Thornbird(60)
Deglutisco. ?Posso leggerla in privato??
?Sarebbe meglio che la aprissi qui.?
Vorrei urlargli: perché? Perché devono guardarmi mentre la leggo?
?Se vuoi che la leggiamo noi ad alta voce...? Lascia in sospeso la domanda.
Scuoto la testa e giro la busta. Non è sigillata. All’interno, un normalissimo foglio a righe strappato da un quaderno. Si intravede subito la pressione della penna sulla carta. Ecco una cosa che ricordo delle sue lettere e che non avevo mai notato negli anni che abbiamo vissuto insieme: mio padre aveva la mano pesante.
La apro e comincio a leggere.
Passerottino mio,
mi daranno del codardo per quello che sto per fare, ma tra tutte le persone rimaste al mondo, credo che solo tu abbia la capacità di capire. ? ora che me ne vada. Alle mie condizioni. Non permetterò a nessun altro di decidere quando o come devo lasciare questo mondo. Quella scelta, almeno, sarà mia.
Affido a te i miei passerotti. I miei bellissimi passerotti. Li proteggerai, vero? Fa’ in modo che non li disturbino. Tienili nel cuore come io ho tenuto te. Tienili vicini. Tienili al sicuro.
Concedimi qualche altra riflessione sugli uccelli, un ricordo dei bei tempi passati insieme. Sapevi che la tortora luttuosa può percorrere oltre ottocento chilometri in un solo giorno? O che, se senti cantare un succiacapre, è presagio di morte imminente? Così dicono. Adesso non lo sento. Tra poco sì, magari. Se la morte fosse un uccello, sarebbe proprio un succiacapre, secondo me. Così silenzioso e sfuggente. E se lo cerchi, non lo trovi quasi mai.
Perdonami, se puoi. Per tua madre, per ciò che non posso cancellare.
Ti voglio bene, Gabby. Per sempre.
Papà
Le parole si confondono l’una con l’altra. Non capisco perché, finché una lacrima non cade sulla pagina. Cerco subito di asciugarla – di sicuro il foglio è una prova importante – ma l’agente Kulpa mi guarda come per rassicurarmi.
?? stata già esaminata e fotocopiata. Girala.?
Sul retro, tre righe scritte in fretta.
Zigolo indaco
Dendroica delle magnolie
Fringuello viola
Aggrotto la fronte. All’improvviso, la voce di mio padre mi risuona nella testa. Zigolo indaco. Blu e bello come il cielo d’estate.
?Ti dice niente?? mi incalza Foster.
?? una lista dei suoi uccelli preferiti? mormoro. ?E no, probabilmente non significa nulla. Avrete letto anche voi le lettere che mi mandava dal carcere. Parlava sempre di uccelli, in un modo o nell’altro. Li adorava.? Infilo il foglio nella busta e la spingo verso di loro. ?Adesso posso andare??
Foster mi guarda come se gli avessi chiesto un passaggio per Saturno. ?No, non puoi. Ti stiamo facendo un favore, a parlarti in modo ufficioso, ma se non rispondi alle nostre domande dovremo portarti in centrale.?
?Come, scusi?? sbotta Maggie. ?Mia nipote non è obbligata a parlare con voi. Questo non è un interrogatorio.?
?Non ancora.? Il suo tono è così minaccioso da farmi venire la pelle d’oca.
Nell’ufficio cala il gelo. Abbasso le maniche della maglietta e ci ficco le mani dentro.
?Ryan, avrai di certo compreso la situazione.? Il tono di Kulpa è più gentile. Non ci credo, stanno facendo il solito giochetto: poliziotto buono, poliziotto cattivo. ?La lettera di tuo padre lascia intendere che tu sia a conoscenza dei suoi crimini.?
Mia zia sussulta. ?Ma siete pazzi? Ryan non ha niente a che fare con i crimini di Gabriel. Era una bambina!?
Sono senza parole. Ha ragione, sono impazziti o cosa?
Gli agenti serrano le labbra per il rimprovero di Maggie. ?Andiamo? insiste Foster. ?Tu sai qualcosa, Ryan, ne sono sicuro. Prova a pensarci. C’era... non so, un punto speciale vicino a casa vostra? O un posto dove andavate in vacanza??
?Abbiamo già setacciato la proprietà in lungo e in largo? aggiunge Kulpa, con il tono da poliziotto buono. ?Ma magari sai dirci dove andavate di preciso??
?Nel bosco, tutto qui? rispondo, impotente. ?Dove appendevamo le casette per gli uccelli. Oppure nel prato.?
?Qualcos’altro?? chiede Kulpa. ?Andavate anche in vacanza, immagino.?
?Non che io ricordi. Mia madre non aveva molte ferie, era sempre in ospedale.?
?Appunto? sbotta Foster. ?Tua madre curava le persone, e intanto tuo padre le ammazzava...?
?Signori, basta così? li interrompe Maggie. ?La state turbando. Lei non ne sa nulla.?
?Ryan.? Foster la ignora e si sporge verso di me. Ha un’espressione rigida e severa, come se stesse facendo uno sforzo sovrumano per sembrare un duro. ?Sai cosa mi dice la lettera di tuo padre? Che tu sai dove si trovano i resti delle sue vittime.?
?Intende questa?? Alzo la busta, con la mano che trema. ?Questa lettera, scritta da un serial killer psicopatico che chiama le sue vittime “passerotti”? Che era convinto che ucciderle fosse il suo modo di amarle e prendersi cura di loro? Vi fidate delle parole di quest’uomo??
Foster è ancora scettico. ?Sta tutto in quella frase: “Fa’ in modo che non li disturbino”.? L’ha pure imparata a memoria. ?Non poteva essere più chiaro di così: tu sai qualcosa, Ryan.?
?Non so niente? insisto. Mi bruciano gli occhi a forza di trattenere le lacrime. ?Ero solo una bambina...?
?Come no? mi interrompe. ?Non puoi nasconderti per sempre dietro questa storia della bambina innocente. Vorresti dirmi che tuo padre ti ha scritto appositamente quella lettera, eppure non hai la minima idea di cosa intendesse? Non sai dirci niente su dove possa aver seppellito quelle donne??