Thornbird(55)
Sto già per spostare le mail nel cestino, ma mi rendo conto che dovrei chiedere conferma a mia zia. Solo perché odio questa gente con tutto il cuore non significa che io abbia il permesso di scartare potenziali clienti.
Aspetto che metta giù il telefono e mi volto verso l’ufficio: ?Ehi, Maggie, c’è una quantità spaventosa di messaggi. Chiedono tutti informazioni sulla casa dei Thorn?.
Lei si alza e mi raggiunge. ?Ottimo, ci risiamo? mormora, con un bel sospiro.
?In che senso??
?Succede ogni anno, all’anniversario del suo arresto. Te l’avevo detto quando sei arrivata, ricordi? I detective di internet che invadono la città.? Scuote la testa. ?E quest’anno sarà pure peggio, considerando che ha avuto la bella idea di ammazzarsi...? Si interrompe e sussulta, ricordandosi con chi sta parlando. ?Scusa, tesoro. Non avrei dovuto.?
?Non capisco. Perché a questa gente importa così tanto? Non conoscevano le vittime, né tantomeno mio pad...? Lancio subito un’occhiata verso la porta. ?Gabriel Thorn. Il caso è chiuso. Cos’altro vogliono??
?Un milione di dollari, per dirne una. Se devo essere sincera, però, mi aspettavo che questa storia della ricompensa facesse molti più danni.?
?Danni??
?Mi aspettavo che quei tizi di internet svaligiassero la ferramenta di Pete per comprarsi le pale e rivoltare il bosco come un calzino. Invece la situazione è stata abbastanza tranquilla.?
Ha ragione. Persino Jasmine sembra aver abbandonato la sua ?missione?. Sono giorni che non la vedo fare ricerche. E nonostante Zed abbia detto che sta indagando su possibili luoghi di sepoltura, è evidente che neanche lui ha trovato nulla. Altrimenti l’avrebbe pubblicato sul suo stupido sito, oppure ne avrebbe parlato nel podcast. Sì, continuo a tenerli d’occhio. Non mi fido di quel tizio. Per niente.
Alla fine del turno, trovo Mar e Ty che mi aspettano fuori.
?Ehi, che ci fate qui?? chiedo, felice di vederli.
Mar alza lo sguardo dal telefono. ?Stavo giusto per scriverti. Andiamo a prendere un caffè. Vuoi venire??
?Certo, perché no.?
Si è portata dietro la macchina fotografica e ogni tanto si ferma a scattare una foto nel tragitto verso Starbucks. Ty è immerso nel telefono e continua a inciampare per strada.
?Nuova ragazza?? lo stuzzico, alzando un sopracciglio.
?Nuovo complice, più che altro? sbuffa Mar rispondendo al posto suo.
Lo fisso, sospettosa. ?Sarebbe a dire??
Ty alza le spalle. ?Niente di che. Sto partecipando anch’io alla caccia ai cadaveri.?
In un attimo il mio umore precipita. ?Non dirmi che vuoi la ricompensa.?
?E perché non dovrei?? ribatte. ?Non posso campare solo di borse di studio, alla Vanderbilt. Mi serve il cash.?
?? una perdita di tempo? lo informa Mar. ?L’Fbi e la polizia hanno setacciato la città per anni in cerca dei corpi. Ormai sono andati, non li troverà più nessuno.?
?Non è impossibile. Quei fissati del true crime non hanno la mia arma segreta.?
Mar alza gli occhi al cielo. ?Intendi Kab? Eh, un vero asso nella manica.?
?Kab?? ripeto, confusa. ?Kabir, il compagno di squadra di mio cugino??
?Già? conferma Ty. ?Ne abbiamo parlato oggi dopo francese. Io sono la mente, lui il braccio. Io ho un programma sul pc che potrebbe darci una mano, e lui ci mette i muscoli. ? perfetto. Stasera ci vediamo per pensare a un piano.?
Aggrotto la fronte. Capisco che abbia bisogno di soldi, ma credevo fossimo sulla stessa lunghezza d’onda. Non ha mai detto una parola su mio padre, neanche quando si è suicidato e a scuola non si parlava d’altro. Neanche quando erano tutti presi da questo circo mediatico. Pensavo che fosse diverso. E invece eccolo qui, uno dei tanti pagliacci.
Purtroppo per me, quando torno a casa scopro che anche la mia cara cuginetta si è rimessa all’opera.
?Lo sapevi?? chiede appena mi affaccio in salotto. Lei e Connor stanno guardando la tv.
?Cosa?? Lascio la borsa sul bracciolo del divano.
?Che la tua amichetta strana e l’amico stupido di Con vogliono prendersi i nostri soldi!?
Connor alza un sopracciglio. ?I nostri soldi? Cristo, Jazzy. Ma ti rendi conto che il mondo non gira intorno a te??
Lei lo ignora e si limita a sbuffare. ?Dobbiamo trovarli noi, quei corpi! E se ci arrivano prima loro??
?Per trovarli bisogna cercarli, e non mi sembra che tu l’abbia fatto? le fa notare il gemello.
?Perché non ci sono indizi!? sbotta lei. ?Ho passato settimane a informarmi. Neanche la polizia ha la minima idea di dove Zio Psycho abbia scaricato i corpi.?
?Appunto! Se non ci è riuscita la polizia, perché dovresti riuscirci tu? Vedi di piantarla una volta per tutte.? Connor non è uno che perde la pazienza, ma ora sembra a dir poco nervoso. E infatti si alza e fa per andarsene, telefono alla mano. ?Vado a chiamare Sam, almeno una persona normale.?
?Ehi? protesto per scherzo.
?Oltre a te? specifica.
?Grazie.?
Jasmine fissa la schiena di suo fratello, poi pianta il suo sguardo determinato su di me. ?Siamo di nuovo in ballo, Ryan. Solo io e te.?
Smettila di cercare o te ne pentirai.
L’avvertimento anonimo mi attraversa la mente. Lui o lei, chiunque sia, non mi scrive da settimane, ma questo non vuol dire che io abbia dimenticato la minaccia.
Ricorda... So chi sei, Gabrielle Thorn.
Solo perché non ha ancora rivelato la mia vera identità non significa che non lo farà. Quindi, più riesco a prendere le distanze da questa caccia ai cadaveri, meglio è. Non posso escludere che chiunque abbia inviato quei messaggi mi stia tenendo d’occhio.