Thornbird(51)
?Eri una bambina. Non hai fatto niente di male.?
Neanch’io gli credo. Mi sarò ripetuta quelle parole un milione di volte, ma non mi stanno in testa. E ho la sensazione che non ci rimarranno mai, nemmeno adesso che è morto.
Ci fermiamo nel cuore del bosco, all’ombra di una piccola radura dove il sole filtra a malapena tra le chiome degli alberi. Lo studio di papà è da queste parti, credo. La piccola baita dove disegnava le sue vittime. Dove le uccideva. Stando ai rapporti della polizia pubblicati da Zed su Free the Sparrows, al tempo trovarono solo alcune gocce di sangue sulle assi di legno. Papà aveva ripulito in modo quasi impeccabile.
Fisso il terreno, le radici aggrovigliate e le chiazze di muschio.
?Ha ucciso la mamma di Everett.? La mia voce rompe il silenzio.
Dan appoggia la mano su un tronco lì vicino. Non risponde subito, ma vedo che ha le spalle tese.
?La conoscevi?? gli chiedo. ?Leah Devereaux??
?Sì, certo. La città è piccola.?
?Perché non si faceva chiamare Leah James??
Incurva le labbra. ?Perché era una donna testarda e indipendente che “non aveva bisogno di un uomo”? mi spiega, facendomi capire che sta citando Leah. ?In tutti quegli anni, non l’ho mai sentita dire che voleva sposarsi. Penso che sia stato JP a insistere.?
?E questo come lo sai??
Lui esita per un istante e alla fine alza le spalle. ?Io e Leah stavamo insieme alle superiori.?
?Stai scherzando??
?Per un paio d’anni. Pensavo che sarebbe durata, invece mi lasciò non appena conobbe JP. Si trasferì alla Crockett al terzo anno. Io ero il ragazzo che beveva troppo e faceva sempre casini. Lui era il quarterback perfetto che la portava fuori come si deve. Era la scelta più sensata, direi.? Ride, ma senza troppa convinzione.
Sto ancora cercando di elaborare queste nuove informazioni. ?Non lo sapevo.?
?Come potevi? ? successo una vita fa. Dopo la rottura, iniziai a frequentare Maggie. Per un po’ restammo tutti amici: io, Maggie, JP e Leah. Ma dopo qualche anno ci allontanammo. Si va avanti nella vita, suppongo.?
Provo a immaginarli, tutti e quattro, intrecciati in quella strana rete di cui non conoscevo l’esistenza. E penso a Everett, al legame che neanche sapevamo di avere.
Abbasso lo sguardo sugli anfibi. I pensieri corrono a mille, confusi e arrabbiati. Everett. Sua madre. Mio padre.
Mi giro verso Dan. Le parole mi escono di bocca prima che riesca a fermarle. ?Come ti è venuto in mente di lasciarmi uscire con lui?? Ho la voce rotta, e questa volta non voglio nascondere il dolore. ?Tu lo sapevi. Tu e Maggie sapevate che mio padre ha ucciso sua madre, ma mi avete fatto comunque affezionare a Everett. Perché??
Dan mi guarda con una smorfia. ?Ryan, io non...?
?Tu non, cosa? Non pensavi che fosse importante? Che io o Everett avessimo il diritto di saperlo??
Si strofina il naso con forza. ?Non lo so. Sembrava che vi piaceste davvero, e quello che è successo tra tuo padre e sua madre non ha niente a che vedere con te. Tu non c’entri nulla.?
Lo fisso incredula. ?? tipo... la stronzata più rose e fiori che io abbia mai sentito. Credi sul serio che, se Everett lo scoprisse, non cambierebbe niente? Pensi che sarebbe contento di sapere che sono la figlia di quello che ha ucciso sua madre??
?Ma non verrà mai a...?
?Lo so io! So da dove vengo.? Faccio un respiro profondo per calmarmi.
Ma Dan insiste. ?Ryan, non devi pagare per gli errori di tuo padre. Quelle sono le sue azioni. Meriti la possibilità di avere una vita tua, non definita dai suoi crimini.?
Scuoto la testa. Non è il momento per le spiegazioni calme e ragionate. ?Tu e Maggie lo sapevate, ma avete lasciato che mi buttassi a capofitto in questa storia con Everett. Come vi è venuto in mente di non avvertirmi??
?Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso che sarebbe stato meglio se l’avessi scoperto da sola, con i tuoi tempi. Volevamo proteggerti. Everett è un bravo ragazzo. Non volevamo privartene.?
Mi esce una risata amara, un suono aspro nel silenzio del bosco. ?Proteggermi? Questa la chiami protezione? Dovrei continuare a uscire con lui, sapendo che mio padre ha ucciso sua madre? Come??
?Non ho tutte le risposte, purtroppo. Ma non credo che i figli debbano portare il peso dei peccati dei propri genitori. E ho l’impressione che anche Everett la pensi così.?
Una stretta al petto, carica di incredulità. ?Ti sembra davvero così semplice??
?No, non è semplice. ? molto complicato. Ma quello che è successo non è colpa tua, Ryan. E non puoi continuare a portarne il peso come se lo fosse.?
?Ti senti meglio?? Connor mi lancia un cuscino lavorato all’uncinetto mentre emergo da camera mia e di Jasmine per andare a cena. Dopo l’uscita con Dan, ho fatto una doccia e mi sono sistemata i capelli. E ora tutta la casa profuma del pulled pork di Maggie. Non l’avrei mai detto, ma ho fame.
?Sì.? Mi siedo sul divano, al suo fianco. La vita va avanti, che io lo voglia o meno. Quindi devo andare avanti anch’io.
Jasmine è sulla poltrona reclinabile e fa zapping distrattamente. Molla il telecomando al suo gemello e si gira a guardarmi. ?Allora, mi è arrivata una certa voce.?
Non avevo dubbi. Lei e le sue amiche sono il centralino principale di Starling. ?Sarebbe??
?Qualcuno mi ha detto che Chase Hedlund ti ha portata a casa. Dopo la festa, intendo.?
?Dove l’hai sentito??