Thornbird(39)
?Giuro su Dio, è stato un incidente. Ha scoperto la verità su di loro. Non ha capito. Stavo solo cercando di toglierle la pistola ed è partito un colpo. ? partito un colpo. Ma le altre...?
?Sua moglie aveva in mano la pistola? Perché le stava puntando una pistola contro, Gabriel??
?Non è quello il punto. Per l’amor di Dio. Non mi sta ascoltando. Le altre, volevo liberarle. L’ho fatto per loro.?
Sembra così calmo che mi viene da vomitare. Ma è proprio così che si è comportato, quella sera. Era calmo. Sicuro di sé. Quando mi ha trovato sotto al letto, sembrava rassegnato. Ma non sconfitto.
?Quali altre, Gabriel? Cosa intende per “liberarle”??
?Troverete i loro nomi tra le denunce di scomparsa.? I passi accelerano. ?E capisco che i giornali si divertano a inventare soprannomi sensazionali, ma non mi piace essere chiamato il Massacratore di Starling. Anche se lo sono davvero, credo. Ho ucciso quelle donne. Ma non le ho massacrate.?
L’operatrice è sconvolta. ?Mi sta dicendo che lei è...?
Clic.
Fine della chiamata.
Nel soggiorno cala il silenzio. Jasmine ha gli occhi grandi come palle da bowling. Connor ha la bocca aperta per lo stupore.
?Oh mio Dio? mormora mia cugina, con un filo di voce. ?Come...? Lo shock si trasforma in disgusto. ?Com’è possibile che siamo imparentati con quel tipo!??
Connor scuote la testa a lungo, come se stesse cercando di elaborare ciò che abbiamo sentito. ?Perché era così tranquillo??
?Oh mio Dio? ripete Jasmine. ?Povera zia Sarah. Ma t’immagini...??
?Ha detto che aveva scoperto delle uccisioni. Come ha fatto?? Connor corruga la fronte. ?Cioè, hai una notizia bomba come questa e non chiami la polizia??
?Forse prima voleva assicurarsi che sua figlia fosse al sicuro? suggerisco, con voce debole.
?Chi se ne frega della figlia!? esclama Jasmine. ?Insomma, ho capito che è nostra cugina, ma andiamo! Se scopri che tuo marito ha ucciso sei donne, chiami la polizia!?
?Dici che è stato lui a confessarglielo?? riflette Connor. ?Oppure lei ha trovato degli indizi in giro per casa??
?Impossibile. Sto studiando il caso da settimane? ribatte Jasmine. ?Zio Psycho non si sarebbe mai fatto scoprire. ? stato super attento fino alla fine.?
?Okay, allora come ha fatto zia Sarah a scoprire che era il Massacratore di Starling??
Una domanda a cui neanch’io so rispondere. Mamma non mi disse come l’aveva scoperto, né tantomeno cosa avesse fatto papà. Quella sera, le sue uniche parole furono: ?Papà ha fatto una cosa terribile e adesso dobbiamo andare. Sbrigati, Gabby?. Nemmeno mio padre mi ha mai dato risposte.
Giuro su Dio, è stato un incidente.
La sua voce mi rimbomba dentro. La sua insistenza nel dire che era successo per sbaglio. Ma non ne sono così sicura.
Perché non è l’unica frase che ricordo di quella sera.
Non posso lasciarti andare, Sarah. Le mie ragazze non possono abbandonarmi. Non lo permetterò.
Parole che mi risuonano ancora in testa, nitidissime. Fu lui a dirle.
Ricordo le suppliche di papà. La disperazione che cresceva, che si trasformava in rabbia mentre la pregava di non andare. Lei che gli urlava contro. Lo chiamava mostro. Quando immagino la scena, vedo la mano di mamma che trema stringendo la pistola. Ma lei era troppo dolce, troppo gentile. Non gli avrebbe mai sparato. Ed è per questo che lui ha provato a disarmarla. Perché sapeva che ci sarebbe riuscito.
Papà continuava a dire che il colpo era partito per sbaglio.
Io non ho visto. Non saprò mai se ha premuto il grilletto di proposito o se è stato un incidente.
All’improvviso la porta d’ingesso si spalanca, portando con sé una folata di aria fresca. Maggie entra affannata, reggendo due grandi cartelli con la scritta VENDUTA e una busta della spesa. ?Con, vieni a darmi una mano.?
Jasmine chiude subito il computer. Ottima scelta. Dubito che Maggie farebbe i salti di gioia, se sapesse che abbiamo ascoltato la telefonata in cui Gabriel Thorn confessa gli omicidi.
Mentre Connor porta la busta della spesa in cucina, Maggie si avvicina allo schienale del divano. ?Ciao ragazze. Che combinate??
?Guardiamo la partita? rispondo io. ?Niente!? esclama Jasmine nello stesso istante.
Complimenti, il modo migliore per non destare sospetti. Come se non bastasse, mia cugina ha la faccia di una bambina che ha appena rubato un biscotto.
Ormai, credo che Maggie abbia capito quando vale la pena indagare e quando è meglio lasciar perdere. Infatti si limita ad alzare le spalle e conclude con un: ?Buon divertimento? prima di tornare da Connor.
?Scarico la chiamata sul pc? mi sussurra Jasmine, infilandosi il computer sotto il braccio. ?Così la riascoltiamo più tardi.?
Ma anche no.
La guardo svanire in fondo al corridoio. In quell’istante mi arriva una notifica. Guardo lo schermo aspettandomi di trovare un messaggio sul gruppo, ma non è così. Ogni centimetro del mio corpo smette di muoversi.
Sconosciuto: So chi sei davvero.
Fisso il messaggio. Anzi, l’accusa. Com’è possibile che quattro misere parole riescano a ferirmi fin dentro l’anima?
Il cuore mi batte così forte che a malapena riesco a scrivere. Mi sento debole, i pollici tremano sulla tastiera.
Io: Chi sei?
Resto in attesa con il fiato sospeso finché non compaiono i tre puntini. Sta scrivendo.