Thornbird(37)
?Ci tiene ancora a te, si vede.?
?No. Sofia tiene solo a Sofia. E al suo bisogno di far parte della coppia perfetta. Diceva sempre che ogni regina deve avere il proprio re. Immagino che parlasse di me, ma io non voglio nessuna corona. Voglio abdicare.?
Mi scappa una risata.
?Vabbè.? Alza le spalle. ?Basta parlare di ex. Non ti ho portata qui per questo.?
?Di cosa vuoi parlare, allora??
?Di te.?
Sento scattare un campanello d’allarme. ?Di me? Perché??
?E dai, io ti ho appena rivelato tutti i miei segreti. Adesso è il tuo turno.? I suoi occhi azzurri mi scrutano con una nuova intensità.
All’improvviso, ho le labbra secche. Mi prendo un secondo per inumidirle, e avverto una stretta allo stomaco sempre più forte. Non mi piace la piega che sta prendendo questa conversazione.
?Non ho nessun segreto? rispondo con leggerezza. ?Anzi, sono una persona piuttosto noiosa.?
?Non ti credo.?
?? vero. Il mio segreto più grande è... che una volta mi sono tinta i capelli di nero, direi. Terribili.?
?Va bene. D’accordo. Vuoi fare la difficile.? Ci riflette su. ?Cos’è che ti piace? Che ti piace da morire, intendo.?
?Ehm...? Prendo tempo, mordendomi la lingua. Trattengo tutto ciò che riguarda la vera me, tutti i dettagli che non posso rivelare. ?Adoro stare all’aria aperta. Il bosco, il lago, cose così.?
?Il bosco, il lago, cose così? mi imita lui. ?Ti servono interessi migliori, Gemelli.?
?Certo, i tuoi invece sono originalissimi. Il football, non mi dire!?
?Vuoi sapere qual è la mia cosa preferita in assoluto?? Fa una pausa drammatica. ?Le torte.?
Scoppio a ridere, facendolo sorridere ancora.
?Vedi? Ecco cos’è che mi piace? continua, facendosi più vicino. ?Tu, che ridi così: senza filtri, senza cercare di fare tanto la simpatica.?
?Cercare di fare la simpatica? Scusami tanto, Everest, ma non ci provo perché lo sono già.?
Restiamo sul ponte finché non inizia a fare troppo buio. In effetti, è spuntato anche qualche insetto. Everett mi propone di rifugiarci nel pickup, così torniamo al parcheggio, dove lui mi apre la portiera e si inchina con un piccolo gesto plateale che mi strappa una risatina.
Una volta seduti, al buio, avvia il motore e l’unica luce diventa quella del cruscotto. C’è un lento alla radio.
?Oh, bella questa? esclamo. Everett alza il volume. Ascoltiamo la canzone per un minuto o poco più, poi sospiro e gli lancio un’occhiata. ?Sai... non sei il macho egocentrico che mi aspettavo.?
Lui ridacchia. ?Davvero? Quindi sono riuscito a fregare anche te? Ci so fare, allora.?
Incrocia il mio sguardo. E si avvicina, eliminando la distanza tra noi. Sento la sua mano sulla nuca, le labbra che sfiorano le mie. Non mi tiro indietro. Mi mordicchia il labbro inferiore, e quando socchiudo la bocca approfondisce il bacio, accarezzandomi la lingua. All’inizio è lento e dolce, ma l’atmosfera si riscalda in un attimo.
Sto per abbandonarmi del tutto, quando la canzone finisce e una voce annuncia le ultime notizie.
Appena sento pronunciare ?Gabriel Thorn?, il mio corpo si irrigidisce in automatico, rovinando completamente il mood. Mi allontano e mi concentro sulla radio. Everett prova a dirmi qualcosa, ma lo zittisco.
?Stanno parlando di quel serial killer? gli faccio notare. La sua espressione si incupisce.
?...a causa di problemi nel reperimento dei farmaci usati per l’iniezione letale – il metodo di esecuzione più diffuso nel Tennessee – a Thorn è stata offerta la possibilità di sospendere l’esecuzione fin quando i farmaci non saranno disponibili, oppure di procedere tramite elettrocuzione alla fine del mese. Thorn ha optato per quest’ultimo metodo che, pur non essendo utilizzato da molti anni, è concesso a tutti i detenuti del braccio della morte condannati prima del 1999...?
Elettrocuzione.
Faccio un respiro profondo. I polmoni urlano come se non ricevessero aria da giorni. Mio padre aveva la possibilità di vivere ancora un po’, e invece ha scelto di farsi sparare una scarica elettrica nelle vene.
Ha scelto di morire.
14
911, come posso aiutarla?
?GLI daranno la scossa? sbotto. Il momento romantico è ufficialmente concluso. Adesso riesco solo a pensare a mio padre che viene fulminato a morte. ?? così... brutale.?
?Beh, non è che l’iniezione letale sia tanto meglio? replica Everett. ?I farmaci che usano oggi costano meno e funzionano peggio. Ma chi se ne importa. Comunque vada, spero che soffra il più possibile, tipo che gli prenda fuoco la testa. O chiedo troppo??
Sussulto e affondo le unghie nel bracciolo. ?Basta, non voglio parlarne.?
Lui fa una faccia stupita. ?Non dirmi che gli salveresti la vita. Ryan, ha ucciso quelle donne.?
?No, non è quello.? Non so come spiegare perché sono tanto sconvolta da questa notizia. Mi affanno alla ricerca di una buona scusa. ?? solo che la pena capitale non mi convince... In generale, intendo. Mi fa senso l’idea che lo Stato possa uccidere qualcuno.?
Everett annuisce, tocca lo schermo dell’auto e mette una playlist dal telefono. ?Basta con le notizie deprimenti? decide. ?Torniamo al buon vecchio country.?
Riesco a mettere su un sorriso, ma non mi va di continuare con l’appuntamento. Insomma, mi sembra il minimo.