Thornbird(103)
?Hai tradito zia Maggie?? Mi si spezza la voce. Dan era la persona di cui mi fidavo di più al mondo, la roccia a cui mi aggrappavo.
?Ho sbagliato? dice. ?Lo sapevo allora, e lo so adesso. Ma la nostra storia è finita prima che scomparisse. Qualunque cosa le sia successa, io non c’entro niente.?
?Perché non l’hai detto a nessuno??
Maggie interviene in tono secco. ?Perché stavamo cercando di lasciarci tutto alle spalle. Per i bambini, per noi. Ma adesso... non so più cosa pensare.? Si volta verso il marito, gli occhi duri e pieni di rabbia. ?Se non era tra le vittime di Gabriel, dov’è, Dan? Dove diavolo è??
Il volto di Dan si accartoccia in una smorfia. ?Non lo so. Ma ve lo giuro, non avrei mai fatto del male a Leah.?
Voglio credergli. Ho bisogno di credergli. Però continuo a vedere Everett, il suo dolore composto, le sue infinite domande, e non ci capisco più niente.
Nemmeno Maggie, è evidente. ?Va bene, non lo sai, ma non illuderti di non avere responsabilità. Leah stava abbandonando la sua famiglia.?
?Non le ho mai chiesto di chiudere con JP. Neanche una volta. Leah era uno spirito libero, ha fatto quello che ha voluto.? Dan deglutisce visibilmente. ?Mags. Sono stato sincero, su tutto, e alla fine ho scelto te. Ho scelto noi.?
Maggie rimane in silenzio a lungo. Alla fine, scuote la testa e mi prende per mano. ?Forza, tesoro. ? tardi. Andiamo a letto.?
Mi trascina in casa, lasciando Dan da solo al buio.
Dopo, non riesco a chiudere occhio. La mia mente gira a vuoto, mi tiene sveglia. Alle sette del mattino alzo bandiera bianca, mi vesto in silenzio ed esco. Inizio a camminare sul sentiero, di buon passo. Ci metto un po’ a rendermi conto che in realtà spero di incrociare Everett. Quando il bosco si spalanca davanti a me, silenzioso e deserto, mi dirigo verso casa sua. Non è solo che voglio vederlo: devo vederlo.
Certo, non è detto che lui abbia voglia di vedere me. Forse deve ancora digerire quello che abbiamo scoperto nell’antro sotterraneo di mio padre. Però sono preoccupata per lui, e adesso che sa che Leah non è tra le vittime, forse riuscirà a parlarmi senza vedere in me il suo incubo peggiore.
Quando JP mi fa entrare, i cani saltano e abbaiano per attirare la nostra attenzione. Mi chino per dispensare coccole illimitate. Lui sorride e dice: ?? bello rivederti, Ryan?.
?Sì, anche per me.? Mi sento in colpa ripensando a come ho mollato il lavoro al rifugio dopo il ballo di San Valentino. ?Everett è in casa? O è già andato a scuola??
?? sotto la doccia. Ha appena finito di correre.?
?Ti dispiace se salgo su ad aspettarlo??
?Certo che no. Sarà contento di vederti.?
Non ci giurerei. Dopo tutte le turbolenze emotive che ha attraversato, chissà cosa prova.
Sono quasi arrivata alle scale quando mi volto a guardare suo padre. All’improvviso mi rendo conto che ieri notte, durante il faccia a faccia con Dan e Maggie, mi sono dimenticata di fare una domanda fondamentale.
JP lo sapeva?
Sono tentata di chiederlo a lui: ho le parole sulla punta della lingua, ma alla fine chiudo la bocca e le ricaccio indietro. Non è né il posto né il momento giusto.
Devo prima parlare con Everett.
Però gli dico: ?Mi dispiace tanto per Leah. Dev’essere terribile non sapere cosa le sia successo?.
Un lampo di dolore gli attraversa gli occhi. ?Ev e Nikki non l’hanno presa molto bene. E come dargli torto. Ho cercato di essere forte per loro, ma è dura.?
Torno da lui, e dopo un attimo di esitazione lo abbraccio goffamente. ?Sei un bravo padre, JP.?
?Grazie, Ryan.? Mi dà una pacca sulla spalla e si allontana. ?Devo dare da mangiare ai cani. Ci vediamo dopo.?
Al piano di sopra, mi metto a sedere sul bordo del letto di Everett, lo stomaco in subbuglio. Gli farà male, ma devo dirgli la verità su mio zio e sua madre. Brancola nel buio da troppo tempo, ignora troppe cose. Da adesso in poi, si merita solo e soltanto sincerità da parte mia.
Mentre aspetto, poso gli occhi sul suo comò. C’è una piccola scatola. ? di legno, lucida, con un elaborato intreccio impresso sul coperchio. Sembra fatta a mano, ed è molto diversa dal resto della sua roba. Noto anche una foto incorniciata della famiglia James al completo: JP, Leah, Everett e Nikki. Sembrano felici.
Mi avvicino per guardare meglio, poi ammiro la scatola, passando il polpastrello lungo i bordi. ? meravigliosa. Alla fine non riesco a tenere a freno la curiosità e la apro.
Per un secondo il mio cervello non riesce a elaborare.
Quando finalmente mi rendo conto della gelida, amara realtà, il respiro mi si blocca nel petto.
La mia collana.
La collana con il ciondolo.
La sollevo con orrore, fissando stupefatta il diamante a forma di cuore che pende dalla catenella d’argento.
Come...
Perché...
La mia mente non si capacita.
Sento dei passi in corridoio. Mi giro di scatto e trovo Everett sulla porta, i capelli ancora umidi dopo la doccia. E appena vede cosa ho in mano, si paralizza.
?Ma che...? balbetto a fatica. ?Perché ce l’hai tu, questa??
Sposta il peso del corpo da un piede all’altro, a testa bassa, sulla difensiva. ?Non è... non è come pensi.?
?E allora spiegami? sbotto, con la rabbia che mi monta nel petto. ?Come fai ad avere la mia collana? ? scomparsa da mesi.?