Romantic hero(11)
L’attore serra le labbra, si toglie il cappello e rivela la chioma castana rasente le spalle che nei libri ho descritto come ?setosi riccioli da angelo che celavano il cinico cuore duro come la pietra del suo spietato proprietario?. Mamma mia, quant’è bello. In effetti è un po’ inquietante. Non credo di aver mai visto in tutta la mia vita qualcuno capace di sprigionare tutta questa carica sessuale, nemmeno quando nel 2020 sono andata a vedere con Josie uno spettacolo di spogliarellisti. Cerco di darmi una regolata e smettere di fissare le sue perfette labbra carnose e stizzite perché, diciamocelo, già il suo lavoro dev’essere abbastanza umiliante, non serve che una piagnucolosa scrittrice bagnata fradicia e in preda a postumi da sbornia lo molesti con lo sguardo mentre lui cerca di lavorare. Però è davvero stupefacente. Nei miei libri, River Oakley è uno scapolone incallito che non si fa scrupoli a spezzare il cuore di tutte le brave donne della contea di Burnet. Questo tipo ha davvero l’aspetto giusto. Wow.
Lo osservo posare il cappello sul tavolino e noto la grande cautela con cui lo maneggia, quasi fosse un oggetto prezioso. Magari è un autentico cappello da cowboy e non uno preso in uno squallido negozio di costumi? Mi schiarisco la voce. ?Immagino che Bridget ti abbia già pagato? dico assumendo un tono più professionale. ?Oh, aspetta, devo darti la mancia? Ho appena dato gli ultimi contanti che avevo alla mia vicina di casa, ma se mi lasci il tuo Iban posso farti un bonifico. Ti andrebbe bene??
Accigliato, l’uomo osserva l’appartamento e sofferma lo sguardo sui bicchieri da cocktail ancora da lavare sul ripiano della cucina, sulla fotografia attaccata al frigo che ritrae me e Josie con in testa dei cerchietti con alberi di Natale glitterati e poi sull’invito al weekend di compleanno di Jim. Infine lo sposta sul mucchio di calzini e mutande a terra.
?Dopo devo fare la lavatrice? gli spiego, lisciandomi i capelli prima di accorgermi che nel mucchio della biancheria sporca c’è anche il paio di mutandine color cipria aperte sul davanti acquistate nel vano tentativo di convincere Henry a restare con me con il sesso. Ieri ho dovuto mettere quelle perché a causa delle mie pene d’amore sono rimasta indietro con le lavatrici. ?Oops! Chiudi gli occhi!? strillo, precipitandomi a raccogliere quegli slip striminziti per infilarli subito in lavatrice e chiudere lo sportello.
L’attore si passa le mani tra i capelli, gli occhi carichi di frustrazione. Chissà se il suo volto mi pare così familiare perché ha recitato in qualche pubblicità, magari di un rasoio, di una motocicletta o delle cotolette di manzo.
?Hai fatto qualche pubblicità?? gli domando. ?Oppure un video di musica country? Ovviamente so che Bridget ti ha ingaggiato per la tua somiglianza con River, ma non è solo questo. Ho la netta sensazione di averti già visto. Di aver proprio visto la tua faccia, cioè.?
L’uomo si gratta la mascella scuotendo lentamente la testa. ?L’ultima cosa che ricordo è che stavo schiacciando un pisolino sotto il vecchio cedro a Blue Egg Meadow. E poi… Dove mi trovo?? Si guarda intorno e, come il personaggio di un cartone animato, si sfrega gli occhi sconcertato per poi tornare a osservare la casa.
Blue Egg Meadow? Di che diavolo sta parlando?
Scruta la stanza quasi cercasse degli elementi chiarificatori. Quando scorge l’attaccapanni che ho dovuto comprare per sistemare tutti gli acquisti fatti alla Modisteria del Casato di Casablancas trasalisce.
?Li fa la mia vicina e poi me li vende? gli spiego.
River sbatte le palpebre, storcendo le labbra. Sembra talmente esterrefatto che quasi quasi ho l’impressione che davvero non sappia dove si trova. ?Sei davvero bravissimo? gli dico, colpita. ?Dove hai studiato? All’accademia reale di arte drammatica? O sei davvero americano? Alla Juilliard? Alla Stella Adler? Una mia cugina è andata alla scuola di recitazione Lee Strasberg. Un giorno a lezione hanno chiesto a tutta la sua classe di fare finta di spararsi con raggi laser oculari. Ti immagini quanto sarà stato imbarazzante tutto quel contatto visivo? Io non ce la farei mai.?
Lui in risposta sbuffa e fa un passo enorme verso di me, i pesanti stivali neri da cowboy che pestano con forza sul parquet.
?Sono tipo in ostaggio?? mi domanda, mordendosi il labbro inferiore per poi stringersi il setto nasale tra l’indice e il pollice. ?Lavori per quel bastardo di Buddy McGinty? Come sono arrivato fin qui? Mi avete addormentato con il cloroformio? Vuoi soldi, eh? Stai provando a spaventarmi in modo che non mi presenti all’asta per il terreno? Ve l’ho già detto: non gli permetterò di costruire sulle terre di Bedlam Creek. Non permetterò mai a voi sanguisughe di costruire un anonimo ranch turistico per subdoli banchieri che nel fine settimana vogliono giocare a fare i cowboy. I miei genitori hanno protetto per tutta la vita Bedlam Creek e io intendo continuare a farlo.?
Ma che cavolo sta dicendo? Quando d’un tratto mi viene in mente che Buddy McGinty è un personaggio minore del quarto volume della saga di Bedlam Creek socchiudo gli occhi. ? un impresario edile apparso di sfuggita in una sola scena. Perché mai Bridget avrebbe dovuto raccontare a quest’attore proprio di lui? Buddy McGinty è un personaggio del tutto trascurabile. E perché questo tizio porta ancora avanti la scena? Che scena sarebbe, poi?
?Okay, non serve che continui a recitare? dico con una risata inquieta. ?Messaggio ricevuto! Dimmi come ti chiami. Il tuo vero nome. E dammi il tuo Iban. Ti faccio subito un bonifico per la mancia, così puoi andare!?