Thornbird(46)
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La vigilia dell’esecuzione
STASERA c’è la festa di Everett, e riesco solo a pensare che sto commettendo un errore. Ancora non riesco a credere di essermi lasciata convincere da Jasmine. Kabir – o meglio Kab, come insiste a farsi chiamare – imbocca Winding Way. Ho i nervi a fior di pelle. ? una strada residenziale un po’ isolata che si affaccia sul lago Sturgeon ed è fiancheggiata da grandi ville molto distanti l’una dall’altra. Sono schiacciata tra Jasmine e Connor sul sedile posteriore della Camry di Kab, accanto a Topher, un altro ragazzo della squadra. Layla, la ragazza di Kab, è seduta davanti: sta cantando una canzone rap che io non ho mai sentito e lei invece sa a memoria, dalla prima all’ultima parola. ? scatenata manco fosse in discoteca, con tanto di mani alzate sopra la testa.
Parcheggiamo davanti alla casa più grande della strada. Mi sforzo di non rimanere a bocca aperta. I nonni di Everett sono ricchi sfondati.
?Festa!? strilla Layla. Salta giù dall’auto e continua a ballare come se fosse in pista. Indossa un vestito quasi inesistente che le mette in mostra il sedere. A quanto pare le ragazze qui intorno hanno approfittato della serata per esibire la mercanzia. Anche Jasmine sfoggia un top un po’ troppo piccolo.
Io? Camicia di flanella e jeans, come sempre. Dio mio, non c’entro niente con questa gente.
Ma che ci faccio qui?
La festa è già nel vivo. Kab ci ha messo una vita a venirci a prendere. Il motivo l’ho intuito dai capelli arruffati di Layla. Ci affacciamo sul cortile nel retro: è pieno zeppo di studenti della Crockett che ballano musica hip-hop sparata a mille dagli altoparlanti. Ci saranno dieci o quindici gradi, ma alcuni si sono tuffati mezzi nudi in una piscina ovale. Noto diversi fusti di birra accatastati vicino alla porta del patio. L’odore di erba è così forte che mi sento fatta solo a respirarlo.
Ma è venuta tutta la scuola o cosa? C’è gente che sbuca da ogni angolo, pure dalle finestre.
?Ryan!? grida qualcuno.
Inutile cercare tra la folla. Everett supera di una spanna quasi tutti, qui dentro. Il mare di persone intorno a lui si apre al suo passaggio. Indossa una maglietta azzurra con il numero undici e tiene in mano un bicchiere di plastica rossa. Ha le guance arrossate e un sorriso infantile.
?Sei venuta!? esclama, per sovrastare la musica.
?Già.? Alle sue spalle, qualcuno urla: ?Tuffo a bomba!? e si butta in piscina. Delle ragazze strillano per gli schizzi.
Everett mi afferra per un braccio e mi trascina in mezzo alla gente. Sento Jasmine esclamare: ?Divertiti!? Mi giro verso di lei, ma la folla l’ha già inghiottita.
?Vuoi qualcosa da bere?? chiede lui.
Annuisco. Non sono una che beve molto, ma queste situazioni mi mettono a disagio e non mi dispiacerebbe un aiutino per allentare la tensione.
Mi prende per mano e raggiungiamo un tavolino con le bevande, vicino al gazebo a bordo piscina. Versa un po’ di birra annacquata in un bicchiere e me lo passa.
?Ero convinto che mi avresti dato buca.? Resta a guardarmi mentre bevo un sorso di birra.
?La tentazione era forte? ammetto.
Fa una risata e si avvicina un po’. ?Vieni.? Mi prende di nuovo la mano per invitarmi verso il gazebo. ?Non sento niente, qui.?
Troviamo un posto più appartato vicino alla piscina. La luce della luna proietta lievi ombre sul suo viso e ne mette in risalto i bei lineamenti. Con un sorriso, mi scosta una ciocca di capelli dal volto e lascia indugiare le dita un secondo di troppo.
Poi una risata sommessa e un gemito soffocato rompono il silenzio. Ci guardiamo intorno finché non capiamo di chi si tratta: Chase e una ragazza mora, impegnati in uno scambio molto appassionato contro la struttura di legno del gazebo. Lei è spalle al muro, le mani infilate nei capelli biondi di Chase mentre lui le accarezza i fianchi.
?Ops? ride Everett.
Faccio un passo indietro. ?Meglio lasciarli soli.?
?Già, il maestro è al lavoro.? Mi fa l’occhiolino. ?Ma speravo fossi tu a divertirti, stasera.?
Ci allontaniamo per dare un po’ di privacy a Chase. A quel punto guardo Everett con la coda dell’occhio e non riesco proprio a trattenermi.
?Non credo di piacergli molto.?
?A Chase non piace nessuno? replica lui con una risata.
?Tu sì.?
?Perché ci conosciamo da sempre.?
?Ma non siete nello stesso gruppo.?
?Chase non ha un gruppo. Se ne sta per i fatti suoi.?
?Intanto è qui.?
?Viene a queste serate per bere e rimorchiare? mi spiega con un sorriso. ?Mica per fare amicizia.?
?Everett!? grida qualcuno dalla porta scorrevole del patio. ?Sono arrivate le pizze!?
?Arrivo!? dice lui di rimando, e mi prende per mano. ?Dai, vieni a farmi compagnia.?
Ma la folla ci spinge da tutte le parti e ci separa. Non vedo più Everett. Sono quasi al patio, quando Sofia mi taglia la strada. Porta un bikini striminzito sopra, una minigonna di jeans sotto, e ha i capelli scuri raccolti in una coda alta.
?Ciao, Ryan? mi saluta con una vocina di sfida.
? ubriaca: sento la puzza dell’alcol nel momento stesso in cui si china verso di me.
?Sofia? rispondo educatamente.
?Si stancherà di te in due secondi? biascica, con il suo solito sguardo indifferente. ?Due secondi. Non sei per niente il suo tipo. Vuole solo portarti a letto.?