Romantic hero(16)
River la osserva. ?Con il mio cosa??
?Tutto quanto. Di certo sarai consapevole del tuo aspetto.?
Con un’alzata di occhi al cielo e quello che sembra un sorrisino, si alza e infila la maglietta. Sarà di tre taglie più piccola: è così corta che lascia scoperto il bassoventre tonico, e il tessuto tira a tal punto sui bicipiti che sembra sul punto di strapparsi, in stile Hulk.
River spalanca le braccia e si acciglia. ?Fai sul serio? Non hai niente di più grande??
?No. Il mio ex portava una M. Senti, almeno ti copre i capezzoli, okay? Devo concentrarmi.?
River ci pensa un attimo su, poi torna ad accasciarsi sulla sedia con tale violenza che temo la disintegri.
D’un tratto mi viene un’illuminazione e mi fiondo alla libreria. La mensola in alto è occupata dai libri della saga di Bedlam Creek, dal primo al quarto volume, uno spazio vuoto aspetta miseramente il quinto.
Li prendo tutti e li porto al tavolo, posandoli l’uno dopo l’altro davanti a River.
?Sono una scrittrice? gli spiego. ?Questi li ho scritti io.?
Prende una brossura, sgranando gli occhi. ?Che caspita ci fa Cassidy in copertina?? Afferra il volume successivo. ?E quella mezzasega di Ethan Calhoun? Perché hai dei libri che parlano di Bedlam Creek? Della mia cittadina? Che cavolo è? Uno scherzo? Siamo in una candid camera? Mi state riprendendo?? Scruta gli angoli del soffitto, probabilmente alla ricerca di telecamere nascoste.
Scuoto la testa. ?Ho scritto questi libri perché, insomma, il punto è che… ecco… Bedlam Creek l’ho inventata io.?
?Come, scusa?? River mi lancia uno sguardo omicida, neanche gli avessi chiesto di strapparsi i bulbi oculari per servirli su un toast.
?Be’… non esiste un modo gentile per dirlo, ma in effetti… ho inventato anche… te. Vedi? C’è scritto il mio nome.? Indico la copertina. ?Proprio qui. Gertie Bickerstaff.?
River prende il whisky della Distilleria Cornamusa e, invece di riempirsi il bicchierino, si attacca direttamente alla bottiglia, bevendone tre belle sorsate. La sbatte sul tavolo e indica con la testa i libri. ?Stai dicendo che io sono presente in questi libri, svitata??
Prendo il secondo volume, in cui River Oakley fa la sua prima apparizione durante una rissa in un saloon chiamato La Spina Brilla.
?Sto dicendo che River Oakley – un personaggio di mia invenzione – sta qui.? Apro a pagina 40, dove compare per la prima volta. Indico il nome trascritto in carattere Garamond, chiaro come il sole.
River si china e scruta la pagina con occhi socchiusi. ?Porca puttana.? Salta su dalla sedia, che scivola sul pavimento e sbatte contro il termosifone, dove effettivamente si disintegra.
Okay. ? la reazione di un uomo che crede davvero di essere una persona reale di nome River Oakley.
Raccoglie il libro e osserva di nuovo con attenzione la pagina. ?“Un cuore di pietra”?? legge infastidito. ?“Setosi riccioli”? ? un romanzo d’amore? Che parla di me? Com’è possibile? Non ci siamo mai visti prima. Sei mica una stalker?? Serra una mano, stritolando la pagina.
?No no. Non parla di te? spiego sfilandogli con delicatezza il libro di mano. ?In realtà sei un personaggio secondario.?
Mi guarda sconvolto. ?Non ho nemmeno un ruolo centrale??
?No, non hai un ruolo centrale. ? tua sorella Cassidy Oakley…?
?Sorellastra.?
?? la tua sorellastra… la protagonista. Però tu rivesti comunque un ruolo importante a livello narrativo.?
Per un istante esco dal mio corpo e mi osservo dall’alto mentre cerco di rassicurare il personaggio che ho creato riguardo alla sua presenza e all’importanza che ricopre nella trama. ?In effetti tu sei, ehm, insomma sei… il cattivo della storia. Sei fondamentale.?
A questa affermazione, per un attimo River fa una faccia addolorata, ma poi mi guarda storto. ?Non sono cattivo!? Scaraventa la pila di libri giù dal tavolo con autentica cattiveria. ?E non sono un personaggio inventato. Sono una persona! Una persona vera!?
In un certo senso ha ragione. Non ho fatto molte ricerche per sviluppare il suo personaggio. Era il fratello cattivo che gestiva un ranch e creava scompiglio in lontananza, rifiutandosi di lasciare che Cassidy facesse parte della tenuta dopo la morte di Big Chip Oakley. Un cowboy dal cuore di pietra che, a parte qualche dettaglio chiave relativo all’aspetto e al carattere, e una breve serie di eventi cruciali che ne hanno plasmato il carattere spietato, doveva fungere unicamente da ostacolo narrativo. Serviva solo ad aggiungere un tocco di colore e ad arricchire il contesto: un nemico comune per la popolazione di Bedlam Creek, contro il quale dovevano scontrarsi Cassidy ed Ethan mentre si innamoravano l’una dell’altro nel filone principale dell’intreccio. Se Bedlam Creek fosse il film Armageddon, River Oakley sarebbe l’asteroide.
?Senti…? dico provando a mantenere un tono pacato mentre cerco al cellulare un’immagine da mostrargli. ?Questo è un film intitolato Come d’incanto. Parla di…?
River sgrana gli occhi. ?Mi auguro che tu non voglia insinuare che sono la Giselle di turno.? Mi fulmina con lo sguardo, fuori di sé, digrignando i denti. Abbassa la voce per scandire bene ogni parola che sta per pronunciare. ?Non sono Giselle, chiaro? River Oakley non è Giselle.?
?Conosci questo film?? chiedo sconcertata. ?Come fai a conoscerlo se non ne ho mai parlato nel libro??
?Perché sono re-a-le. Quella fuori di testa sei tu.?
Dopodiché, con un ringhio di autentica frustrazione incontenibile, agguanta la bottiglia di whisky e si dirige con furia verso il bagno, chiudendo la porta alle sue spalle con un colpo spaventoso.