Romantic hero(37)
?Gnam? dice quasi con un sussurro.
Oh. Mio. Dio.
Inizia a girarmi la testa. Non… Non mi starò mica sdilinquendo?
Zo prende il menù e inizia a farsi aria, facendo oscillare lo sguardo tra me e River. Marisol si porta svenevolmente una mano alla gola. Jim osserva preoccupato Henry, e sir Otto beve un bel sorso di vino rosso, strabuzzando gli occhi di fronte a quello spettacolo smaccato.
Nel frattempo Henry continua a fissare River, il sorriso benevolo sulle sue labbra smentito dal rapido tamburellio delle mani sulle ginocchia, un tic che gli veniva ogni volta che qualcosa gli dava fastidio.
Quando torna la cameriera, River prende il bicchiere di bourbon, beve un sorso con gusto e chiude gli occhi, estasiato. ?Grazie, bella. Questa sì che è un’ottima rugiada di prateria.? La cameriera arrossisce tutta contenta e appoggia il mio sidro sul tavolo.
?Insomma, me ne stavo a casa mia in Texas? riprende River, all’apparenza ignaro dell’effetto che sta sortendo. ?E ho cercato il mio nome su Skangle… su Google, cioè, come fanno…? Con gli occhi illuminati da un luccichio autoironico, lancia un sorriso d’intesa alla tavolata. ?Oh, eddai, non ditemi che non avete mai cercato il vostro nome su internet.? Dal tavolo si leva una risata sommessa. ?Di sicuro tu l’hai fatto? prende in giro Marisol. Lei alza le mani in aria con un sorriso colpevole. ?E cosa trovo? Pagine e pagine su un personaggio chiamato River Oakley di una serie di romanzi dedicata a Bedlam Creek.?
?? la mia saga? chiarisco, non sapendo dove voglia andare a parare, ma volendo dare sempre l’impressione di saperlo.
?River Oakley, un cowboy del Texas. Proprio come me.? River scoppia in una risatina roca e beve un altro sorso di bourbon mentre rabbocca con scioltezza il calice a Jim con la bottiglia appena arrivata. ?E ho pensato: Assurdo. Quindi ho fatto altre ricerche. E tra le immagini mi spunta Gertie, bella come il sole, ovviamente. L’autrice di questa saga di Bedlam Creek.? Si china verso di me e cerco di mantenere un contegno mentre mi stampa un bacetto sulla tempia. Di nuovo mi ritrovo ad abbandonarmi istintivamente al bacio e poi a ritrarmi di scatto, perché dovrebbe essere tutta una finta. Però non deve sembrarlo. Dio, non ci capisco più niente!
Gli lancio uno sguardo veloce nel tentativo di fargli capire che deve contenersi un pelino, ma è inutile. Punta dritto al suo pubblico, rapito dalla trama che sta tessendo. E funziona. Ora che la sua spavalderia è all’apice, sono tutti ipnotizzati. ?Perciò ho scritto un’e-mail a Gertie per ricordarle garbatamente che qualsiasi somiglianza tra i suoi personaggi e persone esistenti o decedute dovrebbe essere puramente casuale, a livello legale.? Inarca un sopracciglio. ?E che, essendo io americano, non mi spaventava l’ipotesi di andare in tribunale.?
La tavolata scoppia a ridere di nuovo. ?Magnifico!? tuona sir Otto, dandosi un colpetto sul ginocchio fasciato di tweed.
?Abbiamo finito per scriverci? prosegue River. ?E nel giro di poco, manco a dirlo, lo scambio di e-mail si è trasformato in… insomma…? Mi riprende la mano. ?Vediamo come proseguirà questa storia.?
?Meraviglioso? commenta sir Otto. ?Che bello. I libri creano davvero ponti tra le persone.?
?Adoro!? esclama Marisol. ?Che coincidenza incredibile, questa storia del nome. La vita è assurda, eh? Wow. Un nome così insolito, poi. River.?
Guardo di sottecchi Henry, che osserva River con fredda diffidenza. I suoi occhi scivolano poi su di me, mentre continua a tamburellare le mani sulle ginocchia. Distolgo lo sguardo, il senso di colpa che mi annoda lo stomaco per le menzogne che sono costretta a dire. Ma cos’altro potrei fare? Non posso mica dirgli la verità, no? Ciao, Henry! Ecco il mio accompagnatore a sorpresa, il cowboy immaginario dei miei libri che ha preso vita. Stiamo fingendo di avere un flirt per spingerti a mettere fine a questa pausa e a tornare a casa da me, così che io possa ritrovare la felicità! Proprio un’ideona da persone sane di mente, eh?
?Allora, ragazzi!? interviene Zo battendo due volte le mani dopo aver dato uno sguardo all’orologio che ha al polso. Prende dal tavolo un iPad con la custodia blu. ?? ora di iniziare il quiz! Dividetevi in due squadre, per piacere.?
?Henry?? domando con un sorriso serafico che maschera il mio turbamento interiore. ?Ti va di stare in squadra insieme? In nome dei vecchi tempi??
?Certo.? Mi fa cenno di spostarmi dal suo lato del tavolo, il viso che si addolcisce quando i nostri sguardi si incrociano.
Bene. ? un buon punto di partenza. Un’occasione per ricordargli che formavamo un’ottima squadra, tuttora imbattuta alla serata quiz del pub di Bloomsbury che frequentavamo, ma anche, insomma, nella vita. Una squadra che dovrebbe durare per sempre.
?Vi spiace se mi unisco a voi?? chiede in tono affettato Marisol prima che io riesca ad assicurarmi che anche River sia in squadra con me.
?Certo!? esclama Henry, spostandosi per lasciarle il posto accanto.
?Benvenuta? le dico timidamente, sforzandomi di non comportarmi da fan sfegatata, anche se è Marisol Keats: un genio nonché l’essere umano con la pelle più radiosa che abbia mai visto.
?Andrò subito a comprare i tuoi libri? mi dice bevendo un sorso di vino. ?L’anno scorso mi sono letta tutta la saga di Outlander, la mia primissima incursione nel mondo della narrativa rosa. L’ho adorata.?
?Tu hai letto Outlander?? domando sconvolta. Con la coda dell’occhio mi pare di vedere Henry alzare con discrezione gli occhi al cielo.
Marisol annuisce. ?Sì. La scrittura era fenomenale. ? vergognoso che la narrativa rosa venga snobbata così dalla critica.? Abbassa la voce, mentre Henry si allontana per andare a prendere una penna da Zo. ?Se a scrivere quelle grandi storie d’amore profonde e cariche di emozioni fossero degli uomini, stai certa che farebbero incetta di premi, cazzo.?