Romantic hero(78)
River mi sorride, gli occhi spalancati pieni di una meraviglia che senz’altro rispecchia anche la mia. Reprime una lieve risata di sconcerto. ?Hai presente quando hai detto “una volta sola”??
?Ah, ho mentito spudoratamente? rispondo premendo il viso sul suo collo per strusciarmi come una gatta e accarezzargli delicatamente la schiena possente. Mi ritraggo. ?Hai presente quando hai detto “solo per curiosità”??
Gli brillano gli occhi. ?Ho paura che la mia curiosità sia stata solo solleticata.?
?Anche la mia.? Appoggio la fronte alla sua. ?Mi sa che urgono degli approfondimenti.?
Mi avvolge tra le braccia e mi stringe fortissimo in quello che probabilmente è l’abbraccio più bello e caloroso che io abbia mai ricevuto. ?Speravo che lo dicessi.?
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?SONO Mike Hannigan?? domanda River quando qualche ora dopo terminiamo il quiz ?Quale personaggio di Friends sei?? tra un episodio e l’altro della serie, dei biscotti e una pausa in cui River mi fa vedere le stelle usando solo la lingua. ?Chi è Mike Hannigan??
?Entra in scena solo nell’ultima stagione. Si sposa con Phoebe.?
?Dici che è un risultato corretto?? Sistema il cuscino sotto la testa e mi solleva le gambe per appoggiarle sopra le sue.
Faccio una smorfia. ?Credo di sì. Ho sempre avuto un debole per lui.? Schiaccio un tasto del portatile. ?Qui dice che io sono Phoebe, ma secondo me somiglio più a Monica. Non sono tanto sicura che sia un test affidabile.?
?Oh, secondo me sei Rachel? commenta River, e, diciamocelo, è quello che vorrebbe sentirsi dire qualsiasi ragazza.
Spengo il pc, mi giro su un fianco per guardarlo in faccia, piego il braccio e appoggio la testa sulla mano. ?Mi stavo chiedendo… che cosa ti manca di più di casa tua? Cioè, qual è la cosa che non vedi proprio l’ora di fare appena tornerai??
Lui arriccia il naso, assorto. ?Stranamente ho meno nostalgia di quanto avrei pensato. Quello che mi manca sono i miei cavalli. Mi manca stare con loro, portarli fuori appena posso. Il lavoro quotidiano invece non mi manca affatto, sai. Prima di arrivare qui ero esaurito. Ma non mi rendevo conto di quanto.?
Mi metto seduta. ?Quindi, poniamo che non avessi il ranch: che cosa ti piacerebbe fare??
?Mi piacerebbe aprire un maneggio? risponde subito, il viso che si schiude in un sorriso rilassato mentre si attorciglia una ciocca dei miei capelli alle dita. ?Era quello che faceva mia madre. Insegnava equitazione. ? grazie a lei che ho imparato ad andare a cavallo.?
?Che figata.?
Mi sorride e appoggia la testa su una mano. ?Era un’ottima istruttrice, la migliore della contea, almeno, fino a quando… Sai che era riuscita a tenere duro per un anno, dopo il tradimento di papà? Ma quando ha scoperto che l’amante era incinta… è lì che ha iniziato a bere. E poi ha smesso di insegnare.?
?Mi dispiace molto.? Gli prendo una mano e la stringo a lungo. ?Per quel che vale, secondo me saresti un ottimo istruttore di equitazione.?
?Dici??
?Altroché. Il piglio da maestrino non ti manca. E nonostante l’Operazione pallone gonfiato non sia andata a buon fine, sei stato un ottimo insegnante.?
Gli sorridono gli occhi. ?Ooh, finalmente hai detto “Operazione pallone gonfiato”!?
?Mi sa che è la definizione più corretta. Ehi.? Mi drizzo. ?Magari quando torni a casa potresti cercare un modo per apportare qualche piccolo cambiamento. Per delegare qualche mansione al ranch quando…?
Si irrigidisce. ?Non è fattibile.?
Lo guardo perplessa. ?Lo escludi nel modo più categorico? Non vuoi neanche prenderlo in considerazione? Che mi dici di Cassidy? Potrebbe darti una mano per alleggerirti di qualche responsabilità. Insomma, secondo me se parlaste e vi veniste incontro, potreste…?
?Non credo proprio.?
Sbuffo. ?Allora che cosa intendi fare? Rinunciare per sempre a quello che desideri davvero? A insegnare equitazione? Vuoi gestire il ranch a vita, anche se non è quello che ti piace fare? Perché? Perché lo hai promesso a una persona che maltrattava sia te sia tua madre? Perché credi di valere qualcosa solo se porti avanti la baracca tu? Perché sei… testardo come un mulo costipato??
?Per tutti i motivi che hai detto.? Mi guarda negli occhi. ?Non so, Gertie. ? complicato.? Gli sfugge un lungo sospiro. ?Magari in un’altra vita…?
?Già…? Riappoggio la testa sul cuscino. ?Magari in un’altra vita.?
Dopo una pausa per cenare in cui proviamo invano a mangiare dei toast al formaggio senza baciarci e palparci ogni trenta secondi, dico a River che finalmente ho capito il senso della fase ?scopare sul ciglio della strada?.
Di ritorno a letto, lui tira fuori gli ultimi libri che ha preso in biblioteca, mentre io continuo a scrivere: la storia di Cassidy si sviluppa a una tale velocità che le mie dita faticano a tenere il ritmo.
Per qualche ora leggiamo e scriviamo in un piacevole silenzio, interrompendoci di quando in quando per baciarci, ridere, spizzicare qualcosa o anche solo per guardarci come se stentassimo a credere che stia succedendo davvero.
?Mmm? fa lui leggendo un volumone con la copertina rigida intitolato La trama della realtà. ?Qui è scritto che gli alberi, le grotte, le pietre e le cascate potrebbero essere portali per accedere ad altre dimensioni. E la cosa mi manda in bestia, perché in questo, invece…? Ne prende un altro intitolato Cosmo e meccanica quantistica. ?…è scritto che gli unici canali di collegamento tra universi paralleli sono i buchi neri. Così confondono le idee. Ogni libro espone una teoria diversa.?