Romantic hero(66)



Sorretto dal tubo galleggiante, River scalcia per solcare le acque dello stagno di Hampstead Heath. Siamo arrivati da appena venti minuti, ma abbiamo attirato un bel pubblico. Avrei dovuto rifletterci meglio. Avrei dovuto immaginare che un bonazzo – un uomo talmente dell’altro mondo da mozzare il fiato – che sguazza in giro per lo stagno aggrappato a un galleggiante rosa shocking avrebbe dato nell’occhio.

?? mortificante? brontola lui mentre gli nuoto accanto, esaurendo tutte le energie per accordarmi alla velocità a cui si muove naturalmente in acqua.

Dietro sua insistenza ci siamo tenuti nel punto in cui l’acqua è bassa e, quando all’improvviso River si alza in piedi, mi pare proprio che gli altri bagnanti e spettatori che ci osservano dalle varie sdraio nelle vicinanze scoppino in un unanime verso di meraviglia. Com’è possibile che si sia adunata una folla simile in così poco tempo? Chissà se hanno iniziato a scrivere agli amici: Devi venire a vedere!

River sbuffa. ?In questo momento mi sento proprio un impedito.?

?Ti va di provare senza il galleggiante??

?Non credo di essere ancora pronto.?

?Sì, invece. Hai già capito praticamente tutto. Hai gambe perfette.?

?Davvero?? domanda serissimo.

?Intendevo dal punto di vista tecnico? mi correggo, ma la voce mi esce stridula, perché è vero che ha gambe perfette. Perfette come quelle di un eroe romantico. Cosce muscolose e scolpite, polpacci forti e torniti, pelle dorata che luccica. Che luccica nel vero senso della parola. Non fissarla. NON fissare la pelle dorata che luccica, Gertie, pervertita che non sei altro. Accidenti, che vergogna. Promemoria per il futuro: se si vuole provare a soffocare un improvviso e dilagante desiderio sessuale è meglio non chiedere all’oggetto di tale desiderio di indossare solo un paio di pantaloncini e di sgambettare in uno stagno in una splendida giornata estiva. Sì, ormai sono ben consapevole che ciò che provo per quest’uomo non è unicamente riconducibile a una banale attrazione chimica, ciò non toglie però che questa banale attrazione chimica sia comunque violenta.

Concentrati, Gertie.

Cerco di assumere un tono più professionale. Batto le mani come immagino farebbe una vera istruttrice di nuoto. ?Bene!? cinguetto. ?Forza! Muovi le braccia così.? Eseguo il movimento delle bracciate a rana. ?L’obiettivo è semplicemente restare a galla.?

?Non sono sicuro di potercela fare.?

?Sono qui. Non vado da nessuna parte.?

Si sfrega una mano sulla nuca, l’insicurezza dipinta sul viso. ? un’espressione talmente umana che mi domando come io abbia potuto avere dubbi sul fatto che River sia reale.

Prendo il galleggiante e lo butto a riva.

?Ci sono io, River, giuro. Se può farti sentire meglio, questa cosa mi sta già aiutando tantissimo! Da stamattina non ho praticamente mai pensato a Henry, e a dire la verità è un enorme sollievo.?

?Sono pronto? dice d’un tratto.

?Splendido! Okay!? Eseguo un’altra volta il movimento a rana per avvicinarmi a lui, ma con mio grande disappunto metto i piedi su un tratto limaccioso del fondale e incespico in avanti. ?Oooh!?

?Occhio!? urla River mentre scivolo e gli finisco praticamente addosso, sollevando uno schizzo poderoso che annaffia entrambi.

Mentre cerco di riprendere l’equilibrio metto male un piede e River protende le braccia muscolose per afferrarmi prima che io finisca sott’acqua.

?Tutto bene?? domanda, aggrappandosi a me per tenermi ferma. Ha la voce leggermente venata di preoccupazione, ma gli occhi… all’improvviso mi guardano intensamente come l’ultima mattina a Little Crumpet.

Abbasso lo sguardo e mi accorgo che ho il seno premuto contro il suo petto, e tutto il mio corpo aderisce al suo. Le mie mani sono posate sulle sue braccia, le sue mani sui miei fianchi. Ha il viso imperlato di goccioline che luccicano come piccoli cristalli sulle ciglia e sulle labbra. Osserviamo entrambi un rivolo d’acqua scorrermi sul seno e insinuarsi sotto il costume da bagno.

?Io…? Non mi stacco. Dovrei. Dovrei assolutamente farlo. Ma non mi va proprio per niente. E sembra che nemmeno lui lo voglia. Mi ritrovo a stringerlo ancora di più, e non riesco a reprimere il sospiro di stupore che mi scappa nel sentirlo fremere nei pantaloncini.

Socchiude gli occhi. ?Gertie…?

In quel momento risuona un fischio talmente assordante che ci stacchiamo con un balzo.

?Niente contatti ravvicinati in acqua!? grida al megafono il bagnino. ?Ripeto: niente contatti ravvicinati in acqua!?

?Oh, cavolo? farfuglio, felice dell’intervento assolutamente giustificato, e al contempo augurando al bagnino di dormire malissimo per il resto dei suoi giorni, porca miseria.

River si gira e si immerge più in profondità.

Mi schiarisco la voce. ?Continuiamo?? domando, seguendolo, vibrando da capo a piedi.

?Comandi tu, Gertie.? Guido River sott’acqua, tenendolo mentre inizia a sguazzare timidamente. Dopo qualche secondo però non ha più bisogno del mio aiuto e, di punto in bianco, si allontana nuotando a tutta velocità. Si accorge che non lo tengo più solo quando la folla inizia a esultare. Sentendo le urla ha un attimo di esitazione e si rialza.

?Ce l’hai fatta!? gioisco, ridendo e battendo le mani insieme alla folla di spettatori. ?Hai nuotato!?

Sgrana gli occhi. ?Non mi stavi tenendo??

?No! Ci ho provato, ma non riuscivo a starti dietro. Sei un talento naturale. Guarda! Stanno applaudendo tutti!?

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