Romantic hero(79)
Abbasso lo schermo del portatile. ?Anche se leggessimo ogni singolo libro che sia mai stato stampato, non potremo mai sapere per certo che cosa è successo, come funziona. Per il momento dobbiamo accontentarci delle evidenze migliori a disposizione in questo mondo. I libri, certo, ma anche le teorie dei forum, quello che ci ha raccontato Bridget sulla sua assistita. Giuro che farò il possibile per terminare il libro e riportarti a casa. Se è già successo una volta, può succedere di nuovo.?
?Lo so? borbotta, sprimacciando il cuscino dietro la schiena. ?Mi dispiace solo che tutto lo stress ricada su di te. Vorrei poter avere un briciolo di controllo sulla situazione… Ehi, senti questa: “Qualsiasi transizione quantistica che si verifica in una stella, in una galassia, in un angolo remoto dell’universo scompone il luogo in cui viviamo sulla Terra in una miriade di copie di sé stesso”.?
?Una miriade?? ripeto. ?Cavolo. Quindi da qualche parte potrebbero esistere altre versioni di noi? Oddio, e se in un altro universo ci fosse un’altra autrice che sta scrivendo la nostra storia? Che sta trasponendo noi? Se ci fosse un universo nel quale i miei capelli non si increspano al primo accenno di umidità? Oppure uno in cui io so esattamente come dire di no alle persone senza logorarmi di sensi di colpa per aver messo un paletto??
River scoppia in una lieve risata. ?Mi piace.? Si gratta il mento. ?Mi piace l’idea che da qualche parte nell’etere ci siano altre versioni di me. Che prendono altre decisioni. Nel bene e nel male. Che vanno in direzioni diverse, pur partendo dalla stessa origine. ? come se a un essere umano non bastasse una sola vita per vivere ogni esperienza possibile e quindi l’universo fosse disposto a moltiplicarsi per accordargliele. Non so. ? un concetto rassicurante. Mi piace.?
?Piace anche a me? rispondo, appoggiando la testa sulla sua spalla. ?Ma al solo pensiero mi viene l’anemoia.?
?Cosa sarebbe??
?Deriva dal greco. Significa avere nostalgia di un’epoca mai conosciuta, di una vita mai vissuta. O di varie vite, in questo caso.?
?Anemoia. Okay.?
River chiude il libro e mi stampa un bacio sulla punta del naso. ?Be’, se io e te esistiamo in vari universi, spero che in tutti quanti stiamo insieme e ci divertiamo come ci stiamo divertendo adesso.?
Rimango di sasso davanti a una dichiarazione così tenera e insolita per un uomo affatto sentimentale. Mi metto seduta e lo guardo, perplessa.
Al che lui sbatte le palpebre, come se solo ora cominciasse a metabolizzare la portata delle sue parole. Si passa una mano sulla barba e ride, le orecchie arrossiscono un po’. ?Scopando? si corregge subito. ?Volevo dire che spero che le altre versioni di noi nei vari universi scopino.?
?Oh, ci scommetto? rispondo con un sorriso, districandomi dal groviglio di lenzuola per mettermi a cavalcioni su di lui. Gli getto le braccia al collo e mi chino per sussurrargli all’orecchio: ?E scommetto che anche loro sono un’ottima accoppiata?.
Nei giorni successivi, io e River stabiliamo velocemente una routine improbabile quanto meravigliosa. Iniziamo la giornata con il sesso, partendo dal ragionamento che, siccome abbiamo a disposizione un tempo limitato per goderci la reciproca compagnia, è meglio battere il ferro finché è caldo. A volte il sesso è lento e ponderato, altre è al limite del selvaggio, ma di volta in volta mi sento più audace, allegra e felice. Non pensavo che il sesso avesse questo potere. Dopodiché River prepara un caffè nero per sé e una tazza di tè per me. Il tè è sempre imbevibile, e devo puntualmente rifarmelo, ma lui si impegna moltissimo, e per qualche ragione lo trovo commovente.
E poi ogni tanto, dopo essere andato a prendere Squish, il più delle volte da solo, ma un paio anche insieme ad Aled il bibliotecario, esplora la città, i musei e le gallerie d’arte. Mentre è fuori, io scrivo. Scrivo, scrivo e scrivo come un’ossessa, godendomi la soddisfazione di traghettare una storia che si sta svolgendo in un mondo diverso dal mio. E poi al termine della giornata di lavoro, proprio quando penso di non avere più alcuna forza, River rientra dal suo tour e come per magia mi arriva una nuova botta di energia che mi spinge a saltargli addosso appena lo vedo.
Oggi, quando torna a casa, non posso saltargli addosso perché tiene in mano un pacchetto avvolto in una bella carta color argento.
?Oooh! Un soldatino giocattolo? Una guida dei ponti londinesi? Oppure hai preso una di quelle maschere di carta di re Carlo? Non credo che mi donerebbe.?
?Un regalo per te.?
?Ah!?
Salto su dalla sedia e prendo il pacchetto. ?Bella la carta? dico.
?Immaginavo ti sarebbe piaciuta.?
Lo scarto in fretta e con un certo stupore trovo uno dei dipinti a olio più commoventi che abbia mai visto. Raffigura le sagome di un uomo e una donna avvinghiati l’uno all’altra, avvolti in un vortice di stelline d’argento sullo sfondo di un cielo così blu da sembrare viola. Paiono sospesi in un altro mondo.
?Wow? sussurro, sfiorando la cornice di peltro lavorata. ?? bellissimo.?
?Mi ha fatto pensare a me e te.?
Lo guardo, stupita, perché è innegabile che tra le due persone ritratte c’è qualcosa che va ben oltre un’interstellare situationship temporanea.
Quasi mi avesse letta nel pensiero, River arrossisce un po’, come quando l’altro giorno ha detto che sperava che stessimo insieme anche negli altri universi. ?Già. L’ho visto in biblioteca, era esposto in una mostra? mi spiega, con un tono un po’ troppo indifferente. ?L’ha dipinto un’artista locale. Delphie non so che. E, ah, sì! Mi ha fatto pensare all’assurda cerimonia di manifestazione che mi hai costretto a fare!?