Thornbird(106)



Soffoco un gemito.

?Non volevo. Ma è inciampata e... è caduta nel pozzo.? Everett sussulta. ?Ho sentito il tonfo quando è atterrata. L’ho chiamata, ma dev’essere morta sul colpo.?

?Oh mio Dio.? Mi copro la bocca con una mano e sento lo stesso terrore che deve aver provato lui quel giorno. Così piccolo, così spaventato.

?Sono corso da mio padre? continua, gli occhi persi nell’oscurità. ?Ha preso una torcia, ha illuminato il pozzo e l’ha vista laggiù. Morta. E in quel momento... qualcosa in lui si è spezzato. Per sempre. Non voleva il divorzio, era stata una decisione di mamma. Ma alla fine l’aveva persa lo stesso. Ero stato io a portargliela via. A lui e a tutti noi.?

?Perché non avete chiamato la polizia??

Lui emette un lamento sommesso. ?Volevo farlo, ma papà mi ha fatto promettere di tenere il segreto. Ha detto che non ci avrebbe creduto nessuno. Avrebbero pensato che l’avevo fatto apposta, o magari che era stato lui, perché mamma voleva lasciarlo. Era terrorizzato, Ryan. Mi ha detto che avremmo spiegato a tutti che se n’era andata. Mi ha preso per le spalle, forte, ha detto: “Tua madre se n’è andata, mi hai sentito? Se n’è andata! Ripeti con me”. Io ero come paralizzato, e allora ho ripetuto quello che mi diceva, parola per parola, e poi da capo. Se n’è andata. Se n’è andata.?

?Ed è finita così? Hai tenuto il segreto per tutto questo tempo??

?Ho cercato di raccontare a me stesso che era andata davvero così. Ho cercato di dimenticare.? La sua voce è tormentata, infestata dai ricordi. ?Il giorno dopo papà è andato a denunciare la sua scomparsa. Ha detto che altrimenti sarebbe sembrato sospetto. Sono partite le ricerche, e io mi sono sentito davvero in colpa a pensare che tutte quelle persone stavano girando a vuoto. Qualche sera dopo sono arrivati i poliziotti. Tuo padre era stato arrestato, avevano trovato i disegni di mamma. I disegni delle vittime. Hanno detto che Gabriel Thorn l’aveva uccisa, e papà si è accodato alla loro versione. Era sollevato. Pensava che in quel modo il ricordo della mamma si sarebbe finalmente placato nella memoria della gente.. Nikki era solo una bambina. Per lei, la storia si è chiusa lì.? Everett si lascia sfuggire una risata strozzata. ?Ma io sapevo. Ho sempre saputo. Sin dall’inizio.?

Gli sfioro la mano, non solo per dargli conforto, ma perché il gelo mi è entrato nelle ossa e ho bisogno del suo calore.

?Dopo che tuo padre ha confessato di aver ucciso quelle donne – compresa mia madre, per qualche incomprensibile motivo – papà ha deciso di sigillare il pozzo.?

Trattengo il respiro. D’un tratto sono io a sentirmi in gabbia. ?L’ha riempito di cemento??

Everett annuisce. ?Credo fosse il suo modo di seppellirla, dato che non abbiamo potuto celebrare un vero funerale.?

Per molto tempo restiamo entrambi in silenzio. Poi faccio la prima e unica cosa che mi viene in mente: lo abbraccio.

?Dici che sono un mostro?? mi chiede, la voce soffocata tra i miei capelli.

?No? sospiro, stringendolo più forte. ?? stato un incidente. Eri un ragazzino. Un bambino, anzi. Non volevi che andasse a finire così.?

?E allora perché sto così male? Perché ho sempre questo senso di oscurità addosso??

?Perché è un segreto. E ti sta divorando da anni.? Mi blocco, scegliendo con cura le parole. ?L’unico modo per liberartene è dire la verità. Devi spiegare alla polizia com’è andata. Solo così tua sorella potrà chiudere il cerchio per davvero. Ne ha bisogno. E anche tu.?

Si ritrae, gli occhi azzurri pieni di dolore e rimorso.

?Andiamo.? Gli tendo la mano.

Questa volta sono io a fare strada. Risalgo la scaletta cercando di non tremare ogni volta che la sento cigolare sotto il mio peso. Appena arrivo in cima, stringo le dita sul bordo del pozzo, ma una pietra si stacca e mi rimane in mano. Urlo, vacillo e per poco non scivolo giù dalla scaletta.

?Presa!? dice Everett. Mi afferra, tenendomi ferma, e mi aiuta a salire.

Insieme, torniamo verso casa e cerchiamo JP.





44





Tu dai valore a tutto




PASSANO le settimane e le acque cominciano a calmarsi. ? come una ferita che si rimargina ma lascia una cicatrice. Vengono celebrate delle commemorazioni per le vittime di mio padre, seguite dalle sepolture. Io non partecipo mai. Mi sembra di non averne il diritto, di essere fuori luogo, anche se in fondo siamo stati io e i miei amici a trovare i corpi, il che significa che mi spetta un quinto della ricompensa: 200.000 dollari tutti per me.

Ma solo per cinque minuti.

Mi tengo quanto basta per tirare avanti un anno, il tempo di decidere cosa fare dopo il diploma. Quanto al resto, chiedo a Natalie e alle altre famiglie di donarlo a un’associazione per le vittime di violenza. Non mi sembra giusto tenerlo. In fondo è mio padre il responsabile delle sofferenze di tutte quelle persone.

La verità sulla madre di Everett non fa neanche notizia. Lui non può essere incriminato, dato che aveva solo sette anni. Per JP invece è diverso. Gli vengono contestati i reati di intralcio alla giustizia e sottrazione di cadavere, ma alla fine se la cava con poco, perché lo sceriffo decide che la famiglia James ha già sofferto abbastanza. La comunità si spacca, qualcuno si indigna per il terribile peccato di JP, altri sussurrano che l’ha fatto solo per proteggere il figlio.

E. Kennedy's Books