Romantic hero(52)
River mi passa il suo accappatoio posato sulla ringhiera del balcone. Me lo avvolgo sulle spalle. ?Be’, il bar di Bedlam non si chiama La Spina Brilla. Si chiama La Spina Alticcia.?
?La Spina Alticcia??
?E poi dai troppa importanza a Ethan Calhoun. Non è poi così bello e interessante. Però è vero che adora Cassidy.?
?Sono fatti l’uno per l’altra? sussurro, piena di malinconia al pensiero di quanto mi manca sentirli chiacchierare nella mia testa. Quanto mi manca chiudere gli occhi, far scivolare le dita sulla tastiera e trasporre quei personaggi meravigliosi sulla pagina.
?Be’, è chiaro che qualsiasi collegamento tu abbia con Bedlam deriva da Cassidy. La voce narrante sembra proprio la sua. I dettagli della sua casetta, l’amore per i cavalli e la sua migliore amica Sofia. Sono azzeccati in pieno.?
?E i dettagli su di te? Sono imprecisi anche quelli? Perché io ho sempre visto un fratellastro cattivo che si chiamava River e impediva a Cassidy di lavorare al ranch di famiglia perché voleva a ogni costo controllare tutto e tutti.?
River si acciglia e si gratta la mascella. ?Senti, prima di morire mio padre mi ha fatto giurare di non fare entrare Cassidy nell’attività di famiglia. Mi ha detto: “Cassidy Oakley è destinata a grandi cose nella vita, non al ranch di un paesino, non è come me e te, figliolo”. Era orgogliosissimo quando Cassidy è stata presa per il dottorato. E la verità è che… per tutta la vita mi sono sentito obbligato a seguire le orme di mio padre. A nessuno è mai interessato quello che magari avrei voluto fare io nella vita. Ero un Oakley e gli Oakley fanno i mandriani. E anche se è vero che ce l’avevo con Cassidy perché è nata da una relazione extraconiugale di mio padre… non volevo che si sentisse ingabbiata come me. Non lo augurerei a nessuno.?
Strabuzzo gli occhi. ? stata un’idea di Chip Oakley tenere Cassidy lontano dal ranch? Non di River? Com’è possibile che non lo sapessi? Lo osservo e l’opinione che avevo di lui cambia un pochino. ?Cassidy sa della promessa che hai fatto a tuo padre? Glielo hai mai detto? Con queste parole testuali??
River solleva le spalle. ?Non mi crederebbe mai. Mi detesta. E ci sta. In effetti una volta le ho infilato dei vermi vivi negli scarponcini.?
?Allora quell’episodio è vero.?
?Temo di sì.?
Si appoggia alla chaise longue e mordicchia senza sosta l’angolo del labbro inferiore. Fissiamo entrambi le dolci colline, il sole color pesca che inizia a spuntare all’orizzonte. ?A ogni modo, forse è meglio se riposiamo un po’. Sta albeggiando.?
Copro uno sbadiglio con una mano e mi alzo. ?Hai ragione. Buonanotte, River.? Mi volto per rientrare, ma poi, per qualche ragione che non riuscirò mai a comprendere, dico la cosa più imbarazzante che io abbia mai detto in vita mia. Ancor più mortificante della volta in cui ho chiamato papà il maestro di Inglese. Ancora più imbarazzante della volta in cui volevo dire ?tutto a posto? e ?nessun problema? e non so come mi è uscito ?tutto problema?. Peggio persino di quando ho registrato un vocale per dire a Henry che mi ero fatta la ceretta brasiliana e per sbaglio l’ho inviato alla ginecologa Amy Henry, che sicuramente l’ha ascoltato perché le spunte sono diventate blu. Non ha risposto.
Più imbarazzante di tutte queste cose messe insieme.
?Sono sexy, River??
Mi tappo subito la bocca con una mano, avvampando per la vergogna. Sono sexy? Sono sexy?
Oddio.
River si volta lentamente verso di me. ?Che hai detto, scusa??
?Niente!? esclamo. Per fortuna l’ho detto a voce così bassa che non ha sentito. Che razza di problemi ho? Chi fa domande simili, a parte Rod Stewart?
Mi precipito in camera e mi infilo a letto, il viso in fiamme.
Pochi secondi dopo, sento la portafinestra scorrere. River si dirige deciso verso il letto e si siede sul bordo.
?Direi di sì, Gertie. Sei sexy.?
Oh, no. Oddio. Allora mi ha sentito.
Scoppio in una goffa risata per niente ilare. ?Non volevo creare imbarazzo? spiego con una smorfia. ?? solo che… insomma, Henry… il modo in cui stringeva Marisol… non mi ha mai stretta così.?
?Davvero??
Scuoto la testa. ?Ha sempre detto che ero più dolce che sexy. E adesso mi chiedo se magari invece volesse quello. Una ragazza sexy. E quindi mi chiedevo se potrei esserlo. Se io abbia qualche speranza di diventare il genere di ragazza che si possa definire così. Scusami.?
Perché continuo a parlare? Perché sto dando voce alle motivazioni della frase più mortificante che io abbia mai pronunciato? Vorrei sprofondare e sparire per sempre. Mi copro la testa con il piumone e inizio a urlare: ?Via! ? meglio che vai, River. Buonanotte. Dormi bene! Ti auguro sogni d’oro! Tante care cose!?
Qualche secondo dopo, il mio viso è di nuovo libero dal piumone.
?Henry ti ha detto una cosa simile?? mi domanda a bassa voce. ?Ha detto che non sei sexy??
Scuoto la testa. ?No, no! Ha solo… ecco, ha solo detto che non sono una bomba sexy. Mi ha detto che sono carina, simpatica e sveglia, ma, oh, hai capito…?
?Invece no.?
Sospiro, arrossendo. ?Ha detto che… il sesso non era il mio forte.?
River sgrana gli occhi allibito.
?Cioè, non l’ha detto in un brutto modo. Stavamo battibeccando e gli avevo appena detto che non sapeva ascoltare. Quindi mi ha risposto per le rime. E quando gli ho detto che in futuro mi sarei sforzata di essere più sexy, mi ha abbracciata e ha detto che ero più che altro il genere di ragazza dolce e simpatica, ed è così che gli piacevo. Quindi, insomma… mi è solo venuto il dubbio. Tutto qui.?