Thornbird(15)
?Ha già conosciuto tuo fratello? le spiega Jasmine. ?Tipo cinque secondi dopo che è arrivata a Starling.?
?Ev è sempre in giro? commenta Nikki, poi abbassa lo sguardo sul telefono. Le unghie ticchettano contro lo schermo. Sono di un rosso acceso, appuntite.
?Ehi, Ry, mi prendi una Coca?? chiede Connor, che è seduto su una poltrona con i piedi poggiati sul tavolino, rilassato come sempre. Sta armeggiando con un joystick.
?Ehm, certo.? Da adesso mi chiamo Ry, a quanto pare.
Quando mi volto per andare in cucina, Jasmine salta giù dal divano e mi segue. ?Prendo qualcosa da mangiare? dice, e si lancia un’occhiata alle spalle. ?Nik, vuoi qualcosa??
?No.?
Una volta sole, mi afferra il braccio prima che possa aprire il frigorifero. ?Non dire niente della ricompensa? sussurra.
Aggrotto la fronte. ?Eh??
?La ricompensa da un milione di dollari. Non dire niente davanti a Nikki.?
?Perché no?? Mi viene da ridere. Jasmine non mi sembra proprio il tipo che tiene segreti con le amiche.
?Perché non voglio che lo sappia. Questa è una missione di famiglia.?
Inclino la testa. ?Ah, sì? Connor ha accettato di aiutarti??
?Certo, figurati. Fa tutto quello che gli dico.?
Prendo una Coca per mio cugino e un bicchiere d’acqua per me, mentre Jasmine mette sottosopra la dispensa in cerca di patatine.
?Jazzy!? L’urlo smorzato di Maggie viene dalla stanza che usa come ufficio insieme a Dan. ?Vieni un attimo.?
?Che palle.? Mi passa le patatine. ?Torno subito.?
Quando rientro in salotto, Nikki punta gli occhi su di me. Lascio le patatine e la Coca a Connor e resto in piedi sulla porta a bere l’acqua.
?Che cavolo, siediti? mi ordina Nikki.
Dopo un attimo di esitazione, mi lascio cadere sul bordo del divano. Voglio mantenere quanta più distanza possibile.
?Allora, che ti ha detto mio fratello?? Continua a scrollare sul telefono, il ticchettio delle unghie in sottofondo, ma poi alza lo sguardo con un sorriso malizioso che mi innervosisce.
?In che senso??
?Ha fatto la recita da Mister Perfettino? Il finto sorriso imbarazzato??
Sbatto le palpebre. Non so che dire, Everett mi era sembrato abbastanza spontaneo. Presuntuoso, ma spontaneo.
?Immaginavo? continua. ?Gli piace fare il ragazzo d’oro: affascinante, educato, disponibile. Ci cascano tutte. Pure tu, scommetto.?
?E pensi che sia una recita?? Finalmente ritrovo la voce.
?? estenuante, ecco cos’è.? Nikki stende le gambe e si raddrizza. ?Fidati, è tutta la vita che ci convivo. ? estenuante guardare uno che fa sempre finta di essere perfetto. Accetta i tuoi difetti, dico io.?
Cambio posizione, a disagio. Questa qui ha un bel complesso da sorellina gelosa, altro che.
?La perfezione non è poi così divertente. Anzi, è pallosa. Vero, Con??
Connor non distoglie lo sguardo dal videogioco. ?Certo, Nik. Come dici tu.?
Lei mi guarda in modo strano. ? come se volesse obbligarmi a darle ragione. Incrocio le braccia e mi sento sulla difensiva anche se non vorrei. ?Non so. Essere brave persone non è palloso, secondo me.?
Alza gli occhi al cielo con fare melodrammatico. ?Perché non fai rilassare un po’ tua cugina, Con? ? tesa da morire.?
Lui fa una mezza risata e scuote la testa. ?Perché non la smetti di farle il terzo grado, piuttosto? La conosci da cinque secondi, tipo.?
Nikki alza le spalle, indifferente, e balza in piedi. ?Vado a cercare Jazzy.?
Una volta soli, Connor sposta lo sguardo su di me con un sorriso appena accennato. ?Ignorala. Di solito è innocua. Le piace provocare e basta.?
?Sapere che “di solito” è innocua non mi fa sentire meglio.?
?Nah, la conosciamo da sempre. Le piace fare la dura, ma sono solo chiacchiere. Fidati.?
?Okay? mormoro, ma è sempre più evidente che non posso fidarmi proprio di nessuno, qui a Starling.
6
Rain King
ALLA fine, la scuola è... beh, una scuola qualunque. In questa terza settimana di settembre non succede niente di catastrofico. Recupero subito la parte del programma che mi ero persa. Ignoro le continue suppliche di Jasmine di aiutarla con la sua ?missione?. Combatto l’impulso di fissare Everett. Vado a lezione. Torno a casa. Non do troppa confidenza a nessuno, neanche a Mar. Lei mi propone di uscire nel fine settimana per fare qualche scatto ai binari abbandonati di Starling, ma rifiuto dicendole che ho ancora troppi compiti da recuperare.
? la cosa migliore. Tra neanche dieci mesi finirò la scuola, prenderò il diploma e scapperò dal Tennessee senza pensarci due volte. Non ha alcun senso fare amicizia, davvero.
Sabato mattina, mi sveglio di colpo dopo un altro incubo. Ormai riesco persino a trattenere le urla. Questa volta, quando apro gli occhi, con il cuore che batte all’impazzata sotto la maglietta leggera e il respiro mozzato in gola, Jasmine è ancora rannicchiata sotto le coperte e respira tranquillamente.
Scivolo giù dal letto e faccio quello che faccio ogni santo giorno da quando sono a Starling: esco di casa nel silenzio più totale e vado al sentiero nel bosco. Almeno non è l’alba, per una volta. L’incubo mi ha svegliata alle otto di mattina, un orario più che rispettabile.
L’aria è gelida e il cielo nuvoloso, ma non è un problema. Respiro il freddo a pieni polmoni come per purificarmi da quell’incubo. Quando abitavo ad Allentown, i sogni – o ricordi, o qualsiasi cosa siano – non si presentavano così spesso. Forse ora è diverso perché sono tornata qui.