Romantic hero(73)



Lo sguardo di River si perde un attimo nel vuoto, assorto; sul viso ha un’espressione indecifrabile. ?? meglio che ti lasci in pace? dice, quasi fosse uscito da un sogno a occhi aperti, per poi infilare nella borsa di tela i libri da riportare in biblioteca. ?In bocca al lupo. Ce la puoi fare.?

?Grazie! Salutami Aled, ok? Ah, e divertiti con Squish.? Al pensiero che la signora Casablancas sia riuscita a obbligare quel cattivone di River Oakley a portare a spasso due volte al giorno il suo cane monello per darsi alla pazza gioia con Desmond in santa pace mi viene da ridere.

Quando River mi dà una scrollata di incoraggiamento alla spalla, devo ricorrere a tutto il mio autocontrollo per evitare di prendergli la mano e baciargli la pelle morbida sul polso. Pensavo che non appena fosse tornata Cassidy, lei e gli altri personaggi mi avrebbero assorbita completamente e distratta dal pensiero ormai quasi costante di come sarebbe baciare di nuovo River. Di andare oltre un bacio. Invece no, purtroppo. Nonostante io la senta con chiarezza e riesca a trascrivere la storia a gran velocità, continuo a pensare a lui. Ogni singolo secondo in cui non sto scrivendo, le domande saltano fuori, ballano, fanno gesti teatrali, urlandomi di trovare le risposte. E poi, quando inizio a riflettere sulle risposte, sento caldo. Divento tutta un bollore. Non mi capita spesso di eccitarmi così dal nulla, e devo servirmi di tutte le strategie apprese per interpretare l’assassina del musical Chicago durante il laboratorio estivo di teatro per evitare che queste fantasie sconce su River mi si leggano in faccia. E mi ci vuole ancora più autocontrollo per evitare di leccargli la guancia come fa Squish.

Non appena chiude la porta di casa, riporto a fatica gli occhi sul manoscritto, con il petto che si stringe un po’ per il senso di colpa. Perché quello che non gli ho detto è che durante la sua assenza Cassidy ha preso in mano le redini del ranch. E non solo: sta facendo un ottimo lavoro, come ho sempre immaginato. Per un certo periodo era sembrato che i dipendenti del ranch avrebbero unito le forze per levarsela di torno, perché, nonostante sia la seconda azionista del ranch, non aveva alcuna esperienza nel settore. Una sera si sono riuniti in un locale per cercare di capire cosa avrebbe voluto River. Ma quando si sono resi conto di quant’è forte e intelligente Cassidy, e che aveva intenzione di sporcarsi le mani insieme a loro quanto River, sono arrivati alla conclusione che era la persona giusta per tenere a galla l’azienda. E a poco a poco hanno iniziato ad aprirsi. E ora che River è sparito, pare che lei stia meditando di sfruttare la sua eredità per presenziare all’asta e acquistare il terreno dietro il ranch Oakley per sé.

So benissimo che River dovrebbe esserne messo a conoscenza. Il ranch Oakley è la sua attività, il lavoro a cui ha consacrato la sua vita, e lui ha già dei progetti per quel terreno. Ma so anche che se gli dicessi cos’è successo passerebbe tutto il tempo qui a preoccuparsi senza poter comunque intervenire. E la verità è che al momento è più importante che io termini questo libro che essere sincera al cento per cento con lui. Se gli raccontassi che intenzioni ha Cassidy, la sua reazione potrebbe compromettere i miei passi avanti. E se non ne faccio, le possibilità che lui torni a casa si ridurrebbero drasticamente. Per la prima volta da anni, ho deciso di seguire l’istinto.

Nelle ore seguenti resto incollata al pc, con i tappi nelle orecchie, e scrivo. ? strano sapere che gli eventi che si svolgono a Bedlam sono reali o vicini alla realtà, quantomeno dal punto di vista di Cassidy, ma questa consapevolezza non mi blocca come avrei pensato. Mi rilassa, anzi, quasi che mi stessi limitando a guardare un programma televisivo da trascrivere. Sì, forse sto trasponendo qualcosa che sta succedendo realmente in un universo parallelo, ma il modo in cui lo traspongo, quello che scelgo di inserire, i termini che decido di impiegare, il punto di vista da cui filtro gli eventi… dipendono da me. E sono brava.

Non mi capacito ancora che in tutti questi anni sono stata magicamente, assurdamente e meravigliosamente in comunicazione con un’autentica Cassidy Oakley attraverso il tempo e lo spazio, e ho raccontato gli accadimenti del suo mondo e della sua vita. Com’è possibile che sia vero? E com’è possibile che questa fortuna sia capitata proprio a me?

Le dita scivolano sulla tastiera, la curiosità mi sospinge di capitolo in capitolo. Frase dopo frase, lascio che la storia scorra sullo schermo e ringrazio la mia buona stella per avermi permesso di tornare a scrivere.

Quanto mi era mancato, cazzo.


Quando la sera River torna a casa, con Squish che gli zampetta alle costole, mi brontola la pancia, ho le braccia indolenzite e i crampi alle dita, ma ho buttato giù molte più cartelle di quelle che immaginavo. Saluto River con una mano e con orrore mi accorgo che ha un taglietto sulla mascella, contornato da un livido che sta diventando scuro. Ha i jeans strappati su un ginocchio e si intravede una brutta sbucciatura sanguinolenta.

Mi precipito da lui, accantonando subito qualsiasi pensiero sui brontolii allo stomaco e sui dolori alle dita. ?Cazzo, River!?

?Sto bene? dice lui, buttando sul divano la borsa di tela stracolma di libri.

?Stai sanguinando!? grido prima di afferrarlo per mano e trascinarlo in bagno, mentre Squish ci insegue trotterellando incuriosito. ?Che cos’è successo??

?Squish si è liberato dal guinzaglio e si è messo a correre verso la strada. Sono riuscito a prenderlo, ma mentre cercavo di portarlo al parco non mi sono accorto che davanti a me c’era una buca enorme.? Assume un’aria quanto mai grave. ?Per poco non l’ho schiacciato con la caduta.?

Kirsty Greenwood's Books