Thornbird(44)
Provo a trattenermi, ma mi scappa una risata. ?Wow. Mi sembra un po’ esagerato.?
?Probabilmente hanno paura che diventi la prossima Massacratrice di Starling? continua, alzando gli occhi al cielo. ?Ovvio, tutti gli artisti sono destinati a diventare serial killer.?
Metto su un’espressione impassibile. In fondo, sono pur sempre quella nuova in città. ?Che intendi??
?Jasmine non ti ha ancora raccontato vita, morte e miracoli di suo zio? Sul serio?? esclama lei notando la mia espressione. ?Pensavo che a casa Shipley si parlasse sempre e solo di Thorn.?
?Insomma. Non ne parlano volentieri.?
Mar regola di nuovo la macchina fotografica e continua a scattare. ?Beh, era un artista.?
?Era bravo?? Mantengo un tono neutro per fingere interesse senza tradirmi.
?Così dicono. In città era conosciuto, a quanto pare aveva talento. Vendeva schizzi personalizzati, ritratti. Costruiva soprammobili di legno o roba del genere.?
Casette per uccelli. Non soprammobili.
?Alla gente stava simpatico. Le sue cose piacevano, e lui ne approfittava.?
?In che senso?? chiedo, perché è quello che si aspetta.
?? così che attirava le donne. Stando alla sua confessione, almeno. Credo che su internet ci sia anche la trascrizione. Dovresti leggerla. Cazzo, è affascinante. ? come fare un tour dell’orrore nella mente di uno psicopatico.?
Inizio a sentire un nodo in gola.
?Stalkerava le donne da cui era ossessionato. Conosceva le loro abitudini, i posti che frequentavano, i loro amici. Tutto. Fingeva di incontrarle al parco o durante un’escursione. Come se fosse lì per caso, capito che intendo? E si portava sempre dietro l’album da disegno.?
Mi sposto a disagio da un piede all’altro, lo sguardo fisso sui binari. Mar continua a parlare.
?Tutte qui lo conoscevano o avevano sentito parlare di lui, perché era “l’artista locale”. E infatti poi si offriva di ritrarle, e loro ne erano lusingate.? Scuote la testa, incredula. ?Aveva anche un certo fascino, a quanto pare. Parlava sempre di sua moglie e di sua figlia. Faceva vedere le foto della bambina per sembrare innocuo.?
Alzo la macchina fotografica e faccio finta di zoomare su un palo della recinzione poco lontano.
?Quelle povere donne lo hanno seguito volontariamente nel suo studio. Quattro di loro, almeno.?
?Non erano sei??
?Sì, ma solo quattro erano di qui. Due erano di Brice. Thorn ha detto di averle attirate in macchina, sedate con il cloroformio e portate nello studio. Ed è lì che succedeva il resto. All’inizio erano solo dei disegni. Centinaia di schizzi, così dicono. Dopo l’arresto, hanno trovato dei quaderni nascosti sotto le assi del pavimento. Le disegnava, le faceva sentire a loro agio e poi...? Alza le spalle. ?Le uccideva a coltellate.?
Deglutisco a fatica. L’aria intorno a me è sempre più densa, opprimente. ?Ma non hanno mai trovato i corpi? dico.
?No. Si rifiuta di dire dove sono. ? come se quello stronzo avesse ancora il controllo, persino dalla prigione.?
Lasciali in pace.
A questo punto, la nausea è così forte che è difficile nasconderla. ?E questa roba si trova tranquillamente su internet??
?Per la maggior parte, sì.? Mar torna al treppiede per sbirciare nell’obiettivo. Si scosta un ciuffo di capelli rosa dalla fronte. ?La polizia non ha rilasciato tutti i dettagli, ma ne sono trapelati parecchi. E poi, in città le voci girano. Mi sorprenderebbe il contrario, che cavolo. Quel tizio disegnava le sue vittime prima di ucciderle. Follia, no??
Mi costringo a fare una risata. ?Un incubo.?
?Totale.? Lei mi guarda stringendo gli occhi. ?Tutto bene? Sei un po’ pallida.?
?Sì. Dai, facciamo queste foto. Tra poco fa buio.?
Per fortuna, non riprende il discorso. Restiamo sui binari finché il sole inizia a sparire dietro gli alberi e la stazione viene avvolta dalle ombre. A quel punto raccogliamo l’attrezzatura e ci incamminiamo verso il pickup. Nel momento stesso in cui lo raggiungiamo, una macchina si affaccia nel parcheggio.
Il cuore mi affonda nel petto come un macigno. Conosco quella Jeep gialla.
Questo tizio dovrebbe farsi una vita, sul serio.
Zed salta giù dalla macchina, zaino nero in spalla. ?Ehi? ci saluta, alzando un sopracciglio. ?Che ci fate qui??
?Siamo venute a fare qualche foto per un compito? risponde Mar. ?Fammi indovinare, Zellman, stai cercando i resti delle vittime di Thorn??
Zed accoglie il suo sarcasmo senza scomporsi. ?Già. Sto esplorando dei possibili luoghi di sepoltura. Questo è nella lista.?
Luoghi di sepoltura. Solo a sentirglielo dire mi viene la pelle d’oca. Mar si limita a sbuffare. ?Certo, perché la tua vasta esperienza da podcaster sarà molto più utile delle indagini della polizia. Non ho dubbi.?
Nel suo sguardo compare un lampo di irritazione. ?Quelli non hanno trovato un cazzo. Sono inutili. E non so su quale pianeta vivi, ma gli appassionati del true crime – e sì, anche i podcaster – hanno chiuso un sacco di casi irrisolti dopo che la polizia aveva fatto solo casini.?
La sua risposta mi fa riflettere, perché non c’entra niente con le minacce che ho ricevuto. Zed non ha alcuna intenzione di lasciare in pace le vittime, anzi. Sta cercando di ritrovare i corpi. Perché intimarmi di smetterla, allora?
Forse non vuole dividere la ricompensa...
Ci penso su. Possibile che sia per questo? Sì, immagino. Ma... che palle. Non lo so. Non so niente. Niente di niente. Questa storia mi sta facendo impazzire.