Thornbird(110)
?Ma ha sofferto!? Adesso sto gridando, e la mia voce riecheggia tra le pareti del rifugio. Molti cani iniziano ad abbaiare nelle loro gabbie, è subentrato l’istinto protettivo. E per quanto mi piaccia pensare che mi proteggerebbero da JP, la verità è che lo venerano. Con gli animali è fantastico. Paziente. Gentile.
Ma l’uomo che questi cani adorano ha seppellito viva sua moglie.
?Entrambi i tuoi figli hanno sofferto, JP. Li hai condannati a una vita di menzogne che li ha divorati giorno dopo giorno. E perché? Perché avevi troppa paura di affrontare le conseguenze delle tue azioni.?
?Li amo più di qualsiasi cosa al mondo? insiste. ?Non ho mai voluto niente di tutto questo. Non ho mai voluto che soffrissero.?
Lo guardo, e un nodo di dolore mi si aggroviglia nel petto. ?Hai fatto la tua scelta, ma il prezzo l’hanno pagato loro, per tutti questi anni.?
Lui rimane in silenzio, imprigionato nel suo stesso dolore, schiacciato dal peso della verità.
Faccio un respiro profondo e cerco di riprendermi. Non è per questo che sono venuta qui. Non voglio sbatterlo in galera. Anzi, non volevo nemmeno giudicarlo, ma non posso farne a meno: lo giudico e lo condanno, soprattutto dopo aver sentito la sua versione dei fatti.
Però non voglio prendermi il peso di questa decisione. In tutta onestà non so cosa sia meglio per Everett: se accettare che sua madre sia morta per un incidente e voltare pagina, oppure dire addio anche a suo padre, sapendo che ha sepolto viva Leah. Certo, un buon avvocato potrebbe obiettare che si è trattato di un crimine passionale o di una momentanea incapacità di intendere e di volere. Ma in ogni caso Everett avrebbe perso entrambi i genitori, a quel punto.
Faccio scivolare la busta con le unghie sul bancone. ?Non so cosa ci farai con queste? gli dico. ?Decidi tu. Io qui ho chiuso.?
I suoi occhi si posano sulla busta. Sussulta appena capisce la gravità della scelta che lo aspetta. ?Ryan...? La sua voce è sconfitta. ?Non volevo perdere i miei figli. Stavo solo cercando di tenere unita la famiglia.?
Non ce la faccio più a guardarlo negli occhi. ?Sarà. Ma qualsiasi cosa credessi di fare, li hai feriti entrambi. Una ferita così profonda che non guarirà mai. La verità è questa, e adesso devi conviverci per sempre.?
Mi avvio verso la porta. Non c’è aria qui dentro, si soffoca. Non posso rimanere neanche un secondo in più.
Sulla soglia, lo sento sussurrare: ?Mi dispiace tanto?.
Non mi volto a guardarlo. Esco, lascio che i raggi del sole mi accarezzino il volto e respiro l’aria fresca e pulita. Mi lascio alle spalle JP e i suoi oscuri segreti.
Epilogo
Perché ci hai messo tanto?
?ALL’AEROPORTO?? mi chiede l’autista appena risalgo sull’Uber.
?In realtà... no? rispondo, con voce colpevole.
?Non vorrei darti una brutta notizia, tesoro, ma forse non hai ben chiaro come funziona Uber? mi comunica, ma mi guarda con un sorriso ironico.
?Mi dispiace? sospiro.
?Ah, e va bene.? Fa un gesto della mano come a dirmi di non preoccuparmi. ?Dove vuoi andare??
Gli do l’indirizzo e lui lo mette sul navigatore. Non è lontano. Cinque minuti dopo accostiamo, e quest’uomo dotato di infinita pazienza e comprensione mi aiuta persino a togliere la valigia dal bagagliaio.
La moto di Chase è già carica di tutto quello che gli servirà in viaggio. Di lui, però, non c’è traccia.
Mentre l’Uber se ne va, mi sistemo lo zaino sulle spalle e mi incammino sul vialetto immacolato che porta a casa sua.
La porta si spalanca appena metto piede sotto il portico.
Mi basta vederlo per ritrovarmi con un enorme sorriso stampato in faccia. Capelli biondi ribelli come al solito, jeans sbiaditi, maglietta attillata. E quel fastidiosissimo, insopportabile ghigno che sfoggia appena mi vede lì, come se l’avesse sempre saputo.
?Ciao? dico, con le guance che vanno a fuoco.
?Ciao.?
?Ehm, allora...? Sfioro nervosamente lo zaino. ?Se l’offerta è ancora valida, vorrei prenotare un posto.?
Chase guarda la moto come per valutare se c’è abbastanza spazio per me e la mia roba. Per un attimo ho quasi paura che mi dica di no, che ormai è tardi e adesso ha altri piani in testa, senza contare che una compagna di viaggio lo rallenterebbe e basta.
Ma poi dice: ?Perché ci hai messo tanto? Dovevo partire ore fa, ti stavo aspettando?.
Il cuore mi salta in gola. ?Davvero??
Annuisce.
?Perché? Perché mi hai aspettata??
Alza le spalle, poi mi prende la mano, tirandomi a sé. ?Se ami qualcuno, lo aspetti.?
Cercando di trattenere un sorriso inebetito, riesco chissà come ad alzare un sopracciglio. ?Certe parole vanno usate con cautela, Hedlund.?
?Quali parole? Ah, quella? Non l’avrei detta se non ti amassi sul serio.? Poi, con un ghigno: ?E se non fossi sicuro di essere ricambiato?.
?Wow, adesso fai anche il presuntuoso.?
?Mmm. Presuntuoso, dici??
Prima che possa rispondere, mi bacia, e il mio cuore esplode di gioia. Non mi sono mai sentita così in vita mia. Come se tutto fosse possibile. Come se ci fossero centinaia di scelte che si aprono davanti a noi, centinaia di possibilità che aspettano di realizzarsi in un futuro solo nostro.
Dopo aver riorganizzato la moto per far posto alla mia roba, Chase mi passa il casco. ?Pronta??