Thornbird(42)
Alza le spalle. ?Probabile, ma mi auguro che prima o poi la smetta. ? arrabbiata, e lo capisco. Come padre ho commesso degli errori. ? anche per questo che si comporta così.?
Certo, è chiaro che è una situazione complicata, ma non riesco a togliermi di dosso la sensazione che Nikki stia prendendo una brutta strada. Un fatto che JP non sembra pronto ad affrontare.
?Mi dispiace? mormoro.
?Non ti scusare. Hai fatto bene a dirmelo. Ottimo lavoro, oggi.? Mi fa l’occhiolino. ?I cani ti sono molto grati.?
Annuisco, ma sono ancora persa nei miei pensieri. Vengo distratta da un nuovo scampanellio all’ingresso. Questa volta è Everett.
Mio malgrado, mi scappa un sorriso. ?Ehi. Che ci fai qui??
Lui ricambia, raggiante. ?Ti sto salvando, è chiaro.?
?Troppo tardi. Il turno è finito.?
?Perfetto? continua, imperterrito. ?Giusto in tempo per darti un passaggio a casa, allora.?
Dovrei rifiutare. Ho i nervi a fior di pelle da stamattina, grazie al mio interlocutore misterioso. Sarebbe stupido avvicinarsi a Everett. Rischierei di svelare la mia identità senza nemmeno accorgermene.
?Ciao, bello? lo saluta JP. ?Com’è andato l’allenamento??
?Bene, ma il coach ci sta massacrando. Questa settimana abbiamo la partita.?
?Tanto vincete voi.?
?Speriamo.? Everett mi trascina verso la porta. ?Comunque, ti rubo la dipendente. Ci vediamo dopo, bro.?
Ridacchiando, suo padre alza la mano per fermarlo. ?Solo se porti una cosa a casa. Dammi un attimo.?
Torna nel retro e si affaccia di nuovo all’ingresso per depositargli tra le mani un enorme pacco di croccantini. Everett se lo mette in spalla come se niente fosse.
?Che mangiamo a cena?? gli chiede.
?Non lo so. Sei un essere umano, puoi nutrirti da solo.?
Esco in strada ridendo. ?Ho il dubbio che tuo padre ami più i cani che le persone.?
Anche Everett si mette a ridere, ma con una certa amarezza nella voce. ?Ah, questo è certo.?
?? sempre stato così??
?No. Il rifugio lo ha aiutato a superare la perdita di mia madre, credo. Diciamo che al tempo ci si buttò anima e corpo.? Fa una pausa. ?Forse pensava che i cani non l’avrebbero mai abbandonato. Al contrario degli esseri umani.?
Mi si stringe il cuore. ?Ma che tristezza.?
?Va bene così. Lui è felice. I cani sono felici.?
Getta il sacco nel cassone del pickup e mi apre la portiera. Nel viaggio di ritorno, mi racconta storie a caso e infila una battuta dopo l’altra per farmi ridere con quel suo modo di fare unico. Con lui è tutto facile, e questo mi piace.
Dieci minuti dopo, si ferma nel vialetto degli Shipley e si gira verso di me con un sorriso infantile stampato in faccia. ?Eccoci. Arrivata a casa sana e salva.?
?Grazie per il passaggio.?
Si avvicina, facendo scivolare con delicatezza una mano sulla mia guancia. Per un attimo trattengo il respiro, indecisa se allontanarmi o lasciarlo fare. Opto per la seconda. Le sue labbra trovano le mie. ? un bacio lento e avvolgente, come se avesse tutto il tempo del mondo. Mi sento travolgere da un’ondata di calore e mi sciolgo tra le sue braccia.
Alla fine, quando si allontana, nei suoi occhi c’è una nuova sicurezza. ?Esci di nuovo con me.?
Esito. La testa mi ripete che è una pessima idea. Ma le labbra hanno altri piani, e dicono: ?Okay?.
16
Possibili luoghi di sepoltura
PER la prima volta in vita mia, mi sento un’adolescente come un’altra. Quando vivevo ad Allentown, la questione della mia vera identità non era di vitale importanza come qui a Starling, ma me ne stavo comunque per i fatti i miei: avevo una parente (la nonna), un’amica (Jess) e un ragazzo con cui andavo a letto una volta ogni tanto (Marco). La mia vita sociale iniziava e finiva qui, e mi andava più che bene.
Adesso ho una famiglia vera e propria, esco con il quarterback dei Crockett High Falcons e ho degli amici – plurale – a scuola. E in momenti come questo, quando io ed Everett andiamo insieme all’ultima ora e rido per una sua battuta stupida, riesco persino a dimenticare che mio padre ha ucciso sette donne.
Everett mi prende per mano, come se fosse il gesto più naturale del mondo. Non appena superiamo Sofia e le sue amiche, una di loro sussulta.
?Ma scherziamo, cazzo?? la sento sussurrare. Credo sia stata Karlee.
O lui non ha sentito, o decide di ignorarla e basta. ?Mi ero dimenticato di dirti che i miei nonni partono tra un paio di settimane. Sto organizzando una festa da loro. Hanno una casa sul lago.?
?Hai dei nonni?? gli chiedo. Poi mi rendo conto di quanto sia idiota la domanda.
Lui, a quanto pare, è della mia stessa opinione perché si mette a ridere. ?No, Gemelli, i miei genitori si sono materializzati dal nulla. Una specie di ascesa al cielo, ma al contrario.?
Sospiro. ?Touché. Sono i nonni paterni o materni??
?Materni. Non è che siamo tanto in confidenza? ammette. ?Quando è morta, i loro rapporti con mio padre si sono complicati. Ma mi lasciano casa libera ogni volta che vanno in vacanza e non rompono se invito qualcuno.? Mi fa un cenno con la testa. ?I tuoi cugini vengono, dovresti passare anche tu.?
L’esecuzione di mio padre è tra un paio di settimane. Mi auguro che la festa di Everett non sia uno di quegli Infilza-Thorn di cui mi ha parlato Ty. Vorrei chiederglielo, ma non saprei neanche come porre la domanda.