo Stetson di River – che mi sta larghissimo – stringendo il cordino aggiunto dalla signora Casablancas per evitare che caschi. Alzo lo sguardo sull’incredibile distesa rosa e viola davanti a me e scuoto la testa incredula.
Che anno pazzesco.
Quando River è sparito, non sono caduta in depressione come quando mi ha lasciata Henry. Ho pianto, certo. Ho pianto tantissimo. ? possibile che ci sia stato anche qualche lamento in bagno. E sì, è possibile che ogni santa sera io metta ancora una delle sue T-shirt per dormire. Ma, pur soffrendo moltissimo, dentro di me sapevo che l’avrei superata. Che ero forte come non mai. A quanto pare River aveva ragione: non sono solo la pantofolaia nerd piena di ombre e paturnie che credevo di essere. Certo, nel profondo sono ancora le mie caratteristiche principali, ma sono anche, insomma, una tipa cazzuta.
Negli ultimi dodici mesi ho messo me stessa al centro della mia vita. Sono andata a feste e al ristorante da sola. Ho imparato ad andare a cavallo a Hyde Park insieme a Sharon, che mi ha dato alcune lezioni gratuite perché è ancora convinta che potrei intentarle causa per quell’incidente di cui non ha alcuna colpa. Mi sono esercitata a farmi valere e a fissare paletti… Cose che probabilmente mi metteranno sempre a disagio, ma che, come ho scoperto negli ultimi tempi, valgono oro in termini di amor proprio.
Qualche settimana dopo la scomparsa di River, sir Otto mi ha contattata per dirmi che River gli aveva raccomandato i miei libri. Li ha letti e gli sono piaciuti molto: si è preso una cotta stratosferica per Ethan e ha insistito affinché partecipassi a una serie di incontri nelle librerie Derberville & Falcon di tutto il Paese. E nonostante fossi terrorizzata al pensiero di parlare in pubblico, ho accettato. A un incontro, si è presentato pure Henry. Il suo ultimo libro uscirà tra qualche settimana e si preannuncia già un grande successo. Mi fa piacere per lui. Ma quando mi ha chiesto se mi andasse di cenare insieme mi è uscito di bocca il no più semplice che abbia mai pronunciato.
E sì, da quando se n’è andato River ho avuto qualche frequentazione. Nulla di serio, però. Flirt e avventure di una notte, semplici storielle tranquille e divertenti. La vita da single è un percorso a ostacoli per una persona che crede nel concetto di amore vero ed eterno. E anche se probabilmente non smetterò mai di sognare una vita a due, rendermi conto che non ne ho bisogno per sentirmi felice e realizzata è la sensazione più bella e liberatoria del mondo.
?Tra poco sulla destra vedrete un sentiero che conduce a Blue Egg Meadow. Per favore, ignoratelo, prendete quello successivo sulla destra e seguite le indicazioni per Hazel Woods, dove avremo l’occasione di scattare altre foto – indovinate un po’! – agli armadilli!?
Alzo lo sguardo di colpo. Blue Egg Meadow? ? il posto di cui parlava sempre River. Il luogo in cui si trovava prima che arrivasse in questo universo. Dove diceva che c’era il suo albero preferito. Ma come fa Estella a conoscerlo? Blue Egg Meadow è a Bedlam… E Bedlam non esiste in questo universo.
Avanzo al galoppo per raggiungerla. ?Ha detto “Blue Egg Meadow”?? le chiedo.
?Sì, laggiù non c’è granché da vedere? risponde sventolando una mano. ?Solo un grande cedro. ? un albero spettacolare, ma non vale la pena di farci un servizio fotografico. Mica come gli armadilli.?
Con la coda dell’occhio intravedo un piccolo cartello in legno sporco lurido con una freccia che indica la direzione per Blue Egg Meadow.
Che cosa?
?Oddio! Dobbiamo andarci!? esclamo concitata quando lo superiamo. ?Devo vedere quell’albero. Possiamo andare da quella parte, per favore??
Non è possibile che sia davvero il cedro di cui parlava River. Non è possibile. Ma se invece…
Estella scoppia a ridere. ?Non è una tappa del tour, tesoro. Non si può.?