Thornbird(104)
Lui sospira e finalmente riesce a guardami negli occhi. ?L’ha presa Nikki.?
La rabbia viene spazzata via dall’incredulità. ?Nikki? L’ha rubata Nikki, vuoi dire??
?L’ha presa un giorno che era venuta a casa tua, da Jasmine.?
?E Jasmine...?
?No? taglia corto. ?Jaz non c’entra niente. Nikki se l’è messa in tasca quando lei era distratta. Ha visto il diamante e ha cercato di tirarci su qualche soldo, ma il tizio al banco dei pegni non se l’è preso perché pensava che fosse rubato e non voleva finire nei casini con la polizia. Nikki...? Un debole gemito. ?Ruba un sacco di cose. I soldi di mio padre...?
?Sì, questo lo so.? Scuoto la testa e la rabbia riprende a ribollirmi dentro. ?Tu lo sapevi e non mi hai detto niente? E te la sei tenuta anche dopo che non è riuscita a venderla, invece di ridarmela??
Rimane in silenzio.
?Non ci credo! Io...? Un’esclamazione strozzata mi muore sulle labbra. Mi è appena venuta in mente un’altra cosa. Se Nikki aveva la collana, forse si è accorta che il ciondolo è in realtà un piccolo medaglione. Forse è riuscita ad aprirlo e ha visto le iniziali incise all’interno.
G.T.
Ricorda... So chi sei, Gabrielle Thorn.
Sapeva chi ero sin dall’inizio?
?Oddio? sussurro, con il cuore che mi martella contro le costole. ?Qualcuno mi ha scritto da un numero anonimo, minacciandomi di svelare chi ero davvero. ? stata tua sorella, vero??
Everett non muove nemmeno un muscolo. Il suo silenzio mi fa infuriare.
?Oh mio Dio, è stata lei. Ha aperto il ciondolo, ha visto le iniziali e ha deciso di tormentarmi.? La rabbia mi risale lungo la schiena, mi incendia il volto.
Senza dire un’altra parola, mi avvicino alla porta con passo malfermo.
?Ryan.?
?Dov’è?? sibilo. ?Dove cazzo è Nikki??
Mi precipito in corridoio, spalanco la porta della stanza accanto. Immagino sia quella di Nikki, a giudicare dai vestiti sparsi ovunque e dai trucchi buttati a caso sul tavolino, ma non c’è nessuno.
?Ryan, fermati.?
Corro verso le scale mentre Everett mi chiama da dietro. Lo ignoro, scendo due scalini alla volta, sento il sapore della rabbia in gola. Se la prendo la strozzo. Solo che prima devo trovarla. Il salotto è deserto. La cucina pure.
Dove diavolo è?
Apro la porta di casa, ma non faccio nemmeno in tempo a uscire sul portico perché ormai Everett mi ha raggiunta. Mi stringe il braccio, ma mi libero con uno strattone e mi volto.
?Dov’è??
?Non è tornata a casa ieri sera? dice con voce stanca. ?Da quando sono stati trovati i corpi non la vediamo quasi più.?
Sono ancora furiosa, ho un incendio dentro. Nikki James ha rubato la mia collana e mi ha inviato quei messaggi inquietanti. Mi ha seguita anche al deposito di legname, quando ero con Jasmine? Voleva spaventarci?
?Non riesco a crederci. Tu lo sapevi??
Lui continua a non reagire, ed è come una coltellata.
?Di’ qualcosa!?
I secondi scivolano via uno dopo l’altro.
Poi, finalmente, Everett scuote la testa. ?Nikki non sapeva chi eri, Ryan. L’ha scoperto al ballo.?
Aspetto che continui, perplessa.
?Ha rubato il ciondolo, sì, ma sono stato io ad aprirlo. Ho visto le iniziali e ho fatto due più due.?
Indietreggio, travolta dalla confusione. ?Tu sapevi chi ero? Prima del ballo??
Annuisce.
?E i messaggi??
Everett sospira piano, senza mai smettere di guardarmi negli occhi. ?Li ho mandati io.?
43
Un senso di oscurità
IL tempo rallenta fino a fermarsi. Non riesco a dare un senso alle parole che ho appena sentito. Ho la gola così secca che è impossibile tirar fuori la voce. ?Sei stato tu??
Everett annuisce. ?Sì.?
?Eri tu al deposito di legname? Mi hai seguita quel giorno, quando ero con Jasmine??
Annuisce di nuovo.
?Perché? Perché mi hai fatto questo??
Sul suo volto scorrono emozioni che non riesco a decifrare. ?Non capisci...?
?E allora spiegami! Dimmi perché mi hai mandato quei messaggi. Perché ci hai quasi fatte crepare di paura. Che cosa volevi??
Everett si chiude di nuovo nel silenzio. Mi fa impazzire.
E più tempo passa, più ripenso ai nostri incontri, alle nostre conversazioni.
?Oh mio Dio.? Mi viene da vomitare. ?Quando mi hai portata al ponte... lo sapevi già.?
?Sì? ammette.
?Eppure fingevi di volermi conoscere...?
?Non stavo fingendo.?
Gli occhi mi bruciano in modo insopportabile. ?Hai mai provato qualcosa per me, Everett??
?Sì. Mi piacevi. E mi piaci.? Ma poi esita, e quell’istante di pausa parla più chiaro delle sue parole. ?La prima volta, quando ci siamo incontrati sul sentiero e pensavo fossi una Shipley, mi hai colpito subito. Non c’era nulla di finto. Ti ho chiesto di uscire perché mi andava.?
?Ma?? chiedo, rigida.
Deglutisce a fatica. ?Ma appena ho scoperto chi eri... una parte di me ha pensato che fosse meglio tenerti d’occhio da vicino, per capire cosa sapevi.?
Ora capisco perché si è arrabbiato così tanto quando l’ho mollato. Non poteva più avere un contatto diretto con me. Ed ecco perché insisteva per farmi parlare e voleva così tanto che mi aprissi. Sperava che gli confidassi i miei segreti, perché sapeva che ne avevo.