Romantic hero(77)



?Più veloce? sussurro impaziente. ?Più forte.?

Obbedisce, facendo guizzare la lingua a ogni leccata sempre più rapida.

Si stacca un attimo. ?Bellissima, cazzo? ripete. ?Davvero.?

Al che, un secondo prima che glielo chieda io, mi penetra con le dita, gli occhi fissi su di me.

?Sì? dico. ?Così. Oddio, così, sì.?

?Sì?? Infila e sfila le dita in un lento movimento seducente.

?Sì. Sì.?

Annuisce lentamente mentre mi osserva contorcermi, i jeans gonfi, il torso ad alta definizione. Al che sorride. ? un sorriso caloroso, aperto e assolutamente presente.

?Gertie? geme, la voce così bassa, così calda e carica di desiderio puro che scoppio a ridere. I miei piedi si contraggono al ritmo delle sue dita. Le sue dita si muovono al ritmo del mio cuore.

?Oddio? mugolo. ?Oddio, cazzo.?

E poi succede. Parto per chissà dove. Mi allontano da questo mondo, dalla mia camera, ma sono sempre con River, lui che mi osserva voglioso, io che lo osservo entrare e uscire, come un virtuoso che suona uno strumento musicale.

?Gertie? ripete. ?Piccola.?

Avverto una tensione alla pancia e mi contraggo da capo a piedi, un calore incandescente pervade ogni mia cellula.

Porto le mani tremanti alla fibbia della sua cintura, la sgancio e sbottono la patta. Incapace di contenersi oltre, River si toglie i jeans. Quando lo vedo rimango senza parole. ? magnifico. Grosso, duro, sicuro, sensuale e… bellissimo.

Credo che il mio corpo non abbia mai desiderato qualcosa così tanto in vita sua. Lo voglio. Voglio lui. Ne ho bisogno. ? una sensazione inedita. Mi sento audace e spregiudicata, ma in un certo senso completamente e assolutamente me stessa.

River si sposta per addossarsi alla testiera del letto e mettere me a cavalcioni sopra di lui. Mi afferra per i fianchi e inizia a strusciarsi il mio bacino contro la sua erezione, ma non mi basta. Non voglio attendere oltre. Mi posiziono sopra di lui, il martellio del cuore che si diffonde in tutto il mio corpo.

?Buona? mi ordina. ?Abbiamo tutta la notte.?

Scuoto la testa. ?Lo voglio adesso. Voglio te adesso.?

Schiude le labbra in un sorriso e gli sfugge un lieve gemito di desiderio. ?Be’, allora prenditi tutto ciò di cui hai bisogno, Gertie.?

E così faccio. Mi abbasso sull’asta, centimetro squisito dopo centimetro squisito. Oh, mio Dio. Inizio a muovermi, sulle prime timidamente per abituarmi alle sue dimensioni. E poi, mentre le sue mani tracciano un sentiero sul mio seno, accelero un po’ per raggiungere il ritmo che desidero. Quando il membro affonda del tutto, colmandomi in un modo che fino a questo istante non avrei mai pensato possibile, sospiro.

?Cazzo? farfuglia River sfregando un pollice sul mio capezzolo e lasciandomi un succhiotto sul collo. ?Sei pazzesca. Lo sapevo.?

?Credo che potremmo essere un’ottima accoppiata, sai? dico ansante mentre lui torna ad appoggiarsi alla testiera per osservare le mie movenze, le pupille enormi e lucide come se fosse drogato.

Al che ci guardiamo e sorridiamo come se stessimo condividendo un segreto. Non avevo mai provato sensazioni simili durante il sesso: in un certo senso mi sento completamente a mio agio, profondamente in sintonia con lui. E a giudicare dalle sue reazioni, dall’aria sconcertata che ha dipinta sul viso, nemmeno lui deve aver mai provato qualcosa del genere.

Si drizza, afferrandomi per il sedere, e mi solleva. A quel distacco fugace vorrei urlare.

?Dai? mugolo, mentre ruota con indolenza le dita sulla mia intimità con sguardo provocatorio. ?Adesso.?

River cambia angolazione con i fianchi e affonda, e io mi sciolgo. Mi sciolgo completamente.

?Oddio, così? sussurro con l’affanno, lasciando a lui le redini. ?Proprio così.?

?Sei una cosa dell’altro mondo, gufetta? fa con voce graffiante, toccandomi dappertutto come se stesse tenendo un concerto al pianoforte, con il fiato corto, i denti che mi sfiorano le labbra, la lingua e la barbetta che sfregano con delicatezza sulla parte più sensibile del mio collo. Spingo le dita tra i suoi morbidi capelli ondulati. Quando acceleriamo reclino la testa all’indietro. Siamo un intrico perfetto di braccia, gambe, bocche, velluto, seta, calore, ansimi, gemiti, sfregamenti e…

?Sì!? grido, in un verso gutturale che parte dalla pancia, e una scossa di autentico piacere mi attraversa le braccia e le gambe.

River emette un gemito e si contrae tutto, stringendomi fortissimo a sé mentre dondoliamo e ci pieghiamo l’uno sull’altra sempre più velocemente, persi in un mondo tutto nostro.

Come? Com’è possibile provare queste sensazioni? Non mi capacito. River inizia a ruotare le dita con movimenti rapidi e precisi, esattamente nel punto che desidero.

?Sì, River!? mugolo, mentre il piacere che mi assale si acuisce e si intensifica.

?Sono qui con te, Gertie.? Nella foga mi morde una spalla. ?Sono qui. Sì.?

Veniamo entrambi, a pochi secondi di distanza l’uno dall’altra, la sua asta che pulsa dentro di me, il mio corpo scosso da un riverbero di sensazioni. Sento un rumore, una specie di urlo gutturale e giubilante, e ci metto un attimo a rendermi conto che proviene da me. Quando riapro adagio gli occhi, vedo che River mi osserva, spompato. Un sorrisetto gli increspa le labbra.

Cavolo.

Cavolo.

Ci mettiamo qualche minuto a riprendere fiato perché per qualche ragione d’un tratto nessuno dei due riesce a smettere di ridere. Come due amici che hanno appena scoperto di aver vinto alla lotteria. Come due ragazzini che hanno scovato il nascondiglio per gli alcolici del vicino di casa e si pregustano il divertimento proibito che seguirà. Come due estranei provenienti da due dimensioni diverse che scoprono di essere molto, molto compatibili a letto.

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