Romantic hero(43)



Mi ritrovo a rispondergli con un sorriso beota.

?Vuoi esprimere un desiderio, Gertie?? sussurra portando il pollice vicinissimo alle mie labbra. ?Puoi chiedere tutto quello che vuoi.?

Annuisco, per qualche ragione ipnotizzata dalle pagliuzze dorate nei suoi occhi, dalla voce profonda e melodiosa. ?Sì. Vorrei che…?

River ritrae il pollice di scatto. ?Be’, non puoi? dice secco. Lo sfavillio che aveva negli occhi svanisce come se qualcuno avesse schiacciato il pulsante per spegnere il fascino. ?Perché non ti è caduta nessuna ciglia. Me lo sono inventato!?

?Che cosa??

?Ho semplicemente messo in atto una tecnica di flirt, alquanto elementare, aggiungerei? dice alzandosi con le braccia spalancate.

?Dio mio.? Non riesco a trattenere una smorfia. ?Sei davvero bravo. Che cosa hai fatto con la voce? Sembrava che mi stessi facendo un incantesimo. E la storia delle ciglia? Molto scaltro.?

?Potresti fare lo stesso effetto a Henry? risponde inarcando le sopracciglia. ?Se mi permettessi di mostrarti come.?

?D’accordo.? Mi passo una mano sulla nuca. ?Devo solo rilassarmi, sciogliermi un po’. Questa faccenda mi innervosisce così tanto che non sono più in me. Non posso flirtare se sono tesa come una corda.?

?Mi pare logico.? Infila i pollici nella cintura. ?Allora che cosa fa Gertie Bickerstaff per rilassarsi? E… posso aiutarti in qualche modo? A scioglierti??

Lo scruto. ?Aiutarmi in qualche modo a sciogliermi? Non capisco se ci stai di nuovo provando o se è solo un’impressione dovuta all’accento e alla voce profonda.?

?Stavolta è solo per via dell’accento e della voce profonda.?

Soffoco una risata. ?Bene. Allora, in effetti, una cosa che potrebbe rilassarmi ci sarebbe.?

?Ottimo? risponde prendendomi una mano per tirarmi giù dal letto. ?Che cosa? Una passeggiata? Una corsetta? Vuoi esplorare i dintorni? Immergerti nella natura? Su, andiamo.?


Quando metto piede nella piscina della spa trovo River già nella jacuzzi. Non sembra affatto contento.

Scendo piano piano la scaletta tra le calde bollicine per posizionarmi alla sua sinistra, le spalle che si rilassano all’istante per la piacevole sensazione dell’acqua che mi accarezza la pelle. Prendo il cellulare, cerco Musica da spa traccia 1 e lo appoggio sul bordo della vasca dietro di me per poi schiacciare ?play?. La melodia di zufoli, flauti di Pan e campanelline si diffonde nella stanza. Inspiro profondamente, la fragranza di lavanda e rosmarino mi fa venire subito sonno. Espiro, felice.

?Allora, lo so che non è il tuo vecchio cedro né il tuo Kenneth, ma le bollicine… sono gradevoli, no??

?Non saprei? risponde contorcendosi goffamente. ?Mi pare di essere intrappolato nella pancia di una bestia con problemi gastrointestinali.?

?Aspetta, è la prima volta che fai l’idromassaggio??

?Non ho proprio tempo per fare idromassaggi.?

?Peccato. A me rilassano un sacco. A Londra io e Josie andavamo sempre a farcene uno la mattina dopo una serata fuori. Sono un ottimo rimedio ai postumi da sbornia.?

?Io non ho mai i postumi da sbornia.?

?Dev’essere bello.?

Sbuffa. ?Insomma… cos’è che si fa esattamente in una jacuzzi??

?Ci si rilassa? rispondo. ?Ci si… lascia permeare dall’atmosfera zen della spa.?

Annuisce e, dopo neanche due minuti, sospira rumorosamente e inizia a tamburellare le dita sulla parete della vasca. Lo guardo storto.

?Scusami? dice congiungendo le mani. ?Mi sa che non sono abituato a “lasciarmi permeare dall’atmosfera zen della spa”.?

?Io adoro lasciarmi permeare dall’atmosfera zen della spa. Sono una campionessa.? Indico con la testa la piscina vuota al capo opposto della stanza. ?Perché non vai a fare una nuotata??

Scuote la testa rapidamente e deglutisce, il pomo d’Adamo che si alza e si abbassa. ?Non nuoto!? risponde con una strana voce strozzata, per poi aggiungere in tono normale: ?Cioè… adesso non mi va?.

?Aspetta un attimo…? dico, spiazzata dalla sua reazione a quella semplice proposta. ?River… non sai nuotare? Sarebbe parecchio strano, con il nome che hai.?

Mi lancia uno sguardo sdegnato. ?Sì che so nuotare. Scherzi? Certo che so nuotare.? Ma le sue guance rosse dicono tutt’altro.

?Non ci credo!? esclamo. ?Cavolo. Ecco una cosa in cui non eccelli.?

?Non ho mai dichiarato di eccellere in tutto.?

?Solo nella seduzione, nei quiz letterari, nell’allevamento, nell’andare a cavallo, nel flirtare e nello scegliere abiti sexy per donne con il cuore infranto.?

River alza le mani in aria e si schizza addosso un po’ d’acqua che gli scivola sui pettorali. Distolgo a fatica lo sguardo, per non rischiare nuovamente di rimanere imbambolata a fissarlo. ?D’accordo? brontola. ?Non so nuotare bene. Ho preso qualche lezione da bambino, ma mia madre era terrorizzata dall’acqua profonda. Ogni volta che mi portava in piscina dava di matto e mi urlava di stare attento e non andare troppo sotto. Non l’avevo mai vista così fuori controllo… Non prima che iniziasse a bere, insomma. Vedendo come stava e quant’era convinta che mi sarebbe successo qualcosa di brutto, ho iniziato anch’io ad avere paura. Mi ha ritirato dal corso e, boh, non ci sono più tornato e basta.?

Lancio uno sguardo al marcantonio davanti ai miei occhi e non riesco a immaginare che abbia paura di qualcosa. Lui fissa con aria torva l’acqua che gorgoglia.

?E ti ha chiamato lo stesso River??

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