Romantic hero(57)
?River?? ripete Bridget con una breve risata. ?Oakley? Hai detto che ti chiami…?
Prende il cappello da cowboy che stringe in mano la mia vicina e sbianca. Si china verso River e lo scruta in faccia, esterrefatta.
?Occhi della sfumatura esatta dei pini in inverno oscurati da nubi temporalesche? mormora, riprendendo la descrizione che ho fatto di River nel libro.
Dopodiché guarda la fibbia della cintura con una luna presa al lazzo. E poi la cicatrice sulla guancia.
?Oh, no? dice alla fine, premendosi una mano sulla fronte, gli occhi chiusi con apprensione. ?Oddio, non di nuovo.?
27
?BRIDGET? In che senso “non di nuovo”??
Bridget si alza in piedi e inizia a gironzolare per il soggiorno della signora Casablancas, senza riuscire a prendere slancio a causa della quantità esorbitante di mobili e sculture di creta artigianali che la intralciano. Si copre il viso con le mani. ?Non posso crederci. Quand’è successo pensavo fosse un caso che capita una volta in un milione di anni. E invece di nuovo? Non è possibile!?
?Di che parli, Bridget?? esclamo saltando su dal divano, confusa. ?Che cosa è già successo??
?Una scrittrice che rappresentavo è entrata in contatto con un universo parallelo!? Alza le mani in aria come se dovessi sapere di cosa sta parlando. ?E un personaggio di quell’universo parallelo ha sconfinato nella nostra dimensione!? Aggrotta le sopracciglia. ?Aspetta, Gertie… Tu cosa credevi fosse successo??
?NON LO SO!? urlo frustrata. ?Brancolo completamente nel buio, Bridget!?
?Un universo parallelo?? ripete River, gli occhi accesi da un lampo. ?L’avevo detto io che c’entravano gli universi paralleli!? Scoppia a ridere, sollevato. ?L’avevo detto! Avevo ragione! Visto? Esisto davvero, Gertie!? Per la prima volta da stamattina mi guarda in faccia. ?Esisto davvero! Te l’avevo detto!? Al che deglutisce e fa un profondo respiro incerto, stringendosi Squish al petto, come per trovare conforto.
?Tornate tutti a sedervi? dice con calma la signora Casablancas. ?Per favore, Bridget, spiegati meglio.? Apre una scatola di latta piena di biscotti. ?Tenete, mangiamoci un biscotto. Lo zucchero aiuterà a superare quello che mi pare sia stato per voi uno shock immane.?
River, a cui tremano sorprendentemente un po’ le mani, si fa subito avanti per prendere un biscotto alla crema pasticcera.
Bridget annuisce e torna a sedersi sul divano prima di selezionare un frollino con marmellata di fragole e lamponi. ?Wow.? Espira lentamente con le labbra increspate. ?River Oakley di Bedlam Creek in persona. In carne e ossa e nel mondo reale. Quando sei arrivato? Com’è andato il viaggio? Ti ricordi qualcosa del trasferimento? Presumo sia la prima volta che ti capita. Santo cielo.? Si interrompe per premere una mano sul petto. ?Perdonatemi. Sono passati vent’anni da quella volta. Non pensavo che potesse ricapitare…?
?Deve raccontarci tutto? interviene River sfregandosi la barbetta. ?Subito.?
?Okay, okay. Santo cielo. Allora, nel 2006 rappresentavo un’autrice in preda a un caso tremendo di blocco dello scrittore. Tremendo proprio. Un giorno mi ha chiamata in lacrime, sostenendo che il suo protagonista, la sua creazione – un principe danese –, era spuntato dal nulla a casa sua. Ovviamente ho pensato che fosse impazzita, ma poi l’ho incontrato ed era… molto, molto reale, e del tutto ignaro di come fosse arrivato lì. Quindi mi sono presa la briga di svolgere qualche ricerca, per capire come aiutare al meglio la mia assistita, perché – come ben sai, Gertie – nel lavoro sono molto scrupolosa. Ho passato ore a setacciare internet e sono incappata in alcuni forum. Tipo Reddit, insomma.?
?Reddit?? fa River, confuso. ?Che cos’è??
?? un forum online. Probabilmente nella tua dimensione non esiste.?
La sua dimensione. Oddio. Così si spiegherebbe perché River non aveva mai sentito parlare di Google e non ha colto subito il riferimento a Beyoncé al falò. Cazzo, è per questo che poco fa ha detto di non aver mai sentito parlare di Friends? ?Continua? la incalzo.
Bridget tasta il bracciale rigido d’argento che ha al polso, girandolo e rigirandolo come se fosse il coperchio di un barattolo da aprire. ?Insomma, quei forum pullulavano di teorie secondo le quali una piccola percentuale di romanzi nasce da un collegamento tra i loro autori e un altro universo. Un universo parallelo. Secondo queste teorie quegli scrittori in realtà non si inventano nulla, ma traspongono eventi che si svolgono realmente in un’altra dimensione.?
?“Traspongono”?? Prendo un biscotto allo zenzero dalla scatola e me lo ficco tutt’intero in bocca, nella speranza che, come ha suggerito la signora Casablancas, lo zucchero aiuti.
?Gertie, quando scrivi hai mai la sensazione che gli eventi scorrano nella tua mente come un film e tu ti stia limitando a trascriverli? Riesci a percepire la temperatura, a sentire gli odori e i rumori ambientali come se fossero veri? Le emozioni che provano i tuoi personaggi sono così intense che ti pare di provarle in prima persona? ? quello che ha detto quella scrittrice.?
? esattamente ciò che avverto quando scrivo i romanzi su Bedlam Creek, quando descrivo Cassidy. ? sempre stato così. Mi stringo il setto nasale. ?Pensavo che quelle sensazioni, quel flusso, fossero indice di una giornata particolarmente ispirata? farfuglio.
Bridget scuote la testa. ?Mi sa che invece entri in contatto con un’altra dimensione. Quell’ispirazione trascendentale si verifica quando il collegamento è più forte. Visualizzi eventi reali, percepisci emozioni reali di altre persone. A volte sono scorci sfocati, indizi vaghi e interpretazioni; altre, qualcosa di molto più vivido.?