Romantic hero(56)
Con il caschetto rosso solitamente impeccabile ora tutto arruffato, Bridget alza in aria il suo cellulare e me lo piazza davanti alla faccia per mostrarmi l’ultimo messaggio che ha ricevuto da parte mia.
Bridget, ho paura…
Ah.
?Pensavamo che ti avessero rapita!? esclama la signora Casablancas, le guance che tremolano con drammaticità.
Bridget annuisce. ?La qui presente signora Casablancas mi ha detto che qualche giorno fa ti aveva vista con un omone virile e, naturalmente, nessuno al mondo impiegherebbe termini simili per descrivere Henry. E poi mi ha detto che le sembrava che questo nuovo tizio si chiamasse Lake. Lake! Insomma, mi è parso molto sospetto.?
La signora Casablancas si fa un attimo sovrappensiero. ?Non è “Lake”, vero? Però aveva a che fare con l’acqua, no??
Lancio uno sguardo a River per capire se intende presentarsi, ma pare felicemente distratto da Squish che prova e riprova a leccargli un occhio. Un secondo… Sta ridacchiando?
?Quando ci siamo rese conto che non eri ancora tornata a casa, abbiamo dato un’occhiata ai tuoi profili social alla ricerca di indizi? spiega Bridget, passandosi nervosamente una mano tra i capelli, di certo il motivo per cui ce li ha molto più spettinati del solito.
?Niente di rilevante? commenta sdegnata la mia vicina. ?Non posti nulla da settimane. ? stato solo un buco nei social.?
?Già, in effetti dovremmo parlare anche di questo? riflette Bridget. ?Se ti rifiuti di partecipare agli eventi dal vivo, il minimo che tu possa fare è mantenere alto l’interesse della tua fanbase su internet.?
?Concordo? dice la signora Casablancas con un cenno della testa.
Strabuzzo gli occhi. Sono diventate amiche?
?Stavo per chiamare la polizia, ma poi la signora Casablancas ha aperto il tuo frigo per cercare qualcosa da spizzicare e ha notato questo.?
La mia vicina tira fuori l’invito alla festa di compleanno dal reggiseno, nonostante indossi un vestito rosa con due praticissime tasche.
?Stavamo proprio per venire a Little Crumpet, ma eccoti qui, grazie a Dio.?
?Santo cielo. Sentite, sto benissimo. Ti stavo scrivendo un messaggio quando mi è caduto il telefono nell’idromassaggio, e non si è ancora asciugato.?
?L’hai messo nel riso??
?Sì.?
?Brava.?
?Comunque sto bene. Mi dispiace che vi siate preoccupate tanto. Voi state bene, sì??
Bridget si affretta ad annuire, nel tentativo di riassumere una parvenza di professionalità malgrado le circostanze. ?Tutto bene, sì. E ora che abbiamo appurato che non sei in pericolo di vita, sarebbe fantastico se mi dessi un aggiornamento sul manoscritto.?
?Volete entrare?? domanda furbescamente la signora Casablancas. ?Non possiamo starcene tutto il giorno in corridoio. Non è mica un episodio della famosa sitcom Friends.?
?Friends?? fa River con una faccia perplessa. ?Mai sentita. Non sarà così tanto famosa.?
? una battuta? Non è la migliore del suo repertorio, devo dire.
La signora Casablancas ci spinge tutti nel suo appartamento. River osserva sbalordito l’arredamento colorato e strabordante: ogni centimetro quadrato è occupato da creazioni, dipinti e opere d’arte. Mentre la padrona di casa si dirige verso la cucina a vista giallo sole per riempire il bollitore, Bridget mi dà un bacetto sulla guancia, una dimostrazione d’affetto per lei alquanto inusuale. ?Sono contenta che tu sia viva? dice, e mi domando se lo sia perché mi vuole realmente bene o perché la cosa che detesta di più al mondo è gestire un autore che non rispetta la consegna.
Una volta accomodati tutti sui morbidi divani a fiori super imbottiti, la signora Casablancas appoggia una teiera sul tavolino e riempie una tazza a ciascuno.
?Per me no, grazie? dice River, cercando inutilmente di mettere sul tappeto Squish, che si rifiuta di lasciare le sue braccia.
?Niente zucchero, grazie? dice Bridget.
Una volta servito il tè, la signora Casablancas si piazza in piedi accanto a River e ispeziona il suo Stetson. Prende gli occhiali attaccati alla catenina d’argento che porta al collo, li inforca e lo esamina da vicino. ?? di ottima fattura? commenta con aria da intenditrice. ?Le impunture sono fatte benissimo. Sembrano realizzate dai topini di Cenerentola. Ma guarda un po’? dice indicando la falda. ?C’è uno strappo. Vuoi che lo rammendi? Sono un’ottima sarta.?
River sgrana gli occhi. ?Davvero? Sarebbe fantastico, grazie!? Si toglie il cappello e lo porge alla signora Casablancas, che lo rigira tra le mani.
?Avevo intenzione di portarlo ad aggiustare insieme ai jeans? aggiunge River.
?Hai anche dei jeans strappati??
Annuisce. ?Un mucchio. Vita da cowboy, sa. Si rovinano parecchio.?
?Portameli? dice la mia vicina buttandosi su una poltrona di velluto rosa. ?Ti farò un buon prezzo.?
?Sei davvero un cowboy?? domanda Bridget, prima di bere un sorsetto di tè e accasciare un po’ le spalle in reazione alle sue proprietà calmanti. ?Scusami, mi è sfuggito il tuo nome.?
Ancora un po’ distratto da Squish, River si china sul tavolino e le porge la mano. ?River Oakley, signora? dice mentre il cagnetto inizia ad arrampicarglisi su una spalla. ?Piacere di conoscerla.?
Bridget non gli stringe la mano, si limita a fissarlo un secondo, spalancando gli occhi mentre elabora le parole che ha appena sentito. Faccio a River un verso di stizza, rimpiangendo di non aver scelto un nome falso dopo lo scivolone con Henry la sera del quiz. E adesso è successo di nuovo.