Thornbird(57)
O Jasmine non percepisce la paura nella mia voce, o semplicemente non le importa. ? troppo presa dalla sua teoria.
?Ovvio. Chiunque sia stato, doveva essere abbastanza intelligente da nascondere i corpi dove nessuno li avrebbe cercati. O dove nessuno avrebbe controllato a fondo. Il deposito è perfetto.? Chiude di scatto il computer. ?Dobbiamo andarci. Sabato, dopo il coprifuoco.?
?Eh?? esclamo, con un tono più severo di quanto avrei voluto. ?? una pessima idea.?
Ma Jasmine mi liquida con la mano in tutta serenità. ?Oh, ma dai. Non ci sarà nessuno. ? abbandonato. Entriamo di nascosto, diamo un’occhiata e vediamo se troviamo qualcosa. Cosa potrà mai succedere??
Resto a guardarla. ?Dimmi che non fai sul serio, ti prego. E se ci becca la polizia? E se...?
Mi interrompo prima di rivelare preoccupazioni che mi riguardano molto più da vicino. E se trovassimo qualcosa? E se trovassimo proprio quello che stai cercando?
Jasmine mi rivolge uno sguardo affilato. ?Meritiamo quella ricompensa. Quello psicopatico ha distrutto la reputazione della nostra famiglia. Per un po’ certa gente ha creduto pure che mia madre o mio padre avessero a che fare con questa storia. E alcuni ne sono ancora convinti. Li vedo spesso, su internet: accusano gli Shipley di essere collegati a quegli omicidi. Beh, che ti piaccia o no, anche tu sei una Shipley.?
Peggio. Sono una Thorn.
?Sarai anche nuova qui a Starling, ma fai comunque parte della famiglia. Ci hanno rovinati. E adesso, almeno, possiamo guadagnarci qualcosa.?
Il senso di colpa mi travolge come un’onda, violenta e inesorabile. Jasmine non sa la verità. Sono io che l’ho rovinata. ? stato mio padre a farle questo. ? lui il motivo per cui quelle famiglie non hanno pace. Senza di lui non staremmo neanche avendo questa conversazione. Ma non posso dirglielo. Non posso.
Piuttosto, faccio l’unica cosa che mi viene in mente. Scuoto la testa e cerco di farla ragionare. ?Jaz, capisco che tu voglia i soldi, ma è pericoloso. Non sappiamo in cosa ci stiamo andando a cacciare.?
?Pericoloso? Ma per piacere. ? un vecchio deposito di legname, mica una casa infestata. Sei paranoica. E se non lo facciamo subito, qualcun altro ci batterà sul tempo. Adesso anche Ty e Kab sono sul caso. Kab è stupido come una capra, okay, ma Ty è sveglio. E se ci arrivasse lui? Oppure quegli sfigati ossessionati dal true crime che verranno la settimana prossima per l’anniversario? Si venderebbero la madre per quella cavolo di ricompensa.?
Inutile, non vuole mollare l’osso. E se mi rifiuto di aiutarla, ci andrà da sola. Jasmine è imprudente. ? capace di buttarsi in mezzo a una tempesta senza neanche accorgersi che sta piovendo.
Non posso lasciarla da sola.
?Va bene? mi arrendo. ?Vengo con te, ma solo per controllare la situazione. Se ci accorgiamo che c’è qualcosa che non va, ce ne andiamo. Intese??
Mi rivolge un sorriso trionfante. ?Andata.?
Mi butto sul letto. Vorrei prendermi a calci da sola per aver accettato. Stiamo andando a ficcarci dritte in un incubo, ma solo io so quanto è brutto davvero.
Connor spunta dalla porta. ?Yo, Ryan.?
Jasmine mi lancia un’occhiata che parla chiaro: Non dirgli niente. A quanto pare, mio cugino è stato escluso dal giro. Tutta colpa della sua vicinanza al perfido Kab.
?Dimmi.?
?Per caso hai sentito Everett??
?No, perché??
?Ha saltato l’allenamento e non risponde ai messaggi. Ho provato a chiamarlo tre volte, tipo.?
Jasmine è incredula. ?Sul serio?? Prende subito il telefono. ?Mando un messaggio a Nikki. Forse lei sa dov’è.?
?Domani abbiamo la prima partita? aggiunge Connor, cupo. ?Non è da lui. Il coach era incazzato nero.?
Ha ragione. Non è per niente da Everett. Il football è la sua vita, ci mette anima e corpo: prima si sveglia presto per andare a correre, poi va a scuola, poi si allena, e poi fa un’altra corsa quando torna a casa. Non salterebbe mai e poi mai l’allenamento prima di una partita importante, a meno che non sia successo qualcosa di grave.
O che una certa ragazza appena arrivata in città non gli abbia spezzato il cuore.
Una notifica sul telefono di Jasmine. ?Nik dice che è a casa.?
Connor serra la mascella. ?Okay, sempre meglio che morto in un fosso. Ma ci ha messo nei casini comunque. Spero per lui che domani si presenti alla partita.?
Sono preoccupata, e infatti mi ritrovo ad allacciarmi gli anfibi. Prendo la giacca dallo sgabuzzino e me la filo prima che qualcuno possa chiedermi dove sto andando. Certa gente ha paura di attraversare il bosco di sera, e anch’io in fondo sono consapevole che rischio di farmi divorare da un orso. Ma, a parte questo, uscire a quest’ora non mi spaventa più di tanto. Mi incammino verso casa di Everett.
Percorro il lungo vialetto. Le luci sono accese. Mi accoglie l’abbaiare dei cani, alcuni dentro casa, altri nei box di fianco.
?Ryan??
Mi giro. Everett è sul prato, quasi immerso nel buio. Mi raggiunge insieme a Bella, l’anziana golden retriever, che zampetta subito verso di me per sfiorarmi la mano con il muso.
?Ciao, Bella.? Mi chino per accarezzarla. Le gratto il pelo morbido dietro le orecchie e alzo lo sguardo su Everett. ?Ehi.?
?Che ci fai qui??
? cupo. Non è per niente da lui. A scuola è sempre il solito campione di football tutto sorrisi, quindi è strano vederlo così serio, scontroso, con le spalle curve.
?Ho saputo che hai saltato l’allenamento. Ero preoccupata.?