Romantic hero(46)



Okay. Azione! Il piano è questo: se ieri sera ho elemosinato la sua attenzione, stasera farò l’esatto contrario. E poi, quando lo avrò spaesato con il mio distacco, domani pomeriggio ci andrò giù pesante con il flirt. River mi ha già dato qualche dritta, ma abbiamo stabilito di dedicare l’intera mattinata di domani a una lezione di coaching intensiva. Seguendo l’indicazione di mostrarmi indifferente, rivolgo a Henry un vago cenno della testa, prendo River per mano e lo seguo al capo opposto del cerchio, dove mi accomodo sulla sdraio che mi porge. Come da istruzioni, accavallo le gambe per scoprire un po’ le cosce. River mi rivolge un discreto cenno di approvazione.

Jim si butta sulla sdraio accanto alla mia.

?Stai d’incanto, Gertie? mi sussurra. ?D’incanto proprio.?

?Grazie? rispondo appiattendo con imbarazzo i capelli lisciati. ?Ti stai divertendo??

?Da pazzi? risponde con il singhiozzo. Chissà quanto ha già bevuto. ?E tu??

?Sì? rispondo annuendo. ?Mi fa molto piacere essere qui a festeggiarti, Jim. Meriti solo il meglio dalla vita.?

Jim fa una faccia commossa. Poi si adombra un po’. ?Gertie? dice con garbo. ?Non sono tanto sicuro che sia il momento più adatto per… Insomma, sono un po’ brillo, ma…? Sospira e tasta il papillon. ?Forse è giusto che tu sappia che…? Non fa in tempo a terminare la frase che vengo distratta da un urlo improvviso di Henry, un comportamento insolito per una persona di norma molto tranquilla e pacata.

?Ma Derberville & Falcon è l’ultimo baluardo dell’editoria seria!?

?Cos’è tutto questo baccano?? grida Jim per farsi sentire da Henry e sir Otto, che tengono banco al capo opposto del falò. ?Che cosa c’entra la tua libreria, sir Otto? Non chiuderà, vero? Non è stata mica rilevata da un altro marchio? Avevo letto sul Bookseller che qualcuno era interessato. Ma ovviamente non avrei mai pensato che avresti accettato.?

Sir Otto scuote la testa. ?Nulla di così tragico. Ho solo detto a Henry che la mia catena sta per inaugurare un reparto dedicato alla narrativa rosa nei punti vendita più grossi. Organizziamo una serie di eventi per gli estimatori del genere.?

?Oh, bravo!? esclama con entusiasmo Jim, attirando la mia attenzione. ?Perfetto! Ti ricordi che Gertie scrive romance molto accattivanti??

?Giusto! Allora valuteremo di riservare ai suoi libri uno spazio d’onore!? esclama sir Otto sollevando il calice di vino verso di me.

?Sarebbe bellissimo!? rispondo con un sorriso. ?Mi fa molto piacere che avrete un reparto di narrativa rosa. ? fantastico.?

Sir Otto scrolla le spalle come se non fosse nulla di che. ?? un genere che ultimamente tira moltissimo, e alla fin fine io sono un imprenditore.?

?Non si può ridurre solo a quello!? ribatto con un sorriso, ripensando a tutti i libri con cui sono cresciuta, ai libri che mi hanno invogliata a scrivere, che hanno fatto entrare nella mia vita Cassidy e Bedlam Creek. ?I romance regalano allegria e gioia e… e… danno coraggio a tantissime persone. Vendono bene, sì, ma non ottengono mai il rispetto che meriterebbero. Ci vuole tanto impegno e molta cura per scrivere un buon romanzo rosa. Sarebbe grandioso ricevere visibilità in una catena di librerie consacrata alla narrativa alta.?

?Concordo? dice Marisol. ?Ottima mossa, sir Otto.?

Henry borbotta: ?Sarà, ma Derberville & Falcon è da sempre una libreria di narrativa alta. Di romanzi seri?. Sorseggia dalla bottiglia di birra. ?Al mondo non servono altri lettori di narrativa di genere, soprattutto di romance. Santo cielo, aiutiamo un romanziere vero!?

Gli altri invitati ridacchiano. Soprattutto di romance? Mi sento il viso in fiamme, e non a causa del fuoco. Lo so che Henry non ha mai apprezzato più di tanto i romanzi d’amore… L’ha sempre indispettito che vendessero molto di più della narrativa alta, e ha letto solo il primo volume della saga di Bedlam Creek dopo che l’ho supplicato, ma non li aveva mai denigrati così apertamente. Insomma, a parte la volta in cui è scoppiato a ridere quando gli ho detto che ero stata candidata a un premio di narrativa rosa indetto da un famoso Instagrammer e ha risposto: ?Sarà un evento elegante? Ne parlerà anche il Times?? All’epoca c’ero rimasta male, ma mi era parsa solo una battuta infelice.

?Be’, secondo me sono stupendi? dico con tono un po’ duro.

Henry alza gli occhi al cielo e si appoggia allo schienale della sdraio. ?Non ho dubbi sull’impegno che metti nel tuo lavoro, Gertie. Sei una scrittrice talentuosa e meriti il meglio. Lo sai che lo penso davvero, ma… ampliare il settore dedicato alla narrativa di genere nelle librerie rischia davvero di togliere spazio agli scrittori veri.?

Agli scrittori veri?

Rimango di sasso e non ci vedo più dalla rabbia. Come osa?

Sollevo il mento. ?Be’, magari se voi “scrittori veri” imparaste a raccontare una storia senza divagare in una prosa masturbatoria, autoreferenziale e senza intreccio, così da tenere vivo l’interesse del lettore, riuscireste a ritagliarvi quello spazio da soli.?

Gli altri ospiti si mettono a urlare e fischiare, e alle mie spalle sento River scoppiare in una sonora risata. Mi verrebbe da scusarmi subito con Henry – l’impulso naturale nei momenti di conflitto –, ma per qualche ragione, con mio grande sollievo, mi trattengo e lascio che le mie parole sedimentino. Quel che è stato detto è stato detto.

Henry solleva la bottiglia di birra verso di me, ma dai movimenti della mascella capisco subito che sta digrignando i denti. Una sua caratteristica è che, malgrado la pacatezza, non prende bene le critiche, soprattutto in pubblico. Quando è stato escluso dai tre finalisti del Booker Prize è rimasto a letto per una settimana, adducendo il pretesto di un virus che – a quel che pareva – presentava un unico sintomo, ovvero googlare i nomi di tutti gli scrittori che lo avevano battuto alle selezioni e leggere le recensioni che stroncavano i loro libri.

Kirsty Greenwood's Books