Romantic hero(28)



?Ooh! Fanno l’arrosto della domenica!? esclamo tutta contenta quando scorgo il menù al bancone. ?L’arrosto della domenica è il piatto più buono del pianeta, ed è tipico inglese. Devi assolutamente provarlo.?

?Ma oggi è giovedì.?

?Questo è un pub con rosticceria. Lo servono tutti i giorni!?

?Un pub con rosticceria? Mai sentita una roba simile… ? tipo Googly??

?Si chiama Google. In pratica c’è un angolo buffet con carne, patate e verdure.?

Il barista, un baffuto tutto tatuato, ci accoglie con un sorriso. ?Che cosa gradite??

?Un succo d’arancia, grazie.?

?Bourbon. Con ghiaccio. Grazie.?

?E due menù self-service.?

Quando ci accomodiamo a un bel tavolino appartato, bevo un sorso, e con mio grande rammarico mi accorgo che per sbaglio il barista mi ha portato un succo all’ananas, la bevanda che detesto di più al mondo.

?C’è qualche problema?? mi chiede River.

?No, no! No. Solo che per sbaglio mi hanno dato un succo all’ananas. Non è un dramma.?

?Sembri sul punto di vomitare. Vuoi che lo rimandi indietro??

?Oh, Signore, no.? Al solo pensiero mi sento morire. ?Non voglio piantare grane.?

River mi lancia uno sguardo. ?Piantare grane? Ma è stato lui a portarti una cosa diversa da quella che hai ordinato!?

?Sì, ma non l’ha mica fatto apposta? rispondo. ?Non è un problema.? Bevo un altro sorso, rabbrividendo. ?Se lo rimandassi indietro il barista si sentirebbe in colpa, e non mi va di farlo sentire in colpa. Sta’ tranquillo!?

?“Sta’ tranquillo”? Wow.? River si appoggia allo schienale del divanetto e beve un bel sorso di bourbon. ?Non per atteggiarmi a psicologo, Gertie, e lo so che vai molto fiera della tua ineccepibile cortesia, ma qui abbiamo un bel problema di accondiscendenza.?

Tiro su con il naso. Accondiscendenza. Una volta me l’ha detto anche Josie, e a River rispondo esattamente come avevo risposto a lei.

?Se viviamo in un mondo così assurdo che è un delitto compiacere gli altri, processatemi pure. Forse non guasterebbe se ci provassi anche tu ogni tanto…?

?Lo hai fatto anche prima in quel negozio? riflette River. ?Quando la commessa alla cassa ti ha chiesto se volevi ricevere la newsletter e hai detto di sì, anche se ti si leggeva in faccia che non ti andava.?

Faccio spallucce. ?Ha detto che riceve una percentuale su ogni iscrizione. A me non cambia nulla.?

?E anche con la tua vicina di casa. Tutti i cappelli che compri da lei. Ti piacciono davvero??

?Sì, certo!?

?Non li trovi… imbarazzanti??

?No? rispondo sollevando il mento. ?Li adoro. Quei cappelli sono… stupendi.?

Annuisce. ?Mmm. E… fai così anche con Henry??

?Così, come??

?Sempre arrendevole. Cedi su tutto e non dici nulla “per educazione”?? Pronuncia le ultime parole con uno strano tono mellifluo.

Ripenso a tutti gli impegni che ho disdetto perché non si incastravano con i programmi di Henry. E al fatto che ero sempre la prima a chiedere scusa quando litigavamo per poterci riappacificare il prima possibile, anche se in teoria non ero io quella nel torto. E alla volta in cui ci siamo guardati tre stagioni di Narcos tutte d’un fiato anche se a me annoiava a morte, perché era la sua serie preferita e gli piaceva coccolarmi mentre la guardava. Ma volevo solo fare la brava fidanzata. Mostrarmi paziente. Romantica.

?E anche se fosse, che male ci sarebbe??

River prende un sottobicchiere di carta e comincia a giocarci. Tra le sue grandi mani da lavoratore quel sottobicchiere sembra una miniatura per una casa di bambole. ?Sto solo raccogliendo informazioni in vista della nostra missione, tutto qui. Come hai detto, probabilmente non basterà un vestito sexy per riconquistare un uomo cerebrale come Henry.?

?In realtà a lui piaceva molto che io fossi tanto educata e alla buona. Un giorno ha detto testuali parole: “Adoro che ti accontenti di poco, Gertie”.?

?Che ti accontenti di poco?? ripete con sarcasmo River. ?Ma che bel complimento.?

?Per lui lo era.?

?E l’hai recepito così anche tu??

Apro e richiudo la bocca. Uffa. Indignata dal suo tono insolente, la pressione mi sale alle stelle. Come osa schernire una relazione di cui non sa un bel niente?

Incrocio le braccia sul petto con sguardo ferreo. ?Per tua informazione, River Oakley, sono stata fidanzata quasi ininterrottamente da quando ho raggiunto l’età per uscire con i ragazzi. Quindi non sono nuova all’amore, e di certo non mi servono i tuoi giudizi. Scusa se non vado in visibilio all’idea di ricevere consigli da un trentenne talmente bloccato a livello emotivo da non aver mai avuto una relazione vera e propria. O intendi forse dirmi che sbaglio anche su questo??

?Ahia? ribatte fingendosi ferito, ma le orecchie gli diventano rosse.

Lo fisso. Ho il viso in fiamme e una scarica di adrenalina mi dà le palpitazioni. Vorrei scusarmi subito per avergli risposto così male, ma mi impongo di non farlo, perché forse lo prenderebbe per l’ennesima spia della mia mancanza di carattere.

?Vado a prendere da mangiare? dico piccata, dirigendomi a grandi passi verso l’angolo buffet. ?Per favore, ordinami un succo d’arancia, grazie.?

?Con piacere? risponde sollevando un pochino il cappello. ?E se non ti spiace, vorrei provare anche uno di quei cosi morbidosi che sta mangiando con gusto quel tizio laggiù.?

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