Romantic hero(27)
River si ferma in mezzo alla strada. Intanto mi accorgo che ogni singola donna nei paraggi, e pure diversi uomini, lo fissano con gli occhi a cuoricino. ?Sono cosa, Gertie?? mi domanda, avvicinandosi di un passo per squadrarmi dall’alto in basso.
?Complicato? rispondo alla fine.
?Eh, già.? Riprende a camminare, padrone del marciapiede, la mole e la presenza che spingono chiunque a scansarsi. ?Non il malefico antagonista bidimensionale che pensavi, vero? Un uomo che vive e respira, con emozioni e opinioni sfaccettate, e un vissuto che non si riduce a un vago antefatto utile solo a mettere in risalto la storia di Cassidy Oakley. Non sono poi tanto fittizio, dico bene? Capito…?
Sbuffo, perché ha ragione. Ed è assolutamente destabilizzante. Quest’uomo parla di cose che non conosco, e non ha senso, perché se è un personaggio di mia invenzione dovrei sapere tutto quello che sa lui, no? Invece è evidente che ha molte più sfaccettature, che è molto più… reale di qualsiasi cosa io possa mai sognare di mettere nero su bianco. E benché sia indubbiamente uno stronzo presuntuoso e indisponente, l’istinto mi dice che non è cattivo. Il River Oakley dei miei romanzi su Bedlam Creek lo è. Rende un inferno la vita di Cassidy. Non capisco.
?A-ha!? River indica la vetrina di una boutique con un manichino che sfoggia un sensuale mini abito di paillettes argentate senza spalline. ?Che ne dici di qualcosa del genere?? mi chiede. ?Per il falò della domenica organizzato da Jim??
?Oh, non credo proprio! Io ho uno stile molto più sobrio. Anche Henry ha uno stile decisamente molto più sobrio.?
?Un vestito come questo non passa inosservato, Gertie. ? impossibile non notarlo. Con un vestito del genere calamiteresti sicuramente l’attenzione.?
Rabbrividisco al solo pensiero. ?Calamitare l’attenzione? Anche no, grazie. Preferisco morire.?
?Stare al centro dell’attenzione, invece, è molto divertente? ribatte River con un sorriso appena accennato, facendo l’occhiolino a una coppia sposata che ci passa accanto guardandolo con spudorata concupiscenza. ?Ehilà? li saluta River, sollevando con fare teatrale il cappello verso di loro.
Alzo gli occhi al cielo.
La sua sfrontata sicurezza mi ricorda tanto Josie: ha una specie di energia scoppiettante che non è esattamente calorosa o accogliente, ma in qualche modo riesce a incantare chiunque graviti nella sua orbita. E, per quanto mi dia fastidio, non posso fare a meno di restarne stregata. ? la stessa sensazione che ho provato quando ho visto per la prima volta dal vivo un quadro di Monet. Com’è possibile? Come si fa una cosa simile?
?Quindi a te piace passare inosservata, eh?? mi domanda River. ?E ti sta bene??
?Non a tutti piace stare al centro della scena? spiego, lanciandogli un’occhiata mentre rivolge un sorriso ferino a una ragazza dall’altro lato della strada che sembra una modella. ?Certe persone sono felici di avere un ruolo di contorno. Io sono fatta così e mi va benissimo. Comunque continuo a non capire perché io non possa andare a Little Crumpet con i miei vestiti.?
River scocca uno sguardo tagliente agli ampi pantaloni neri e alla camicetta in pizzo color panna che indosso. Mi sento a disagio: un fastidioso flashback del bacio sulla guancia che mi ha dato sotto il temporale si riproduce di colpo nella mia mente. Lo scaccio e cerco di concentrarmi, piuttosto, sulle sensazioni che mi suscitano i baci di Henry. Come quando ci si immerge in una vasca d’acqua calda in una giornata fredda.
?Gli uomini sono come le gazze. Sono attratti dalle cose che luccicano e quel vestito attirerà sicuramente l’attenzione di Henry? continua River, aprendo la porta della boutique e facendomi cenno di precederlo. ?Su, andiamo a provarlo. Sarà perfetto, già lo so.?
?Non sai un bel niente? rispondo scocciata, bloccandomi. ?Non conosci Henry. E neanche me, a dire il vero. Io e lui abbiamo un rapporto molto profondo, non basta che mi presenti con un vestito sbrilluccicoso che mette in mostra le cosce per riconquistarlo. ? un uomo molto cerebrale. Hai visto i video che ti ho mostrato. ? intelligente, simpatico, un… un pensatore.?
Annuisce. ?Hai ragione. Sto sminuendo il povero Henry, accomunandolo ingiustamente a tutti gli uomini che ho incontrato nei miei trent’anni di vita. Che ne dici se dopo aver provato il vestito andiamo a mangiare un boccone e mi racconti tutto di questo pallone gonfiato pensatore? Così mi fai un bel resoconto completo.?
?Stai cercando di manipolarmi??
?Dipende. Sta funzionando??
Non posso negare che il pensiero di poter parlare di Henry con qualcuno, con chiunque, persino con River, sia allettante per una persona come me che si tiene tutto dentro per evitare di annoiare o appesantire gli altri con i propri drammi. E poi l’ha proposto lui.
?D’accordo? dico con brio, superandolo per entrare nella boutique. ?Mi provo il vestito. Ma non lo compro neanche morta.?
Qualche ora dopo, quando arriviamo al Merryweather Arms, io e River siamo carichi di buste che racchiudono non solo l’abito di paillettes argentate, ma anche un paio di jeans blu attillati, un vestitino bianco panna a fiori rosa con i bottoni davanti, e un’aderente maglia nera a maniche lunghe con un profondo scollo squadrato che River ha definito ?velatamente sexy?.
?Mi auguro che l’Operazione amore vero vada in porto? brontolo quando arriviamo al pub affollato. ?Dopo questi acquisti folli, devo davvero finire il libro per pagare il conto della carta di credito.?
River si guarda intorno annuendo, colpito. Seguo il suo sguardo e mi sforzo di osservare l’ambiente con i suoi occhi: logore poltrone in velluto color prugna, tavolini in legno scuro traballanti, rugosa carta da parati porpora scurita dal fumo, anziani che si gustano un amaro al bancone. ?Insomma, questo è un autentico pub inglese. Somiglia tanto a un saloon. Mi piace. Mi ricorda casa.?