Thornbird(109)
Mi costringo a sorridere, e non è facile. ?Non sono qui per dirti addio.?
Il padre di Everett inarca un sopracciglio, il sorriso vacilla appena. ?Oh. Bene.?
Senza dire una parola, appoggio la borsetta sul bancone. Tiro fuori una piccola busta di plastica e gliela sollevo davanti agli occhi.
Dentro ci sono due unghie. Lo smalto rosso scintilla sotto le luci al neon.
JP fissa la busta. ?Cosa... cosa sono??
?Queste? rispondo, calma, ?sono unghie, JP. Erano conficcate nella pietra in cima al pozzo di casa tua. Sono cadute mentre risalivo la scaletta, ma sul momento non mi sono resa conto di cosa fossero. Poi sono tornata a casa e ho trovato queste, incastrate nel mio maglione.?
JP chiude gli occhi. Deglutisce, il suo sguardo si posa ovunque tranne che sulla busta.
?Il fatto è che si trovavano a dieci metri dal fondo? continuo, la voce più bassa, più morbida. ?A dieci metri dal punto in cui tua moglie, in teoria, è morta sul colpo.? Mi sento scuotere da un brivido. ?Qualcuno laggiù ha cercato di risalire la scaletta. Ha cercato con tutte le forze di aprire il coperchio. Tanto che, nel farlo, le si sono spezzate le unghie.?
Lascio che le mie parole si facciano strada in lui. Studio la sua reazione. A malapena sbatte le palpebre.
?E considerando che a Leah piaceva molto lo smalto rosso, al punto da metterlo anche alla figlia... ho la netta impressione che quel qualcuno fosse lei.?
Il suo labbro inferiore ha un fremito, ma non c’è altro che tradisca la sua agitazione.
?Lo sapevi?? Adesso la mia voce è affilata. Non ho bisogno di una risposta: la pretendo. ?Sapevi che era ancora viva quando l’hai sigillata là dentro??
JP abbassa le spalle. Non ha più la forza di opporsi.
?Sì? dice. ?Lo sapevo.?
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Decidi tu
FISSO JP, sotto shock, perché quello che sta dicendo è inconcepibile.
Si affretta a spiegare: ?Lo sapevo. Ma all’inizio no. Quel giorno, quando ho illuminato il fondo con la torcia, ho pensato che fosse morta. Era immobile. Il corpo era contorto in modo orribile. Credevo che se ne fosse andata, anzi, ne ero certo. Per questo ho chiuso il coperchio. Ho mandato via Everett, ho cercato di proteggerlo. Poi ho denunciato la scomparsa di mia moglie e per due giorni ho lasciato il corpo lì?.
Mi reggo al bancone dell’ingresso. ?Ma quando sei tornato...??
Adesso è pallido come un fantasma. ?Ho aperto il coperchio e ho visto che aveva cambiato posizione. Poi ho sentito il gemito. Era ancora viva. Dopo tutto quel tempo. Non sapevo nemmeno come fosse possibile, ma era rimasta lì per due giorni. Viva.?
?Mio Dio.?
?Era furiosa. Pensava che l’avessi fatto apposta. Che l’avessi chiusa lì dentro per punirla, per impedirle di abbandonarci. Non la smetteva più di urlarmi contro? mormora. ?Gridava che sarebbe andata dalla polizia, che avrebbe detto che l’avevo mollata lì a crepare. Che mi avrebbe portato via i ragazzi.?
Scuote la testa, come se stesse discutendo tra sé e sé. ?Ho cercato di spiegarle che era stato un incidente, che ero convinto che fosse morta, ma non mi ha creduto. Continuava a urlare che l’avevo fatto apposta e che mi avrebbe fatto marcire in prigione.? JP trattiene il respiro. ?E allora... mi sono arrabbiato anche io. Molto. Lei mi aveva tradito, lo sai? Andava a letto con tuo zio.?
?Lo so.?
?Aveva chiesto il divorzio. Prima aveva distrutto la nostra famiglia, e adesso voleva distruggere anche me, portarmi via i figli. Proprio lei che non voleva mai averli tra i piedi!?
?Così hai versato il cemento nel pozzo.? Sento il sapore amaro delle parole.
?Continuava a urlarmi contro? ripete, e il respiro si fa affannoso. ?Mi ordinava di scendere ad aiutarla. Ma io... non sopportavo l’idea di perdere tutto a causa sua. Ho dato di matto. Ho iniziato a versare il cemento.?
Anche se ogni singola parola che ha pronunciato mi sconvolge, non posso fare a meno di sapere tutto. ?Ha continuato a urlare??
?All’inizio sì. Ma dopo qualche minuto... ha smesso.?
Scende il silenzio. Sto disperatamente cercando di rimettere insieme l’uomo che conoscevo con l’orrore che sta descrivendo.
Ha seppellito viva sua moglie.
E poi ha lasciato che suo figlio si credesse responsabile della morte della madre.
La rabbia mi lacera dentro. Sbatto il pugno sul bancone, facendolo sobbalzare. ?Everett ha pensato che fosse colpa sua e tu non hai mosso un dito. Te ne rendi conto? Capisci quello che hai fatto a tuo figlio? Almeno te ne frega qualcosa??
Cerca di rispondere, ma la sua voce si spezza. ?Io... io... ho pensato che fosse il modo migliore di proteggerlo. Gli ho detto che era stato un incidente.?
Alla rabbia si aggiunge il disgusto. ?E ti sei detto che andava bene così, che era sufficiente? Tuo figlio aveva solo sette anni. Credevi davvero che non sarebbe stato schiacciato dai rimorsi? Solo perché gli hai detto che non era colpa sua??
Il volto di JP è una maschera di dolore. ?Non volevo che si portasse quel peso sulle spalle, e ho creduto di poterlo fare io al suo posto. Farei qualsiasi cosa per tenerlo al sicuro.?
?Però non era al sicuro, o sbaglio?? sbotto. ?Convive con quel trauma da dieci anni. Da dieci anni pensa che sua madre sia morta per causa sua, perché l’ha spinta nel pozzo. Pensa di averla uccisa.?
?No. Io gli ho detto che lui non c’entrava. Ho cercato in tutti i modi di evitare che soffrisse...?