Romantic hero(38)



Sgrano gli occhi. ?Lo penso anch’io!?

Zo schiocca le dita per richiamare l’attenzione di tutti. ?? deciso: la prima squadra è composta da River, Jim e Otto, mentre la seconda da Marisol, Henry e Gertie.? Ci mettono tutti un attimo a cambiare posto. Cerco di lanciare a River uno sguardo per fargli capire che mi dispiace non essermi assicurata che finissimo in squadra insieme, che non deve preoccuparsi se non conosce le risposte del quiz letterario, ma ha già preso posto e bisbiglia qualcosa che porta sir Otto a spalancare la bocca sconvolto e poi a scoppiare in una fragorosa risata, battendosi divertito una mano sulla coscia. Mi vergogno un po’ di aver pensato che River non fosse in grado di tenere testa al gruppetto. Se la sta cavando molto meglio di me quando io ed Henry stavamo insieme.

Zo smanetta con decisione sull’iPad.

?Pronti, ragazzi?? dice con l’entusiasmo della presentatrice di un programma in prima serata. ?Iniziamo il quiz! Prima il regolamento, però…?

Mentre illustra le regole e tutti ascoltano educatamente, Henry si china verso di me e a bassa voce, il fiato che mi solletica il collo, dice: ?Stasera stai benissimo, Gertie?.

?Oh? rispondo portando una mano al petto, imbarazzata. ?Grazie. Anche tu, in effetti.?

?In realtà volevo parlarti.?

?Ah, sì??

?Dopo il quiz vieni in camera mia, okay? Credo sia quella accanto alla tua.?

Vuole che vada in camera sua? Sgrano gli occhi. Che la messinscena abbia già funzionato? La semplice presenza di River lo ha già spinto a rendersi conto che non sopporta di vedermi con un altro?

Mi volto verso Henry, un sorriso da ebete stampato in faccia per la speranza e il sollievo. ?Certo.?





20




?E LA faccia che hanno fatto tutti quando ho risposto giusto all’ultima domanda? Nessuno si aspettava che uno “zotico cowboy americano” conoscesse la differenza tra Bildungsroman e Künstlerroman!?

?? stato davvero notevole? rispondo divertita, godendomi l’euforia inaspettata di River dopo che lui, Jim e sir Otto hanno stracciato completamente me, Henry e Marisol.

?Con i quiz da pub, i biscotti alla crema e quei piccoli Yorkshire pudding, forse questo Paese non è l’inferno che pensavo.? Si toglie gli stivali da cowboy e praticamente si tuffa sul lettone. Le colonnine del baldacchino traballano e le lenzuola si spiegazzano tutte. Prende il telecomando e inizia a fare zapping. Socchiude gli occhi e scruta lo schermo. ?Perché in Inghilterra avete la mania delle bandierine triangolari tutte colorate? Mentre venivamo qui ne ho viste diverse per strada, e ora almeno in due programmi televisivi.?

Reprimo una risata. ?Si chiamano gagliardetti. A noi inglesi piacciono molto.?

?Ma perché??

?In passato li usavano sulle navi, credo. A mo’ di insegna, mi pare. Probabilmente è piaciuto e abbiamo mantenuto l’usanza.?

?Gagliardetti??

?Un tempo li chiamavano così. Gagliardetti.? Mi volto verso di lui. ?Evidentemente siamo un Paese gagliardo.?

?Ah!? esplode River, all’apparenza stupito dal suono che ha emesso. Si schiarisce subito la voce. ?Cambiando argomento, sei contenta di come stanno andando le cose per ora??

?Sì. Sono agitata e parecchio a disagio, ma non mi capacito che la nostra messinscena stia già funzionando? rispondo, dandomi una spazzolata veloce ai capelli. ?Siamo qui da meno di quattro ore ed Henry mi ha già chiesto di parlare. Avevi proprio ragione, River. Devo ammettere che la tattica della gelosia sta dando i suoi frutti. Sono molto sollevata che potrò smettere di fingere che mi piaci.?

River fa un sorriso gongolante. ?Fingere? Guarda che ho visto che ti è venuta la pelle d’oca.?

?? solo una questione scientifica? rispondo con uno sguardo omicida.

?Scientifica??

?Sì. Sono molto sensibile al contatto. Con chiunque. E poi avevi le mani… gelide. Di qui la pelle d’oca.?

?Sicuro, Gertie. Be’, hai finto benissimo che ti piacesse.? Congiunge le mani dietro la testa. ?Fatti un po’ vedere. Uh uh. Capisco perché Henry ti ha invitata in camera per fare sozzerie. Il vestito. ? proprio un bel vestito.?

Mi avvicino allo specchio della toilette e stendo il burrocacao sulle labbra. ?Non mi ha mica invitata per fare sozzerie! Vuole parlarmi…?

?Parlare e basta? Nella camera d’albergo? Alle undici di sera? Dopo averti vista sdilinquirti per me? Come no.?

?Non mi sono sdilinquita!?

?Oh, altroché. Non è mica una critica. Faccio sempre quest’effetto.?

Uffa. ?Io scrivo di sdilinquimenti di mestiere. Sono un’esperta di sdilinquimenti. Non mi sono sdilinquita per niente. Ci vuole ben altro che la ciucciata di un dito per farmi sdilinquire.?

Maledizione.

River mi guarda perplesso.

Lo liquido con un cenno della mano e mi volto per non fargli vedere che sto arrossendo. ?E comunque la storia tra me ed Henry non si è mai, insomma, basata sul sesso. Avevamo un rapporto profondo. Una connessione spirituale.?

River alza gli occhi al cielo, per nulla convinto. ?Basta che tornate insieme e io posso andarmene da qui, e sarò l’uomo più felice del mondo. Però… se scopate, potreste fare piano? Questi muri sembrano fatti di cartone, e non mi va di sentire tutto.?

?D’accordo? rispondo compita, tappando il burrocacao. ?Comunque io ed Henry non abbiamo mai urlato mentre facevamo l’amore, quindi non sarà un problema. Probabilmente passeremo la notte a parlare abbracciati, lui che mi accarezza i capelli, io che gli accarezzo la mano…?

Kirsty Greenwood's Books