Romantic hero(86)
Aled solleva un dito in aria. ?Molto gentile da parte tua offrirti come amico del cuore, River, ma ne ho già due. Comunque chiederò se sono disposti ad aggiungere un terzo elemento alla combriccola.?
?Mi sono… Mi sono addomesticato!? esclama River sbracciandosi mentre gironzola per la stanza, sempre più su di giri. ?Sono letteralmente, nel vero senso della parola, partito a cavallo e tornato a piedi. E quel che è peggio è che… mi… mi piace. Quando tornerò a Bedlam non avrò scampo: sono diventato un tale mollaccione che mi rideranno tutti dietro.? Si volta di scatto per guardare Aled in faccia. ?Se non ci rivedremo più, amico mio, promettimi che proteggerai sempre il tuo cuore. Promettimelo.?
?Oh, sicuro? risponde con garbo il bibliotecario. ?Gioco a squash una volta a settimana e faccio molta attenzione al colesterolo, tralasciando queste palle di Mozart. ? solo questione di equilibrio, sai.?
River mi osserva con occhi socchiusi, poi fa un mega sbadiglio che rimbomba nella stanza. ?E tu, Gertie? Stai certa che stasera il sottoscritto River Maverick Oakley dormirà sotto le stelle.?
?Maverick?? esclamo divertita, tappandomi subito la bocca perché è palese che è parecchio ubriaco ed emotivamente vulnerabile. E, a dire il vero, è stato bravissimo a resistere per tutto questo tempo senza avere un crollo.
?Già? dice, guardandomi dritto negli occhi e inclinandosi un po’ verso sinistra con aria provocatoria. ?Maverick.?
Con passo pesante si avvia alla porta, ma si ferma a metà strada per prendere dal divano uno dei cuscini realizzati dalla signora Casablancas. ?Guarda come mi hai ridotto, Gertie? farfuglia stizzito. ?Non riesco neanche più a dormire senza il comfort di un soffice cuscino. Ed è tutta colpa tua!?
Appena esce dalla stanza, gli stivali che pestano sulle scale, io e Aled restiamo a fissare la porta con gli occhi sgranati.
?Cavolo. Accipicchia…?
?Che roba? termina Aled, all’apparenza ancora più imbarazzato ora che River se n’è andato ed è rimasto da solo con me, avvolta in un lenzuolo. ?Perbacco!?
?Mi dispiace? dico a disagio. ?In questo periodo… sono successe tante cose. Io e River…?
?Avete avuto una discussione. Me l’ha detto.?
?Gliel’ha detto??
?Mi ha detto un sacco di cose, di cui ben poche sensate. Purtroppo non ha retto bene le Guinness e gli Aftershock. Comunque…? Sbatte le mani sulle cosce. ?Frida si starà domandando dove sono finito. Meglio che torni a casa prima che inizi a preoccuparsi.? Si alza dal divano, dà una scrollata ai pantaloni in velluto a coste marroni e prende le mie stampelle in fondo alla stanza per appoggiarle alla libreria accanto al letto. ?Presumo che con queste sarà più semplice andare in bagno.?
?Grazie? rispondo sollevata con un sorriso di riconoscenza. ?Secondo lei è il caso che io salga?? domando indicando in direzione del terrazzo condominiale. ?Per accertarmi che stia bene??
?Io lo lascerei sbollire.? Alza lo sguardo al cielo. ?Anzi, scommetto che è già crollato.?
?Già, probabilmente ha ragione. River è…? Mi interrompo, non riuscendo a trovare l’aggettivo giusto per descriverlo.
?River è semplicemente un cowboy innamorato? conclude Aled, con un’espressione compassionevole sul viso. ?Un omaccione del genere… fa un certo effetto vederlo così.?
?Un cowboy innamorato?? ripeto, confusa. ?Innamorato di chi??
Aled mi scruta come se fossi io quella che ha appena rivelato di avere Maverick come secondo nome. ?Be’, di te, Gertie. Sciocchina.?
Lo guardo sbigottita, una risata nervosa affiora sulle mie labbra involontariamente. ?Cosa? Quando? Perché… Perché dice una cosa simile? Le ha… Non le ha mica detto qualcosa, vero? Che cosa??
Aled scuote la testa. ?Non serviva. Ho appena trascorso due ore a bere insieme a lui. I segnali ci sono tutti.? Fa un piccolo inchino di saluto. ?Comunque, spero di rivederti presto in biblioteca. Magari potremmo organizzare un incontro con i lettori??
?Sì, certamente? rispondo vaga, salutandolo mentre esce, il cervello occupato da sole tre parole.
Un cowboy innamorato.
41
Marisol
Gertie, spero che non ti dispiaccia, ma ho chiesto il tuo numero a Jim. Ci tenevo molto a dirti che ero convinta che tra te ed Henry fosse finita. Non ci sarei mai uscita se avessi saputo che non avevate rotto. Mi dispiace molto che tu ci sia rimasta così male. Dev’essere stato orribile. E mi dispiace soprattutto perché nel poco tempo che abbiamo trascorso insieme a Little Crumpet una parte di me aveva sperato che potessimo diventare amiche. Presumo che adesso sia da escludere.
Per la cronaca, con Henry ho chiuso. Ho il sospetto che non sia proprio una brava persona. Mi ha detto che sono troppo esigente. Per lui era un insulto, ma a dire il vero io l’ho preso per un complimento. Non credi che la vita sia troppo breve per accontentarsi di qualcuno che non ritieni giusto per te? Puoi dirlo forte che sono esigente.
A ogni modo, questo è un altro discorso.
Nella remota eventualità che ti vada di scambiare due chiacchiere, questo è il mio numero.
Abito a Mayfair. Tu a Bloomsbury, giusto? Siamo praticamente vicine di casa.
Un bacio e stammi bene.
MESSAGGIO NON RECAPITATO
IL giorno dopo mi sveglio presto e quando mi infilo gli occhiali trovo River, appena uscito dalla doccia, seduto immobile sul divano e intento a fissarmi intensamente.