Romantic hero(69)
Senza dire una parola, River scivola lungo la panchina e mi attira a sé, stringendomi forte, una mano posata con fermezza sulle spalle, l’altra che mi regge delicatamente la nuca.
?Checosastaifacendo?? farfuglio, la bocca schiacciata contro il suo petto.
?Una pressione decisa aiuta a far passare gli attacchi di panico? mi spiega. ?Continua a respirare.?
Attacchi di panico?
?Non sto morendo?? domando con voce strozzata.
?No? risponde, e il suono profondo e rassicurante della sua voce riverbera dentro di me. ?Sei al sicuro. Con me sei al sicuro. Respira e basta. Sono qui.?
Mi stringe così forte che sento i battiti del suo cuore, lenti e regolari. Lo uso come metronomo per accordare il respiro al suo ritmo. Le spalle si distendono e la costrizione alla gola si allenta. Qualche secondo dopo il mio cuore torna a battere normalmente.
A mano a mano che il panico svanisce, inspiro a fondo e mi ritrovo a chiedermi come sia possibile che la maglia di River emani un profumo così sexy nonostante lavi i vestiti con il mio banale detersivo per cotone.
Probabilmente si è accorto che ho dato un’annusata, perché smette di stringermi e si appoggia allo schienale della panchina. ?Va meglio?? mi chiede, accarezzandomi un braccio.
?Meglio, sì? rispondo con un cenno. ?Come fai a conoscere questa tecnica della pressione??
?L’esperta di comportamento animale Temple Gradin ha scoperto che stringendo con forza in una macchina degli abbracci i bovini, gli animali si calmano prima che vengano maneggiati e portati al macello. Ha scoperto che funziona anche con gli esseri umani.?
?Nel tuo universo macellate anche gli esseri umani??
Scoppia a ridere così forte che ho un sussulto. ?Ma figurati. Se fosse così i tuoi libri su Bedlam sarebbero di tutt’altro genere.?
?Avevo capito? dico arrossendo, perché per un istante non lo avevo capito affatto.
Dopo qualche altro secondo di silenzio, River si china sulla panchina, appoggiando le braccia sulle ginocchia. ?Sai, quando mia madre è mancata, non mi sono presentato al funerale.? Deglutisce con una smorfia di dolore. ?Sono andato in un bar. Mi sono preso una sbronza colossale. Mio padre mi ha detto che mia madre sarebbe rimasta molto male del mio comportamento, soprattutto perché è morta per colpa dell’alcol. Mi ha detto che avevo gettato il disonore sulla famiglia Oakley. Ma sapevo che non era vero. Sapevo che la cosa a cui teneva di più mia madre era la mia felicità. Certo, mi avrebbe rimproverato perché mi ero ubriacato e non ero andato al suo funerale, ma avrebbe capito. Avrebbe capito che era l’unico modo che avevo per gestire il dolore in quel momento. Non ho avuto la fortuna di conoscere Josie, ma dal modo in cui parli di lei, dalle storie che mi hai raccontato, ho l’impressione che avrebbe capito perché non ti sei ancora recata sulla sua tomba. E forse ti avrebbe fatto un cazziatone, ma alla fin fine avrebbe solo voluto che tu stessi bene e fossi felice. In qualunque modo funzioni per te. Non per lei. Non per i tuoi genitori. E non per Henry. Per te e basta.?
Annuisco lentamente. ?? vero che voleva vedermi felice. Al limite della prepotenza, a dirla tutta.? Scoppio in una lieve risata. ?Ogni volta che ordinavamo la pizza mi chiedeva come la volevo. E io rispondendo sempre: “Quello che preferisci, per me è uguale”. Dio, quanto le dava sui nervi. Diceva: “Ma cosa vuoi davvero, Gertie? Se non scegli un gusto, prendo una pizza al tonno con doppio tonno”.? Mi volto verso River. ?A me il tonno fa schifo.?
?Quindi che cosa vuoi fare adesso?? mi domanda, gli occhi verdi imploranti. ?Se vuoi andare via, è giusto andare via. Ci verrà in mente qualcos’altro.?
?Voglio parlare con mia sorella? dico con un respiro tremolante. ?Solo che non sono sicura di averne il coraggio.?
River si alza e mi porge le grandi mani callose. ?Io invece so che ce l’hai, Gertie. Ma il caso vuole che io ne abbia una riserva extra, quindi se vuoi te ne presto un po’. Insomma, giusto un piccolo rinforzo.?
Gli prendo la mano.
In ginocchio sul terreno arido ai piedi della tomba, passo un pollice sulla J incisa sul marmo bianco.
?E stando a quello che ho letto su Facebook, la zia Mags è ancora in guerra con la vicina per ottenere il permesso di costruire la serra per gli aranci. In effetti, mi sa che sotto sotto questi drammi la divertono. L’indignazione legittima è una droga potentissima. Ah, e finalmente ho visto Con Air! Avevi ragione… è un classico intramontabile. Non so perché continuavo a rimandare. Però non sono d’accordo sul fatto che Sean Connery sia figo. Mi spiace, ma no. Ha una voce stranissima. Cos’altro posso dirti? Avrei così tante cose da raccontarti!?
Mi tolgo gli occhiali da sole e li appoggio sull’erba. Lancio un’occhiata a River al capo opposto del cimitero. Si ferma davanti a ogni lapide per leggere le iscrizioni. Ormai sono seduta davanti alla tomba di Josie da mezz’ora. Il sole picchia così forte che mi scotta la testa.
Premo le mani sul terreno inaridito e caldo ai piedi della lapide.
?Scusami? dico alla fine in un sol fiato. ?Scusa se ti ho detto che eri una stronza autocompiaciuta. Quel giorno mi avevi proprio fatto incazzare. E anche se è vero che a volte – diciamoci la verità – eri un po’ una stronza, non ti sei mai compiaciuta di te stessa. E deve averti richiesto un’enorme dose di autocontrollo, considerando che eri la persona migliore sulla faccia della Terra.? Strappo un filo d’erba e lo rigiro tra il pollice e l’indice per appallottolarlo. ?Scusa se abbiamo litigato. Scusa se non ti ho fermata per impedirti di salire in macchina quand’eri arrabbiata e avevi la testa altrove. Scusa se ci ho messo così tanto a venire qui. Scusami… tanto.?