Thornbird(101)



?Non avremmo dovuto tenertelo nascosto? le dico.

?No. I miei hanno fatto bene. Volevano proteggerci. Ne ho parlato con mamma ieri sera.? Sospira. ?Aveva paura che ricominciasse tutto da capo. Sai, i bulli... Quando io e Con eravamo piccoli, era un inferno. Quindi capisco perché ha deciso così. Mi dispiace tanto, Ryan.?

?Va tutto bene? ripeto.

?Ah, per la cronaca, adoro averti tra i piedi. Sei come la sorella che non ho mai avuto.? Mi lancia un’occhiata speranzosa. ?Possiamo ricominciare da capo??

?Ma certo.? E poi faccio una cosa che è davvero poco da me: le getto le braccia al collo e la stringo forte.

?Allora...? dice lei appena ci stacchiamo. ?Svizzera, eh?? Poi si finge scandalizzata. ?Almeno Marco è mai esistito??

Tendo le labbra per non sorridere. ?Esiste eccome? le giuro. ?? solo che vive ad Allentown e non frequenta un prestigioso collegio a Zurigo.?

Jasmine sbuffa con aria melodrammatica. ?Oh, grazie a Dio. Non ti avrei mai perdonata se ti fossi inventata un ragazzo finto. Le Shipley non sono così disperate? commenta, e scoppiamo a ridere.

Adesso che le cose si stanno rimettendo a posto, mi sento più leggera.

Maggie torna a casa con il pollo fritto e ci facciamo una bella cena in famiglia, senza parlare del caso Thorn. Connor e Jasmine ci raccontano una cosa divertente che è successa all’esame di guida, poi discutiamo dei miei progetti dopo il diploma, o piuttosto della mancanza di qualsiasi progetto, dato che ancora non ho la più pallida idea di cosa farò. Dopo parliamo di Dan, che ha aiutato un ragazzino scappato di casa e l’ha riportato dalla sua famiglia, e poi ancora dell’appartamento che Maggie è riuscita a vendere dopo anni e anni di tentativi. Alla fine ci disponiamo tutti intorno al tavolo per giocare a Yahtzee. ? bello stare in famiglia in questo modo, senza stress. Avevo dimenticato cosa si prova.

Mi sto divertendo così tanto che faccio una partita in più con gli zii, anche se Connor e Jasmine se ne sono già andati a letto.

Dan vince lanciando tre Yahtzee di fila, il che rappresenta un’anomalia statistica, ne sono quasi sicura.

Mentre mettiamo via il gioco e puliamo il tavolo, trovo il coraggio di tirar fuori il dubbio che mi assilla da quando ho letto il diario di mio padre. Lo so che rischio di rovinare questa serata così leggera, ma è più forte di me.

?Secondo voi che è successo alla madre di Everett??

Maggie si immobilizza con lo strofinaccio in mano. Mio zio si sposta sulla sedia, a disagio.

?Sinceramente?? chiede alla fine mia zia. ?Credo che lo abbia lasciato.?

?JP, dici??

?Tutti in città sapevano che quei due... avevano delle difficoltà? dice alla fine, scegliendo con cura le parole. ?Si sono sposati appena finito il liceo. Molti pensavano che fossero perfetti l’uno per l’altra, ma negli ultimi tempi la fiaba stava lasciando il posto alla realtà.?

?Credete davvero che sia scappata?? Li osservo entrambi. ?Che si sia lasciata tutto alle spalle? Lo pensi pure tu, zio Dan??

I suoi occhi per un momento si perdono in un punto lontano, fuori dalla finestra. Da quando ho tirato fuori l’argomento è rimasto in silenzio, ma adesso parla, e la sua voce è roca. ?Sì. Credo di sì.?

?Di certo le voci giravano? aggiunge Maggie. ?La gente chiacchierava. Qualcuno diceva che avesse una storia con un ragazzo conosciuto in città. ? probabile che volesse... una via di fuga. Non era felice con JP. Ce ne eravamo accorti tutti.?

Dan si alza dalla sedia, è ancora teso. ?Credo che me ne andrò a dormire? dice senza guardarci negli occhi. ?Devo riposare. Domani sarà una lunga giornata.?

Mentre scompare in corridoio, mi volto verso Maggie. ?Secondo te, Leah è ancora là fuori? ? ancora viva??

?Non lo so, tesoro. Non lo so proprio.?





42





Maledetta




ORMAI dormono tutti quando mi arriva un messaggio. ? Chase con una delle sue proposte assurde.

Chase: Ci facciamo un giro?



So benissimo che dovrei rispondere di no. Non è cambiato proprio niente dall’ultima volta che ci siamo sentiti. E ancora non so se davvero mi merito una persona come lui. Eppure non riesco a fermare le dita.

Io: Sì.



Uscire di nascosto non è un problema, però non voglio far preoccupare di nuovo gli Shipley, quindi sveglio mia cugina con la massima delicatezza e la informo che esco con Chase.

?Mmm, okay? borbotta Jasmine, mezza addormentata. ?Prendi il telefono.? Sbadiglia, risvegliandosi un po’. ?E dato che abbiamo ricominciato a parlarci, pretendo di essere informata nel dettaglio su ogni singolo sviluppo del caso Chase.?

Soffoco un sospiro. Lo sapevo: era inevitabile che prima o poi mi chiedesse spiegazioni.

Esco e corro in fondo al vialetto. Chase è già al solito posto. Appena mi vede, sorride e mi passa il casco.

?Dove andiamo?? gli chiedo rabbrividendo per il freddo.

?Da nessuna parte in particolare. Mi è solo venuta voglia di venirti a rapire per un po’, tutto qui.? E poi, con voce più ruvida: ?Mi manchi?.

Chase non è un tipo sentimentale, con ogni probabilità è la cosa più carina che mi abbia mai detto. E infatti scoppio di gioia.

Salgo sulla moto e mi aggrappo a lui mentre imbocchiamo la strada deserta. Per qualche istante di pura gioia, sento solo il rombo del motore e il calore del suo corpo attraverso il giubbotto.

E. Kennedy's Books