Romantic hero(10)
?Se sei un ladro, troverai molto di meglio a un chilometro da qui? dico con voce stridula. ?Io… Io sono una semplice scrittrice. Tutto ciò che possiedo ha un valore puramente affettivo.? Indico il televisore. ?Vuoi prendere la tv? ? vecchiotta, però. Non ha neanche il display Oled. Probabilmente nelle abitazioni a Marylebone hanno elettrodomestici con caratteristiche tecniche migliori. E anche un sacco di gioielli, argenteria, Birkin autentiche, se è quello che cerchi. C’è una villa elegantissima sulla…?
Appena mi rendo conto che non è il momento né la situazione adatta per dare prova di grande altruismo mi zittisco.
Il cowboy osserva i suoi stivali impolverati, accigliandosi. Si passa una mano sulla mascella ispida e non posso fare a meno di notare che è una mascella davvero pregevole.
Controllati, Gertie.
?Se te ne vai subito, giuro che non chiamo la polizia? azzardo, la voce che tenta invano di conservare una certa gravità.
Sto mentendo spudoratamente. ? chiaro che chiamerò la polizia. Come minimo bisogna avvisare gli abitanti di Marylebone di chiudere la porta di casa a doppia mandata.
L’uomo si alza dal divano e per poco lo Stetson color castagna non sfiora il soffitto. Avanza di un passo.
?Non uccidermi, ti prego!? strillo. ?Magari al momento non avrò tanti motivi per vivere, ma non voglio morire!?
Immagino per un istante il mio funerale. Se morissi, Henry piangerebbe? Certo che lo farebbe. Vero?
Con lo sguardo sempre basso, il cowboy alza una mano per sollevare lentamente il cappello verso di me, in una specie di saluto.
?Signorina? dice con l’inconfondibile accento strascicato del profondo Sud degli Stati Uniti. ?Non voglio ucciderti.? Si gira verso la finestra aperta, socchiudendo gli occhi, confuso. ?Ma puoi dirmi… dove diavolo mi trovo??
?Ehm, cosa??
?Non ho la minima intenzione di farti del male, bella? continua, la voce profonda, roca e calda, quasi un rombo che risuona nel mio appartamentino. ?Bella?? Ma come si permette? ?Copriti, per favore. Dove mi trovo? Non… Come sono arrivato fin qui??
Senza scollare gli occhi di dosso dallo sconosciuto, mi avvicino a piccoli passi laterali all’asciugatrice e prendo un asciugamano per avvolgermelo addosso, fermandolo sul seno.
Perché questo tizio dice di non sapere com’è arrivato fin qui? Cerca di confondermi le idee prima di ammazzarmi? O di conquistarsi la mia fiducia? Ma a cosa gli servirebbe? Non si può dire che io sia un fuscello, ma, insomma, lui è un armadio. Probabilmente gli basterebbe schioccare quelle grosse dita per mettermi al tappeto.
Lo scarto di peso e altezza tra noi, unito alla mia naturale codardia, mi spinge a camminare piano piano all’indietro verso l’angolo cucina alla ricerca di rinforzi. Allungo una mano dietro la schiena, verso il ceppo dei coltelli, e afferro il primo che trovo, per sicurezza. ? un coltello per il pane senza filo. Okay. Non è il massimo, ma me lo farò bastare.
?Chi sei?? domando, brandendo la lama con mano tremante. ?Che cosa vuoi??
L’uomo solleva la testa, i suoi occhi dalle palpebre pesanti scrutano i miei con un luccichio. Non sembrano occhi da assassino. Sono sconcertati e assorti, e molto, molto familiari…
?Ci… ci conosciamo? Come ti chiami?? gli chiedo, alzando il coltello mentre avanzo un pelino per osservare il viso dello sconosciuto nascosto dalla falda del cappello da cowboy. Pelle dorata leggermente segnata. Naso pronunciato. Occhi di un grigioverde simile alla sfumatura dei pini in inverno oscurati da una nube temporalesca. Mascella marcata da divo del cinema, coperta da una folta barbetta incolta con riflessi color bronzo. Labbra leggermente screpolate e imbronciate che assumono spontaneamente il ghigno di un uomo che nessuno vorrebbe mettersi contro. Mi si accende un ricordo. Un secondo… ? esattamente la descrizione che ho scritto per il personaggio di…
?River? risponde con voce graffiante. ?Mi chiamo River Oakley.?
Osservo per qualche secondo il viso lercio. E poi… scoppio in una risata. Una vera e propria risata. Una risata così forte che è quasi impercettibile, uno scuotimento del corpo accompagnato da un lieve sibilo.
Bridget.
Bridget!
Per essere un’agente è bravissima, ma è anche un po’ fuori di melone. In passato era già capitato che facesse qualcosa di bizzarro per impedirmi di sforare una consegna: un pacco dono pieno di stilografiche e M&M’s, un video girato apposta per me dal cast della mia serie tv in costume preferita della Bbc. Ma questo? Ingaggiare un vero attore che si introducesse in casa mia e impersonasse uno dei personaggi della saga di Bedlam Creek… Nientepopodimeno che il cattivo? ? sempre stata sopra le righe, ma questo è un tantino esagerato persino per lei, cazzo. Dio mio, quant’è brava. Fuori di testa, ma brava. Probabilmente non è il genere di persona che dovrebbe avere una copia delle mie chiavi di casa, ma ha talento.
Alla fine smetto di ridere e rimetto il coltello nel ceppo sul ripiano della cucina. ?Pfiu!? Mi porto una mano al petto e scuoto la testa, incredula. ?Maledetta Bridget. Per un attimo ho pensato davvero che fossi venuto per uccidermi. Hai un messaggio da darmi? Bridget ti ha chiesto di recapitarmi un messaggio? Oooh, oppure di cantarmi qualcosa? Sei un telegramma canterino?? Mi avvicino per scrutarlo in faccia. ?Dio mio, sei davvero identico a come mi sono immaginata River quando ho creato il suo personaggio. Uguale a come me l’ero figurato. Pazzesco.?
River Oakley non è nemmeno uno dei personaggi principali: è il fratellastro cocciuto in rotta con la protagonista Cassidy. ? sbalorditivo e ammirevole che Bridget sia riuscita a trovare qualcuno con una somiglianza così perfetta.