Romantic hero(53)
River si gratta una guancia, accigliandosi.
?Henry ti ha detto una stronzata, Gertie, e credo che lo sappia anche tu. Certo, non sei una persona che vuole stare sempre al centro dell’attenzione, ma sei gentile, sincera e schietta, e metti fastidiosamente a tuo agio gli altri.? Soffoca una risata. ?E questo è super sexy, cazzo.?
?Se lo pensi davvero allora perché hai insistito tanto che indossassi quello stupido vestito argentato? Quelle scarpe con i tacchi altissimi??
?Non me lo ricordo? sussurra.
Mi scruta in faccia con sguardo infuocato e poi, proprio come sulla pista da ballo, qualcosa cambia nell’aria. La temperatura, l’energia, il peso di qualcosa di intangibile che d’un tratto sembra molto, molto reale. Sarà per l’alcol che ho bevuto, sarà per l’implacabile calura estiva, per la strana aurora che sta spuntando e getta una luce fiabesca nella stanza. Sarà semplicemente perché io e River ci stiamo guardando. Senza ridere. Persino senza sorridere. Ci guardiamo negli occhi e basta.
Un alito di vento entra dalla portafinestra aperta, e River porta con delicatezza il pollice sul profilo della mia mascella. Il mio corpo scatta subito in allerta, e il cuore inizia a rullare come un tamburo al pensiero di cosa può accadere.
Ma poi River sbatte le palpebre quasi fosse uscito da una trance indesiderata. Fa un respiro profondo e deglutisce con una smorfia, come se gli fosse rimasto incastrato qualcosa in gola.
?Ah ah!? mi sfugge. ?Non siamo ancora pronti a certi baci, eh?? ? un tentativo di alleggerire l’atmosfera, ma non funziona.
?Dormiamo un po’? risponde dopo un attimo, e il mio cervello ribatte con un silente ma deciso rifiuto.
Mi sento pervadere da una forte irrequietezza. Una sorta di adrenalina elettrizzante. Non ho nulla da perdere. Nel vero senso della parola. Sono una donna stanca, spersa e con il cuore a pezzi, seduta su un letto accanto all’uomo oggettivamente più sexy sulla faccia del pianeta. Un uomo che appena qualche secondo fa mi ha sfiorato il viso in un modo che non sembrava affatto mirato a far ingelosire un altro.
Mi mordo il labbro e mi avvicino a lui. ?Giusto per capire…? Alzo lo sguardo per fissarlo negli occhi. ?Quella sera, sul terrazzo del mio condominio, quando hai detto che non ero pronta a certi baci… mi chiedevo – tanto per – che cosa comporterebbe di preciso un bacio di un certo tipo…?
A River manca un attimo il fiato, in modo a malapena percepibile. I suoi occhi restano incollati ai miei. ?Non serve che tu lo sappia, Gertie. Soprattutto dopo quello che è successo con Henry.?
?Non spetterebbe a me deciderlo??
Il suo respiro si fa più veloce. Esitante, allungo una mano sul materasso e gli sfioro il mignolo con il mio. In risposta il suo sguardo si accende e le labbra hanno un fremito leggero, come se stesse facendo una fatica tremenda.
?Non fa parte del nostro accordo? mormora, abbassando un secondo lo sguardo sulle mie labbra. ?Dovrebbe essere solo una messinscena. Il piano era questo.?
Deglutisco a fatica. ?Non so… magari stiamo solo… fingendo di non fingere??
?Fingendo di non fingere? Ma per piacere.?
Ora che quest’idea si è insinuata nella mia mente so già che non mi darà pace. Mi concedo di soffermare lo sguardo sulla sua bocca. Sembra morbida e piena, un po’ pericolosa. Diversa.
?Un bacio solo? dico, stupita dalla mia sfacciataggine. ?Per distrarci da questo casino. Per, non so, tirarci su di morale. Per curiosità.?
?Per curiosità? Non è così semplice, Gertie.?
?E se invece lo fosse?? dico, riprendendo le parole che mi ha detto in auto quando l’ho rimproverato perché aveva mangiato gli snack troppo presto.
Sgrana gli occhi, stupito. Dopodiché sorride. E non è il sorriso arrogante che mi ha rivolto quella sera sul terrazzo del condominio, e nemmeno quello ammaliante che rivolge a tutti quanti né quello sarcastico che spunta quando qualcuno dice qualcosa su cui lui dissente. ? una lieve increspatura delle labbra, accompagnata da uno sprazzo caloroso nello sguardo.
Non un sorriso da cattivo.
Il contrario, anzi.
?Penso solo che…? inizio a dire, ma il resto della frase viene soffocato da un sussulto di sconcerto quando sento la mano grande e forte di River sulla nuca che mi inclina appena la testa a sinistra come se dovesse posizionarla bene. Si passa delicatamente la lingua sul labbro inferiore e si china verso di me per poi bloccarsi, i nostri nasi che si sfiorano quasi. Mi si ferma il respiro.
?Sexissima? dice con un gemito. Una tenue ruga gli increspa la fronte.
E poi d’un tratto sento sulle labbra la sua perfetta bocca scontrosa, calda, piena e vellutata, e poi la barbetta ispida e… Mamma mia. Mi schiude le labbra e le nostre lingue si incontrano, curiose, sulle prime incerte, poi di colpo avide.
Non riesco a reprimere il gemito liberatorio che mi sfugge. In risposta, il suo respiro accelera. Mi schiaccia sul cuscino, senza staccare le labbra dalle mie, la lingua che si incurva delicatamente contro la mia mentre lui mi cinge con un braccio, spalanca con decisione una mano sulla mia schiena e insinua l’altra tra i miei capelli.
Mio Dio.
River Oakley è bravo a baciare quanto a ballare, a incantare gli altri e a rispondere ai quiz letterari. Bacia così bene che per poco non mi scappa un ?wow?, ma evito perché di sicuro non sarei la prima a dirglielo ed è evidente che è consapevole dell’effetto che sortisce. Sono certa che tutte le povere brave donne della contea di Burnet potrebbero confermarlo.