Romantic hero(47)
Henry si ricompone e d’un tratto sorride. ?Ammazza, Gert.?
Marisol gli lancia un’occhiata indecifrabile e scruta scherzosamente sir Otto. ?C’è qualche possibilità che inauguriate anche un reparto di poesia contemporanea?? domanda con una risata. ?Mi piacerebbe molto che Dichiarazioni sull’essere – Poesie di Marisol Keats fosse accessibile al grande pubblico quando uscirà il prossimo anno.?
?Che Dio ce ne scampi!? esclama per scherzo Jim, e scoppiamo tutti a ridere.
?Siete solo una manica di trogloditi!? urla melodrammatica Marisol, ma ride anche lei. Uffa, incassa persino le prese in giro con una sicurezza e un’eleganza per me inarrivabili.
Lancio un’occhiata a River e noto che anche lui la osserva ammirato. A quella vista, avverto un improvviso rodimento al fegato, inaspettato quanto fastidioso. Bevo un bel sorso di birra, ma ben presto la sensazione svanisce, grazie all’arrivo dell’assistente di Jim che si avvicina al cerchio reggendo una gigantesca torta a forma di orologio a pendolo, in omaggio al titolo della saga campionessa di vendite di Jim.
?Tanti auguri a teeeee? canta Zo, facendo un cenno a tutti quanti, lo sguardo penetrante a indicare che dovremmo unirci al coro. ?Tanti auguri a teeeee!?
Mentre cantiamo, Jim batte le mani estasiato e Zo posa la torta sul tavolo del banchetto.
?Esprimi un desiderio!? esclama, e osserviamo tutti il sorridente Jim farsi serio un istante e poi chiudere gli occhi e spegnere le candeline in un colpo solo.
?Hip hip urrà!? grida Henry. ?Tanti auguri a questo ragazzaccio che ammiriamo e adoriamo tutti!?
?Senti senti.? Avvicino la bottiglia di birra a quella di Jim per brindare. ?Buon compleanno, adorabile ragazzaccio.?
Jim si alza e fa segno all’elegante orchestra da camera che attende nella radura. ?Giusto! Quarant’anni si compiono una volta sola, e ho intenzione di ricordarne ogni secondo. Quindi diamo inizio alle ribalderie, cacchio!?
23
?L’ARGENTO ti dona? mi dice Henry, quando le persone intorno al falò si disperdono e River mi abbandona per andare a prendere altro da bere per entrambi. Si appoggia al tronco di un albero, squadrandomi da capo a piedi. ?Sembri… diversa. Risplendi. ? bello vederti così.?
Distaccata. Elegante. Indifferente. A divertirmi un mondo senza di lui. ?Forse in questi giorni sono cambiata.? Alzo le braccia, raccolgo i capelli e li scosto su una spalla. Prima River mi ha detto che dovrei cogliere qualsiasi occasione per mettere in mostra le ascelle, perché a quanto pare ho ?ottime ascelle?. ?Magari sono in vena di… emozioni forti.?
?Ti comporti anche in modo diverso? osserva Henry socchiudendo un pelino gli occhi. ?Il commento di prima? Sull’autoreferenzialità??
Non scusarti. Non scusarti.
Henry fa una smorfia. ?Ti prego, dimmi che non è una reazione al manoscritto che ti ho chiesto di leggere.?
?Oh, ma figurati…? rispondo subito. ?Cioè, ehm… non ho pensato minimamente al tuo manoscritto. Ci… Ci sputo sopra al tuo manoscritto!?
?Come, prego??
Cacchio, sto sbagliando tutto. E forse sono anche un po’ ubriaca, dopo tutte le birre che ho bevuto. Ma, anche se non lo fossi, non sono mai stata brava a nascondere quello che penso. Josie diceva sempre che mi si leggeva tutto in faccia.
Prendo un respiro profondo.
?Quello che voglio dire è che… sono qui per divertirmi. Non puoi schioccare le dita e pretendere che io mi precipiti da te.?
Henry sgrana gli occhi esterrefatto perché, ovviamente, è quello che ho sempre fatto. E ben volentieri. Ma quello che ha detto prima mi ha mandata davvero fuori dai gangheri. Se c’è una cosa che non sopporto è lo snobismo letterario. L’idea che i libri scritti per dare gioia, intrattenere e far immedesimare le persone non possano essere buoni quanto altri è una stronzata.
Henry alza le mani in alto per proclamarsi innocente. ?Okay, okay! Rilassati, Gertie. Dio santo, che cosa ti è preso?? Mi lancia uno sguardo implorante. ?Sai che non dicevo sul serio quando parlavo dei lettori di narrativa rosa, vero? Stavo solo scherzando.? Mi dà un buffetto sotto il mento. ?Non farei mai nulla per ferirti di proposito. Lo sai, non è così??
Non ne sono tanto sicura.
?Posso interrompere??
Mi giro di scatto e vedo River al mio fianco, bello da mozzare il fiato con i jeans e la camicia bianca, e due bottiglie di birra gelata tra le mani. Si china proprio davanti a Henry e, senza indugio, mi stampa un bacio sul collo, emettendo un mugolio. Al piacere scatenato dal contatto con la barbetta ruvida, inspiro profondamente.
Alcune ragazze non sono pronte a ricevere certi baci.
Mi si azzera la salivazione. Non mi sono mai piaciuti i volti ispidi. Quando Henry non si radeva per due giorni mi lamentavo sempre, adesso invece? Mi pare che mi giri un po’ la testa.
Contieniti, Gertie. Concentrati sul piano.
Mi volto verso River e, seguendo le indicazioni che mi ha dato, con piglio sicuro gli accarezzo le spalle per poi lasciar scivolare la mano sul petto in modo da sentire il battito regolare del suo cuore.
?Ciao, piccolo? dico con voce un po’ roca. Prendo una delle bottiglie che ha in mano e bevo un bel sorso.
?“Piccolo”?? fa Henry sconcertato.
?Scusa l’interruzione, amico? continua River degnandolo a malapena di uno sguardo. ?Speravo che questa donna strepitosa mi concedesse l’onore di farmi compagnia sulla pista da ballo.?