Romantic hero(34)
Piano piano esco sul balcone, dove lui russa lievemente. Posiziono lo spray a pochi centimetri dalla sua faccia e schiaccio delicatamente per nebulizzare la lozione. Ma devo aver messo male il tappo o altro, perché spara un getto potentissimo dritto sul naso, neanche fosse una pistola ad acqua, schizzandogli tutta la faccia di bianco in stile Pollock.
River si drizza di colpo sputacchiando e porta subito le mani in posizione d’attacco. Dopodiché gli occhi pieni di sonno si posano su di me che me ne sto lì in piedi con lo spray in mano, l’aria rammaricata.
?Accidenti, donna! Che diavolo mi hai fatto?? Si passa le mani sulle guance, levando una bella dose di lozione dalla faccia, poi guarda inorridito i palmi sporchi. ?Che cos’è??
?Crema solare. Ti stavi ustionando.? Sollevo la bomboletta. ?Non mi ero accorta che si poteva regolare la potenza del getto.?
River si alza, le braccia protese come un chirurgo che si appresta a infilare il camice per entrare in sala operatoria. ?Perché non mi hai svegliato per avvisarmi e basta??
Scrollo le spalle. ?Mi pareva scortese…?
Sventola di qua e di là le mani piene di crema. ?Scortese? Ma che problemi hai??
?Non sapevo che si potesse regolare il getto? spiego. ?Pensavo che sarebbe stata una lieve nebbiolina di protezione solare.?
Mi lancia uno sguardo omicida, scuotendo la testa come se fossi io un frutto della sua immaginazione. Poi, con un borbottio di fastidio, entra nel bagno ancora pieno di vapore e chiude la porta con il tacco dello stivale.
Qualche minuto dopo la porta del bagno si riapre di colpo, sprigionando una nube di vapore caldo, al centro della quale appare River, che a passo felpato attraversa la meravigliosa stanza d’hotel con indosso solo un paio di jeans neri, i capelli che sfiorano il mento ancora grondanti. Mentre i lucenti rivoli d’acqua gli scorrono sul petto, scivolando sinuosi sul ventre, mi si svuota la mente e ho la sensazione di guardare una scena che dovrebbe essere vietata ai minori. Per istinto evolutivo il mio corpo non può che reagire alla vista di quello che è, palesemente, un uomo. Un grande uomo mesomorfo, marmoreo e con la barbetta incolta, per quanto odioso.
Nella mia mente riaffiora il fugace ricordo di quando River ha detto che ?alcune ragazze non sono pronte a ricevere certi baci?, e mi ritrovo a domandarmi: che tipo di baci, di preciso?
Appena si dirige all’armadio per prendere una maglia pulita, distolgo subito lo sguardo. Per distrarmi, tiro fuori il cellulare e passo in rassegna i messaggi che non ho ancora letto. Ce n’è uno della signora Casablancas che mi chiede se domenica posso tenere Squish: ha un appuntamento galante con tale Desmond conosciuto al corso di yoga, e a quanto pare le piacerebbe ?darsi alla pazza gioia notturna a modo suo?. Scoppio a ridere e rispondo che lo terrò volentieri. Apro il profilo Instagram che non aggiorno quasi mai e vedo che mi è arrivata la richiesta di un’intervista in diretta con un’importante bookinfluencer. Il solo pensiero di stare così al centro dell’attenzione mi dà l’orticaria. Mi affretto a declinare cortesemente l’invito e poi mi alzo per dare un’ultima controllata al mio outfit.
River spunta alle mie spalle.
?Girati, Gertie? mi ordina sottovoce.
Quando mi volto, porta una mano allo scollo del mio vestito e mi attira delicatamente a sé. Lentissimamente, sfila il primo bottoncino. E poi il secondo e il terzo. Indietreggia di un passo e mi osserva da capo a piedi. ?Okay. Guardati.?
Apro e chiudo la bocca come un pesce. ?Che succede??
?Se non ti mette a disagio, secondo me dovresti mostrare un po’ di pelle.?
?Pelle?? ripeto come una scema, mentre mi domando se il rivolo di sudore che mi sta scendendo lungo la schiena abbia iniziato a formarsi prima che River mi sbottonasse il vestito o sia stato causato proprio da quello. Torno a girarmi verso lo specchio. ?Perché? ? solo pelle.?
River abbassa lo sguardo, osserva la scollatura, si sofferma sul mio collo e sulla mascella così a lungo da farmi sorgere il dubbio che non ho sfumato bene il fondotinta. E poi all’improvviso sbatte le palpebre, dà un colpetto di tosse e, con lo stesso tono di voce che probabilmente userebbe per descrivere del pellame, dice: ?? pelle di ottima qualità. Un tuo punto di forza?.
?Aspetta!? urlo quando si avvia a grandi passi verso la porta. ?Ti avviso: la gente che ci sarà, gli amici di Jim, Henry, sono… sono molto, ehm, brillanti. E in genere piuttosto sofisticati.?
?Sofisticati??
?Hai presente Quattro matrimoni e un funerale? O Notting Hill? O un film qualsiasi di Richard Curtis??
?No.?
?Che cosa? Non hai mai visto Notting Hill? Il campione d’incassi con Julia Roberts? Con il tizio che si presenta alla porta in mutande??
?Ho detto di no, giusto??
?Be’… Il diario di Bridget Jones, allora??
?Quello lo conoscono tutti? risponde con un sorriso appena accennato.
?Okay, ottimo. Ecco, questa gente ci somiglia parecchio. Ma… a volte, non so perché, sono anche peggio. Quindi preparati. E potresti anche evitare… no, non “evitare”, detta così suona male, ma magari, tipo… insomma…?
River spalanca la porta. ?Recepito. Niente rutti a tavola al cospetto degli altezzosi inglesi. Comunque non lo farei mai, a prescindere dalla compagnia. I miei mi hanno tirato su bene.?
?Certo. Scusami. Va bene, sì. Ottimo. Grazie. Non è che siano tipi che giudicano o altro. Lo dico per te quanto per loro. Potreste sconvolgervi a vicenda.?