Romantic hero(44)



?Il nome l’ha scelto mio padre. Anche suo nonno e il suo bisnonno si chiamavano River. Mia madre avrebbe voluto chiamarmi Wayne.?

?Per fortuna non l’ha fatto.?

?Infatti.?

Gli do un colpetto con una spalla. ?Ehi, e se non fossi arrivato qui per aiutarmi a riconquistare Henry? Se fossi arrivato qui perché io potessi insegnarti a nuotare?? lo sfotto nel tentativo di smorzare la tensione. ?Insomma, io nuoto benissimo. Cioè, non me la cavo male. Nello stile a rana. Nello stile libero sono un po’ negata.?

River soffoca una risata. ?Già. Mi pare assolutamente plausibile che tutto questo sia successo affinché io prendessi lezioni di nuoto da una scrittrice che “non se la cava male” a nuotare.?

?Ma immagina se fosse così? rispondo divertita. ?Sarebbe un bello stress doverti insegnare a nuotare a cagnolino.?

River sghignazza e mi scruta in faccia. ?Insomma, non nuoti benissimo. In cosa eccelli, allora??

Mi stringo nelle spalle, super imbarazzata perché in questo periodo il costume da bagno probabilmente mi va un po’ stretto. Mi strizza tantissimo le tette. Anche River l’ha notato, e per fortuna il vapore sprigionato dall’idromassaggio maschera un po’ il mio rossore. Mi immergo ancora di più affinché le bollicine mi coprano meglio. ?Perché ti interessa tanto??

?Ci ho fatto caso ieri sera, a quant’eri nervosa. Vicino a Henry. Come se… non so, come se ti intimidisse.?

?Non mi intimidisce per niente! Figurati! ? solo per via della situazione. Non so se te ne sei accorto, ma ci sono parecchie cose in ballo.?

River scoppia in una risata cupa. ?Ah, scusami, si direbbe che la persona che probabilmente si trova intrappolata in un universo parallelo sia tu.?

?Ehi, non abbiamo mica la certezza che sia quello che è successo.?

?Cos’altro potrebbe essere??

?Come ho detto, non lo sappiamo!?

?Be’, qualsiasi cosa sia successa, bisogna ridimensionare la tua agitazione. La prima regola del flirt è la sicurezza in sé stessi.?

Mi mordicchio l’angolo del labbro. ?? solo che vorrei con tutto il cuore che Henry tornasse a casa. E poi, non so se l’hai notato, ma è praticamente perfetto e fuori dalla mia portata. Insomma, una volta mi ha regalato un viaggio a sorpresa a Parigi perché voleva dirmi che mi amava in cima alla Torre Eiffel! Un’altra volta mi ha scritto una poesia d’amore. Un’autentica poesia d’amore che ha letto davanti a tutti nel ristorante in cui ci trovavamo. Ed era così bella che sono scoppiati tutti in un applauso! Voglio dimostrargli che sono alla sua altezza, per questo sono nervosa.?

?Pensi che Henry sia troppo per te??

?Ovvio. ? a dir poco meraviglioso. ? evidente che è troppo per me.?

River scoppia a ridere. ?No, Gertie, non lo è affatto.? Drizza un po’ la schiena. ?Eddai. Dimmi qualcos’altro che ti riesce bene. Cos’altro ti piace di te. Dobbiamo risollevare la tua autostima. ? inutile agghindarsi e via dicendo, se poi non sai quali sono i tuoi pregi, che cosa ti fa spiccare, perché vale la pena di stare con te.?

?Okay? rispondo riflettendoci su. ?Mi pare sensato.?

Provo a individuare i miei pregi.

Ci provo davvero.

?Non è facile…? farfuglio dopo qualche secondo. ?A dire il vero credo di essere una persona abbastanza mediocre. Quando cresci con una sorella strepitosa come Josie, capisci subito che cosa ti manca. E non lo dico per fare la vittima, del tipo: “Povera me, mia sorella accentra tutta l’attenzione su di sé”. ? la pura verità.?

?Allora inizio io? dice River. ?Sei gentile.?

Lo liquido. ?Molta gente è gentile.?

?Che io sappia, no. Le persone si mostrano zucchero e miele quando vogliono ottenere qualcosa, ma il più delle volte non è una gentilezza sincera. Non ti conoscerò da tanto tempo, ma si vede che la tua è genuina.?

?Le persone sono più genuine di quanto credi, River. Ne sono certa.?

?Hai un altro pregio? continua, guardandomi dall’alto in basso. ?Sei limpida. Parli sempre a cuore aperto. Pochissime persone ne sono capaci. La maggior parte della gente non sa esternare i propri sentimenti così… così apertamente. Io di sicuro non ci riesco.?

?Be’, questo è perché il cuore non ce l’hai.?

Scoppia a ridere. ?Verissimo. E sei anche simpatica.?

Annuisco. ?In effetti facevo ridere parecchio Josie.?

?Josie era…?

River non fa in tempo a terminare la frase che il mio cellulare inizia a squillare sulle piastrelle, e a causa delle vibrazioni si avvicina pericolosamente al bordo della vasca.

?Accipicchia!? Lo sblocco subito e do uno sguardo allo schermo.

Bridget

Gertie, il tuo silenzio inizia a preoccuparmi. Aggiornami, per piacere. Sono la tua agente. Sono qui per te.

Un abbraccio. Baci baci.



Cazzo. Bridget non demorde ed è chiaro che sta iniziando a perdere la pazienza. Espiro lentamente. Uffa. ? arrivato il momento. Devo mettere da parte la vergogna e dirle esattamente quanto sono indietro. Al pensiero di confessarle che non ho scritto una sola parola avverto una fitta allo stomaco. Mi urlerà addosso? Mi pianterà in asso? Userà il doppione della chiave che le ho dato per entrare a casa mia e ammanettarmi alla scrivania finché non scriverò qualcosa, una cosa qualsiasi?

Asciugo in fretta le mani sull’asciugamano arrotolato accanto alla mia testa.

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