Romantic hero(62)
River lo guarda con aria severa. ?Al mio ranch questo atteggiamento sarebbe inammissibile… Adesso siediti. Dai, Squish. Seduto!? Si china per spingere il culetto del cane verso il basso. ?Seduto!? Squish continua a ignorarlo, scodinzolando con furia per l’attenzione inaspettata. ?Fai sempre di testa tua, eh?? mormora alla fine River. ?Pensi di avere sempre ragione tu, vero??
Mi ritrovo a osservarli, un sorriso indolente mi spunta sulle labbra di fronte a quel marcantonio di un cowboy proveniente da un’altra dimensione che fatica a tenere a bada un cane minuscolo.
Quando si accorge che lo sto fissando, mi volto verso il muro come se fossi in The Blair Witch Project, terrorizzata all’idea che River possa aver pensato che stessi avendo qualche fantasia sconcia su di lui o che stessi aspettando il momento giusto per saltargli di nuovo addosso per baciarlo.
? ridicolo. Insomma, l’ho baciato solo perché in quel momento ero agitata. Per curiosità, e perché avevo un gran bisogno di svagarmi e lui è l’uomo più bello che io abbia mai visto in vita mia. E poi mi aveva appena detto che sono sexy. Ed è stata una bella sensazione. Ma non è che mi piaccia. Non proprio. Non al di là di un superficiale: ?? uno strafigo?. Non nel modo profondo e sentimentale in cui mi piace Henry. In cui amo Henry.
Henry.
L’umiliazione provata alla festa torna ad attanagliarmi il petto e chiudo gli occhi. L’immagine delle sue mani affusolate posate in fondo alla schiena di Marisol mi balena nella mente come la scena di un film erotico che non avrei mai voluto vedere. Il mio Henry. Con Marisol Keats. Mi mordo il labbro, sconcertata di provare rabbia e vergogna e di non avvertire ancora la tristezza sconfinata che avrei pensato di sentire in una situazione simile. Mmm. Magari è un meccanismo di repressione delle emozioni? Come quando il corpo e il cervello centellinano gli effetti di un trauma per consentirti di sopportare il dolore. Magari domani la tristezza e la gelosia si uniranno alla rabbia e all’umiliazione e daranno una bella festicciola penosa nella mia testa.
Avverto la presenza di River al mio fianco. Lo guardo di sottecchi. Scruta intensamente il muro. ?Che fai?? mi domanda.
Scrollo le spalle. ?Contemplo, ehm, contemplo il muro? rispondo come un’ebete.
Annuisce lentamente. ?Be’, per quanto sia un bellissimo muro – sul serio – e io sia molto felice di essere giunto in questa dimensione per vederlo… credo che sia ora di tornare a casa.? Solleva la borsa con i libri che stringe in mano. ?Io e te abbiamo parecchio da fare.?
*
Non intendevo crollare mezz’ora dopo essere rincasati, ma sono mentalmente così esausta che arrivo appena a finire un solo capitolo dei libri che ci ha dato Aled e nel tardo pomeriggio mi addormento. Mi rianimo quando sento un lieve sfrigolare e dall’angolo cucina giunge un profumino delizioso. Infilo gli occhiali, mi siedo sul letto e vedo River, i capelli bagnati e dei vestiti puliti addosso, che balla in giro per la cucina senza musica. Sta canticchiando? Lo osservo un secondo prendere un cucchiaio di legno dal portautensili in ceramica sul ripiano e sventolarlo sopra la padella, chinandosi di tanto in tanto per dare a Squish, che lo osserva rapito, un pezzettino di formaggio. Un secondo… Avevo il frigo vuoto. ? da un mese che mangio soltanto piatti di carne da asporto. ? andato a fare la spesa?
Quando si accorge che mi sono svegliata, River si illumina.
?Squish mi ha suggerito di fregarti la carta di credito per avventurarci al supermercato. Gli ho detto che non ti avrebbe fatto piacere, ma non c’è stato verso: è testardo come un mulo. Ti restituirei i soldi, ma a meno che tu non sappia fare bonifici tra una dimensione e l’altra, mi sa che la cena è a spese tue.?
?Non si può entrare al supermercato con il cane. Non ti hanno sgridato??
?Nessuno ha detto niente? risponde agitando il cucchiaio. ?Anzi, una cassiera mi ha chiesto se poteva farci una foto da postare sulla sua bacheca di Pinterest, qualsiasi cosa sia.?
Alzo gli occhi al cielo. E ti pareva.
Scendo dal letto, cosa che scatena in Squish un’euforia incontenibile: si mette a girare in tondo, zampettando sul parquet come uno di quei peluche a batteria.
?Che buon profumo? commento, alzando lo sguardo verso il soffitto nel sentire la pioggia che picchietta sul tetto. ?Cosa bolle in pentola?? Mi avvicino ai fornelli e vedo una padella piena di peperoni rossi leggermente carbonizzati. Nel frattempo, River mi sfiora con un braccio scoperto e abbiamo entrambi un soprassalto. Faccio un passo enorme per scostarmi a sinistra. River dà un colpetto di tosse.
?Semplici tacos alle verdure? risponde, dando una rimestata. ?Come ti ho detto, a casa non cucino mai. Non ho tempo. Però ho trovato questo.? Dà una piccola pacca a un ricettario di Josie aperto sul bancone, le pagine chiazzate di sugo e piene di annotazioni ai margini scritte a mano da lei. I tacos alle verdure erano uno dei suoi piatti forti.
Devo aver fatto una faccia strana, perché lui mi domanda: ?Vanno bene?? Indica gli appunti. ?Ho pensato che se li hai già preparati ti piacciono di sicuro.?
Faccio un respiro profondo. ?Vanno benissimo. Apparecchio la tavola.? Prendo le posate e i tovaglioli dai cassetti. River accende una delle candele a stelo color panna che in genere tengo solo per bellezza e poi, dopo aver tirato fuori dal frigo una bottiglia ghiacciata di Sancerre, versa a entrambi un calice. ?Niente whisky??
?Sto cercando di incivilirmi.?
?Non ti si addice.?
Porta i piatti a tavola e li posa con cura. Mi accomodo, sollevo il calice e poi mi blocco. ?In realtà non saprei a cosa brindare. ? stato tutto… un po’ una merda, no? Proprio una giornata tremenda.?