Thornbird(41)
O magari è scappato a Connor, e il mittente anonimo è Kabir o uno della squadra.
Oppure non è nessuno della Crockett e basta. Forse è una persona esterna. Qualcuno che ci osserva, che ci tiene d’occhio, che potrebbe persino aver hackerato le nostre chat. Mi viene la pelle d’oca solo a pensarci. Chiunque sia, è abbastanza vicino da sapere non solo cosa sta combinando Jasmine, ma anche che io sono la figlia di Gabriel Thorn. E se sa davvero chi sono, cosa gli impedisce di dirlo a tutta la città? Perché ancora non l’ha fatto?
Quando suona l’ultima campanella, ho un disperato bisogno di distrarmi dai miei pensieri paranoici. Per fortuna ho la scusa perfetta: i cani. Oggi ho il primo turno al rifugio per animali di Starling. Lo scuolabus mi lascia in una zona di periferia. Sono un po’ nervosa.
L’edificio è piccolo ma funzionale: sul retro ci sono file e file di gabbie, una stanza è dedicata alla toelettatura e al gioco, e all’entrata c’è un ufficio accogliente. JP mi fa fare un breve tour. Intanto i cani abbaiano entusiasti, scodinzolando e tirando zampate contro le gabbie di metallo.
?Potresti darmi una mano con uno degli ultimi arrivati? mi propone JP. ?? un tipo nervosetto, ma ho la sensazione che te la caverai.?
?Farò del mio meglio.?
Ci avviciniamo a un cane piccolo e magrolino che cammina avanti e indietro nella gabbia. In certi punti il pelo è a chiazze e ha gli occhi sgranati dalla paura.
JP si inginocchia davanti alla gabbia e me lo presenta, con voce bassa e calma: ?Questo è Rusty. Ne ha passate tante, quindi è meglio andarci piano?.
Nell’ora che segue, ci concentriamo su di lui. JP mi spiega come avvicinarmi: movimenti delicati e parole gentili. All’inizio il cane è nervoso, ma il padre di Everett ha una pazienza a dir poco incrollabile. Ci mettiamo una mezz’ora buona solo a convincerlo a uscire dalla gabbia, ma JP non alza mai la voce, non gli mette fretta. Gli parla di continuo, come se avesse tutto il tempo del mondo.
?Te la cavi bene con lui? osserva, mentre Rusty mi annusa la mano con cautela. ?? tutta una questione di fiducia.?
Sorrido e accarezzo la testa del cagnolino, che finalmente me lo lascia fare. ?Già, si vede. E tu sei bravo in questo.?
?Anni di pratica? risponde, con una mezza risata.
Riusciamo a spostarci fino al bancone all’ingresso. Più Rusty esplora l’ambiente intorno a sé, più diventa coraggioso. Proprio in quel momento, però, lo scampanellio della porta risuona nell’aria. Siamo di nuovo al punto di partenza. Rusty si spaventa e scappa verso la gabbia. Intanto, Nikki entra nel rifugio.
?Ciao? ci saluta, annoiata.
JP si illumina. ?Ehi, tesoro! Che ci fai qui??
Lei alza le spalle. ?Volevo passare a salutarti.?
?Hai fatto bene. Aspetta, vado a prendere Rusty. Torno subito.?
?Sì, come vuoi.? Nel frattempo, Nikki si sposta dall’altra parte del bancone e si lascia cadere sulla sedia, per poi girare su sé stessa un paio di volte.
Ho la sensazione che non sia venuta davvero per salutare, ma la ignoro finché JP non scompare nel retro. A quel punto, apre il cassetto della scrivania, infila una mano nella cassa e si ficca alcune banconote sgualcite nel reggiseno. Sono senza parole.
Sento un nodo allo stomaco. Non si è neanche accorta che la sto guardando. Si sistema la maglietta, salta giù dalla sedia, torna all’ingresso e si appoggia allo stipite della porta come se niente fosse.
JP ci raggiunge, con Rusty stretto al guinzaglio. ?Mi ha chiamato Jazzy, vuole andare da Starbucks. Ci vediamo a casa? esclama Nikki in tutta serenità. Detto questo, lo degna a malapena di uno sguardo e si sbatte la porta alle spalle.
Rimango lì, con il cuore a mille, senza sapere che fare. Devo dirglielo? Vorrei, ma non sono cose che mi riguardano. Passo il resto del turno a cambiare idea ogni due secondi, combattuta tra l’impulso di fare la spia e quello di farmi gli affari miei.
Alla fine non ce la faccio più. No. Non posso fare finta di niente.
?Ehm. Signor James...?
?JP? mi ricorda lui.
?JP. Io, ehm, dovrei dirle una cosa.?
Nei suoi occhi balena un lampo di preoccupazione. ?Che succede??
Esito per un istante, ma poi stringo i denti e gli dico tutto: ?Nikki ha rubato dei soldi dalla cassa mentre lei era nel retro?.
Un attimo di silenzio.
E un lungo sospiro, carico di stanchezza. ?Già? mormora. ?Me l’immaginavo.?
Lo fisso, sconvolta. ?Lo sapeva??
?? da un po’ che lo fa. E non solo qui. L’estate scorsa l’hanno arrestata per taccheggio a Nashville? ammette, con il volto contratto. ?Ma ho parlato con il direttore del negozio e se l’è cavata con due parole di rimprovero.?
?Perché la lascia fare?? Non ha senso. Nikki riesce sempre a passarla liscia, qualsiasi cosa faccia.
?? complicato, Ryan. Per lei non è stato facile, finora, e cerco di essere comprensivo ogni volta che posso. So di averla viziata, ma, insomma... ne ha passate tante. Ha perso sua madre, ha avuto un’infanzia complicata.?
?Se gliela dà vinta non è peggio??
Gratta con delicatezza l’orecchio di Rusty. ?Forse. Ma se prendermi qualche dollaro le dà l’impressione di avere un po’ di controllo sulla sua vita, preferisco lasciar correre. Tanto non è una questione di soldi.?
Non so che dire. Capisco che la voglia proteggere, è sua figlia. Ma vedere Nikki che ruba proprio a lui mi ha messa a disagio. ?Così continuerà a farlo, no??