Romantic hero(24)
?Wow! Al National? Fantastico!?
?Sì!? risponde arrossendo appena. ?Ovviamente non mi sarebbe dispiaciuto se fosse stato un teatro più piccolo e meno prestigioso. Basta che l’opera sia trasposta fedelmente e rispetti i miei intenti originari. ? la cosa che mi interessa di più.?
?Certo. In primis l’integrità! Neanche a dirlo.?
?Comunque sì, quelli del National sono entusiasti della storia.?
Sento River reprimere una risatina. Guarda Henry e poi me; ha tutta l’aria di uno che sta per scoppiare a ridere per lo sconcerto. Gli lancio un’occhiata tagliente.
?Ti andrebbe di fare due passi?? domando a Henry. ?Oppure potremmo continuare la chiacchierata sul tetto. Per avere un po’ di privacy.?
Henry lancia un’altra occhiata a River, a disagio. Toglie gli occhiali e pulisce con foga le lenti con un lembo della camicia nuova di zecca. ?Grazie dell’offerta, ma adesso che ho visto che stai bene credo sia meglio che vada.?
?Non andartene!? mi sfugge, la disperazione e il panico nella mia voce risuonano vergognosamente. Dal giorno in cui Henry se n’è andato, non ho fatto che pregare che si presentasse alla mia porta. Adesso che è qui, non posso permettere che vada via. ?Insomma, non serve che te ne vai così di corsa. Sei appena arrivato! Resta un po’! Rilassati!?
Henry si avvicina di un passo e mi stampa un bacetto sulla guancia. Inspiro il profumo del sapone al limone che usa, e mi vengono subito le lacrime agli occhi. Il mio Henry.
?Resta? gli sussurro con un filo di voce a malapena udibile.
Ma lui declina l’invito. ?Ho promesso a Jim che oggi lo avrei accompagnato a Little Crumpet per dargli una mano a organizzare il compleanno. ? davvero meglio che vada. Ci vediamo presto, okay, Gert??
?Non… Okay.? Mi trema un po’ la voce e accascio le spalle, delusa.
Henry fa un cenno di saluto a River, sul volto ha un’espressione indecifrabile. ?? stato bello conoscerti, Semplice Amico.?
E poi, prima che io riesca a rincorrerlo, ad afferrarlo per una gamba per aggrapparmici e supplicarlo di nuovo di non andarsene, se ne va con incedere deciso, chiudendo adagio la porta alle sue spalle.
Rimango imbambolata, facendo il possibile per soffocare il singulto che mi brucia in gola.
?Quello lì?? domanda alla fine River, le sopracciglia che si avvicinano creando un solco in mezzo alla fronte. ?Quello lì??
Annuisco, avvilita. ?Quello lì, sì.?
E poi scoppio a piangere.
14
RIVER mi osserva incuriosito singhiozzare e scusarmi per i singhiozzi imbarazzanti.
?Ti, ehm, ti serve un fazzoletto??
Scuoto la testa. ?Non ne ho. Va benissimo la carta igienica.?
River sparisce in bagno e riappare con una quantità di carta igienica che potrebbe asciugare un litro d’acqua. Lo ringrazio e strappo un paio di veli per soffiarmi il naso. Quando mi butto sul bordo del letto, lui si siede sulla poltrona di fronte. ?Insomma, stai proprio sotto un treno per il buon vecchio Henry.?
Gli lancio un’occhiata come a dire: Ma va’? ?Siamo stati insieme quattro anni. ? normale. Non si può voltare pagina da un giorno all’altro.?
?Quattro anni?? Sembra confuso. ?Ma eravate così formali tra di voi. Come se vi foste appena conosciuti.?
?In che senso??
River solleva il naso in aria, adottando un orribile accento da aristocratico inglese. ?“Stai bene?” “Io sto bene. Va tutto bene.” “A te va tutto bene?” “Abbastanza bene, sì.”?
Di fronte a quella stupida imitazione inaccurata, mi inalbero. ?Non è che potevamo comportarci in modo spontaneo con te che stavi lì fermo impalato a fissarci. Avresti potuto lasciarci un po’ di privacy.?
?E dove sarei dovuto andare?? chiede, indicando l’unico asciugamano che lo copre e il mio minuscolo monolocale. ?Avrei comunque sentito tutto anche se mi fossi chiuso in bagno.? Incrocia le braccia; i bicipiti enormi lo fanno sembrare una versione sexy di Braccio di Ferro. ?In ogni caso, è un bene che ci fossi. Il buon vecchio Henry schiattava di gelosia.?
?Davvero?? Alzo un secondo la testa.
?Altroché. Era chiaro che non si aspettava di trovare un altro a casa tua. Non ha gradito affatto.?
?Ma non è una bella cosa. Non voglio che pensi che sto frequentando un altro? rispondo stizzita mentre prendo il cellulare dal comodino. ?Dovrei scrivergli subito. Giusto per chiarire. Per ribadire che sei solo…?
?Aspetta un attimo…? mi interrompe, la voce quasi un sussurro. ?E se fosse per questo?? Mi guarda negli occhi. ?Sì, dev’esserlo per forza!?
?Che cosa?? domando asciugando le lacrime con un altro pezzo di carta igienica.
?Gertie, ieri sera hai detto che durante la prima cerimonia di manifestazione hai chiesto che Henry tornasse con te…?
?Insomma, principalmente ho chiesto aiuto per il libro. Comunque sì, verso la fine ho espresso anche un desiderio legato a lui.?
?E se mi trovassi qui per questo?? Salta su dalla poltrona e inizia a gironzolare per la stanza, entusiasmandosi per la sua teoria. ?Proprio io nello specifico? Per aiutarti a ottenere quello che hai chiesto? Per aiutarti a tornare con il tuo bello??
Faccio una smorfia. ?No, non… non credo sia per questo. Senza offesa, ma se proprio doveva materializzarsi uno dei miei personaggi per aiutarmi a sanare il mio cuore infranto… tu saresti stato l’ultimo della lista.?