Romantic hero(31)



Annuisco, rattristata. ?Già.?

?Dio mio, l’amore è davvero un gioco per babbei.?

?Capisco perché tu possa pensarla così, soprattutto dopo che hai visto come mi sono ridotta dopo la rottura con Henry, ma non è affatto vero. L’amore è praticamente il motore di tutto.?

Arriccia il naso. ?Diciamo che ognuno mantiene la propria posizione??

?Mmm. Per ora.?

?Stavo pensando…? continua, tamburellando le mani sul cruscotto mentre faccio passare avanti un’altra macchina. ?Siccome il viaggio durerà un po’, potremmo approfittarne per conoscerci meglio, così saremo più credibili come coppia.?

Mi mordicchio il labbro. ?Sei proprio sicuro che sia necessario fingere di stare insieme??

?Al cento per cento.?

?Ma Henry non si farà da parte se penserà che io l’ho dimenticato e sono andata avanti??

River abbassa una mano e la infila nella borsa degli spuntini nel vano piedi, anche se siamo partiti da appena quindici minuti ed è risaputo che è meglio aspettare mezz’ora prima di aprire gli snack da viaggio. Tira fuori una mela rossa e la pulisce con vigore sulla T-shirt bianca candida. ?No, da che mondo è mondo, fa parte della natura umana volere ciò che non si può avere. Non appena Henry ti vedrà con un uomo come me, quest’impulso scatterà anche in lui. Non saprà dove sbattere la testa.?

?Un uomo come te?? dico esasperata.

?Eddai, sappiamo entrambi che aspetto ho, Gertie. Inutile negarlo. La gente ci presta più attenzione di quanto vorrei, ma devo ammettere che talvolta torna utile.?

?E io che pensavo che la tua arroganza non potesse più sorprendermi…?

?Sono solo sincero? ribatte con un sorriso. Addenta la mela e la mastica rumorosamente, il suo dolce aroma mi solletica il naso. ?Non hai mai sfruttato la tua bellezza per ottenere quello che volevi? Per tirare acqua al tuo mulino??

?La mia bellezza?? ripeto con una risata soffocata. Lancio uno sguardo allo specchietto e vedo un viso obiettivamente mediocre. Capelli biondo scuro a cui non guasterebbero dei colpi di sole. Grandi occhi azzurri con le ciglia lunghe, ma un po’ distanziati. Un naso schiacciato e all’insù che certi giorni trovo carino, ma il più delle volte mi pare inelegante. D’un tratto affiora un ricordo di quand’ero ragazzina: la zia Mags che dice che guardarmi è come osservare una versione distorta di Josie. Stessi elementi, ma un po’ diversi. ?No.?

?Questa modestia è l’ennesimo riflesso della tua educazione?? mi domanda spazientito. ?Risparmiamela. Sicuramente sai che sei carina.?

?Ma piantala!? esclamo, andando a fuoco.

?Dico sul serio. ? un dato di fatto. Non esalti i tuoi punti forti, ma la mercanzia c’è tutta, Gertie.?

Lo guardo storto. ?Ho il sospetto che tu voglia darmi una botta di autostima prima di questo weekend, in modo che io mi impegni. E apprezzo il semicomplimento. Ma come ti ho detto ieri sera, a Henry non interessa l’aspetto fisico. Cioè, sicuramente gli farà piacere che io abbia quasi tutto al posto giusto, ma mi amava – e spero mi ami ancora – per la mia testa e il mio spirito.?

?Quanta nobiltà d’animo. Io ti ho guardato il culo trenta secondi dopo che ci siamo conosciuti.?

?Pervertito? ribatto, risollevando gli occhiali sul naso leggermente sudato, un po’ rossa in viso.

?? uno dei miei tanti aspetti accattivanti? risponde scherzoso prima di finire la mela e rinfilare la mano nel sacchetto per prenderne un’altra. ?Sicuramente ci sono tanti altri aspetti accattivanti di entrambi ancora da scoprire.? Dopodiché, con mio grande stupore, tira fuori dalla tasca un foglio accartocciato, lo apre e lo appoggia su una coscia. Do una sbirciata e vedo una serie di domande numerate scritte a matita con una bella grafia arrotondata. ?Stamattina, prima che ti svegliassi, mi sono preso la libertà di buttare giù qualche domanda… sul genere di cose che dovrebbero sapere due persone che stanno insieme. Vuoi spizzicare qualcosa prima di iniziare?? Si china e rovista nella borsa.

Scuoto la testa. ?Abbiamo ancora due ore di strada. ? troppo presto per gli spuntini. Se ci mangiamo tutto all’inizio del viaggio, poi non ci resta nulla.?

River mi fissa come se fossi deficiente. ?Vorrà dire che… ne compreremo altri.?

?Non è così semplice? borbotto.

River afferra un’altra mela e me la porge.

?E se invece lo fosse??

Faccio una smorfia. Non ho una risposta sensata da dare.

Con uno sbuffo gli strappo la mela di mano e do un morso rumoroso.

? squisita.


Quando superiamo l’elegante cartello stradale blu che ci accoglie all’ingresso di Little Crumpet, un paesino di quattromila anime, abbiamo scoperto molte cose l’una dell’altro. Io gli ho raccontato l’episodio più imbarazzante della mia vita: la volta in cui a una messa della vigilia di Natale mi è uscito uno starnuto fortissimo, solo che non era stato il solito ?ecciù?, e quindi a tutti gli astanti inorriditi è sembrato che avessi urlato: ?Aaaah aaaah!? River è scoppiato a ridere così forte che gli è venuto un piccolo attacco di tosse e mi è toccato accostare per dargli qualche colpetto sulla schiena. Lui mi ha raccontato che per lui il massimo della felicità è cavalcare il suo vecchio Kenneth fino a Blue Egg Meadow, e osservare il sole calare all’orizzonte. Gli ho detto che il mio colore preferito è il verde, in particolare il verde oliva. Lui mi ha detto che il suo musicista preferito è Stravinsky.

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