Romantic hero(19)



?Si chiama Skangle.?

?Ma non ho mai nominato questo “Skangle” nei miei libri. In teoria dovrei sapere tutto quello che sai tu, no??

I suoi occhi si riempiono di frustrazione. ?Non concepisci proprio la possibilità che io non sia una tua invenzione? Che in realtà sia una persona reale? Perché ti assicuro che lo sono. Ho una vita intera, ricordi, pensieri ed emozioni di cui non sai nulla.?

?Ma Bedlam Creek non esiste nel mondo reale.?

?In questo mondo.?

?Questo mondo è il mondo reale! L’hai visto anche tu… Bedlam Creek non c’è sulla mappa! Non ce n’è traccia su internet. Ricordo ancora il giorno in cui me lo sono immaginata. Era il 20 agosto 2021. Il giorno in cui Josie… Vabbè, non c’entra nulla. Perché cavolo dovrei mentirti? Questa situazione mi avvilisce quanto avvilisce te! A dirla tutta, è capitata in un pessimo momento.?

River scuote la testa. ?Non dico che stai mentendo. So fiutare un bugiardo a un chilometro di distanza, e tu non lo sei. Ma prima hai detto che vado nella casetta nel bosco per “escogitare i miei piani diabolici per tenere lontana Cassidy dal ranch”. E non è affatto vero. Non fosse altro perché i miei rapporti famigliari sono ben più complessi. In realtà vado nella casetta per leggere. Tra i macchinari, il bestiame, i ragazzi, al ranch c’è sempre una gran confusione. La casetta è l’unico posto in tutto il paese in cui posso starmene un po’ in pace, a parte il vecchio cedro a Blue Egg Meadow. Come te lo spieghi che questa informazione ti manca, se mi hai “inventato” tu??

Mi acciglio. Per quanto mi dia fastidio ammetterlo, ha ragione. Non so praticamente nulla di questo tizio, al di là dei pochi dettagli del cattivo stereotipato che ho concepito come strumento narrativo. Quindi com’è possibile? Com’è che parla di esperienze di cui non so nulla? ? un personaggio partorito dalla mia mente… Non ha senso.

Lo guardo con sconcerto. ?Non… insomma, non…? dico, imbronciandomi, frastornata. ?Leggi libri??

?Ne leggo tantissimi. E fino all’ultima riga, pure. ? quello che sto cercando di farti capire. Non mi conosci. Sotto c’è dell’altro.? Si passa una mano sulla fronte. ?E se avessimo ragione entrambi? Se questo mondo fosse reale e, non so come, lo fosse anche il mio? Tipo… un universo parallelo o cose del genere.?

?Un universo parallelo?? ripeto con una vocina stridula, smarrita. ?? assurdo. Non esistono universi paralleli.?

?Perché il fatto che io sia un personaggio immaginario che si è materializzato a casa tua non è assurdo??

Scuoto la testa. ?Ma se Bedlam Creek esistesse in un universo parallelo, com’è che io, in questo universo, sto scrivendo dei libri interi che ne parlano??

River si passa una mano sulla mascella. ?Sì, questa cosa non ha proprio alcun senso. Non lo so.? Il suo sguardo si accende di colpo. ?E non mi piace non sapere le cose.?

?Dio santo, che conversazione allucinante.?

Le labbra di River si arricciano appena, un accenno di sorriso che gli increspa gli occhi. ?Già, è la cosa più allucinante che mi sia mai capitata, e sono del Texas, dove per divertirci organizziamo corse tra armadilli.?

Annuisco. ?L’ho scoperto durante le ricerche che ho fatto prima di iniziare a scrivere la saga…?

All’ennesima allusione alla possibilità che sia un personaggio inventato, il barlume di sorriso sparisce di colpo. ?Procediamo, okay??

?Sì, scusami.? Torno a guardare il cielo che sta scurendo rapidamente e cerco di concentrarmi. ?Okay. Come dicevo: grazie, universo e dee e chiunque altro sia stato tanto gentile da mandarmi River, ma… credo che da qualche parte ci sia stato un disguido. Io avevo chiesto aiuto per superare il blocco dello scrittore.? Mi agito, arrossendo un po’. ?E, ehm, è possibile che io abbia anche chiesto che Henry tornasse con me, per non stare più male.?

?Henry?? domanda River.

?L’amore della mia vita? spiego. ?Ci siamo presi una pausa. L’ha deciso lui, non io. Se n’è andato di casa quattro settimane fa e a quanto pare da allora non riesco più a…?

?Okay, okay, capito? taglia corto River come se lo stessi annoiando.

Stizzita, torno a guardare il cielo e riprendo con il mio appello. ?Ma anziché risolvere il blocco dello scrittore o spingere Henry a tornare con me, per qualche ragione mi hai mandato River. Non è una critica, universo. Capita di sbagliare. Insomma, cose che succedono.?

?Già, cose che succedono tutti i giorni? commenta sarcastico lui.

?Ma, come puoi vedere, River non ha alcuna voglia di stare qui. E nemmeno io lo voglio qui. Non serve assolutamente a niente. Quindi, se fossi tanto gentile da rispedirlo a casa sua… lo apprezzeremmo molto. Grazie, e un caro saluto.? Lancio uno sguardo a River e indico le nuvole in cielo. ?Devi esprimere la tua gratitudine.?

?Esprimere la mia gratitudine? Al cielo?? domanda con sconcerto. ?Non credo proprio, signorina.?

Sbuffo, la mia riserva di pazienza solitamente cospicua si sta esaurendo. Henry, il blocco dello scrittore, l’ennesimo tentativo fallito di superare il cancello del cimitero, e adesso pure questo? L’atteggiamento poco collaborativo di River mi urta proprio. Incrocio le braccia sul petto. ?Senti, ovviamente so che il tuo peggior difetto è il gelido cinismo, ma dobbiamo fare in modo che questa cosa funzioni. ? ridicolo, siamo d’accordo. Credimi, lo so benissimo. Ma ci sto provando, ed è l’unica idea che ci sia venuta. Potresti assecondarmi? Non sei l’unico che vuole tornare alla sua vita, quindi potresti piantarla di fare lo stronzo e darmi una mano??

Kirsty Greenwood's Books