Romantic hero(45)
Bridget, inizio a scrivere. Ho paura…
Non faccio in tempo a completare il messaggio che all’improvviso i getti d’acqua della jacuzzi si arrestano e spariscono le bolle. In contemporanea, le luci soffuse sul soffitto si spengono, nella stanza cala il buio e resta solo il baluginio di una candela profumata accanto alla porta.
?Dev’essere saltata la corrente? dice River osservando l’acqua ormai quieta. ?Ehm. Senza le bolle siamo solo due sconosciuti che si fanno un avvilente bagno in pubblico.?
? un’osservazione talmente accurata che mi piego in due dalle risate, e con mio grande orrore il cellulare mi scivola di mano e finisce sott’acqua.
?Il telefono, cazzo!?
Immergo subito una mano per recuperarlo e lo avvolgo nell’asciugamano, ma con una stretta al cuore vedo che lo schermo è diventato tutto nero.
?Nooooo. Mi sa che è morto.?
?Non è detto.? River si alza schizzando acqua dappertutto e mi strappa di mano il cellulare, per poi salire su per la scaletta e portarlo al sicuro. ?Basta asciugarlo bene? dice. ?Andiamo a prendere del riso in cucina.?
Una volta indossati gli accappatoi, ci rechiamo in cucina, dove il cuoco recupera un sacchetto di riso da uno scatolone etichettato come RISO PER CELLULARI, cosa che mi fa sentire un pochino meno scema per aver portato il telefono alla spa, o quantomeno una scema in mezzo a tanti altri.
Di ritorno in camera, infiliamo il cellulare nel sacchetto di riso e lo posizioniamo al centro del tavolino come se fosse un triste complemento d’arredo. Lo fissiamo per un po’, senza dire una parola.
?Be’, era meglio guardare L’ispettore Barnaby? dico inespressiva. Al che River scoppia in una risata fragorosa. Nel vederlo torcersi dalle risate, gli occhi chiusi, scoppio a ridere anch’io.
L’ultima persona che ho fatto ridere così tanto era Josie, e inaspettatamente avverto un nodo in gola.
?Ehi? dico, dandogli un colpetto. ?Lo sai che quando due persone ridono insieme per una stupidaggine vuol dire che stanno diventando amiche??
River socchiude gli occhi, un accenno di sorriso. ?Amici? Nah. Non fa per me.?
?Certe volte non hai scelta? rispondo con un cenno deciso. ?Sì, mi sa proprio che stiamo diventando amici. Sta succedendo sul serio.?
River si alza per andare a fare una doccia, ma si volta a guardarmi con un grande sorriso. Alla fine scrolla le spalle. ?Mi sa che stanno succedendo cose anche più strane.?
22
Bridget
Hai PAURA? Di cos’hai paura, Gertie??? Oddio. Dove sei finita? Stai bene? ? per questo che non mi rispondi? Inizio a temere che tu sia stata rapita! Sul serio, devo chiamare la polizia? Gertie? Per favore, rispondi appena puoi.
Un abbraccio forte
MESSAGGIO NON RECAPITATO
QUANDO io e River arriviamo al falò, fervono già i festeggiamenti. Un sacco di ospiti, tra cui alcuni scrittori che mi pare di aver visto su internet o su Bookseller, sono seduti sulle sdraio disposte intorno a un fuoco scoppiettante o a uno dei tavoli da banchetto illuminati dalle candele, a rimpinzarsi con il cibo preparato alla movimentata postazione barbecue al capo opposto della radura nel bosco.
?Sei stupenda? mi dice River accostandosi, a mano a mano che ci avviciniamo alle persone raccolte intorno al falò dov’è seduto anche Henry che strimpella un mandolino. Accanto a lui siede Marisol in un elegante vestito violetto, intenta a sorseggiare da un calice di vino rosso. Svariati ospiti si radunano per passarsi una canna, chiacchierare, ridere, felici di stare al mondo, di sballarsi in mezzo ai boschi in una serata perfettamente mite.
?Sicuro che non sembro un cucchiaio?? gli chiedo, dando un’occhiata al mio sedere più grosso della media, strizzato nel vestito color argento.
?Be’, se anche fosse, non mi dispiacerebbe mangiare da un cucchiaio così.?
Lo fulmino con lo sguardo.
?Scusa. ? più forte di me. Comunque non sembri un cucchiaio. Sembri una splendida donna sicura di sé che Henry sarebbe molto fortunato ad avere.?
In effetti, per quanto attillato, il vestito è più carino di quanto pensassi: gli scintillii delle paillettes mi danno luce. Ho spazzolato e asciugato i capelli con il phon, ho applicato un siero lisciante per renderli lucidi, e indosso un paio di scarpe con i tacchi che fanno sembrare le mie gambette corte molto più lunghe e snelle. Nel complesso sembro… una persona completamente diversa. Ma in senso buono, presumo. Eppure il mio cuore ha iniziato a battere a mille per quell’agitazione che l’idromassaggio non è riuscito a placare minimamente.
?Andrai benissimo? mi dice con piglio sicuro River. ?Diamo il via alla fase successiva dell’Operazione pallone gonfiato.?
A testa alta, insieme a River prendo una birra in bottiglia da un secchiello del ghiaccio, dopodiché ci avviamo verso il falò intorno al quale sir Otto ha raccolto una manciata di invitati, compreso Henry, che mi guarda stupito dall’alto in basso e si raddrizza un po’ sulla sdraio. Marisol segue il suo sguardo.
?Che vestito, Gertie!? esclama. ?Stai benissimo. Wow! Non sai cosa farei per avere quelle tette!?
?Oh! Ehm, grazie. Anche… anche a me piacciono le tue, Marisol.?
Perché ho detto una cosa simile?
Marisol, un po’ brilla, scoppia in una lieve risata e solleva il calice per brindare a me, facendomi l’occhiolino.
?Ciao, Gert.? Henry mi sorride. Il suo sguardo scivola fino a River, e il sorriso si spegne subito.