Thornbird(38)
?Ti dispiace se torniamo a casa? Sono un po’ stanca.?
Mi preparo a una reazione stizzita ma, sorprendentemente, lo sguardo di Everett si addolcisce. ?Ma figurati, nessun problema.?
Mentre ci avviamo lungo la strada buia e tortuosa, sposto lo sguardo fuori dal finestrino. Everett prova a fare conversazione, ma rispondo a monosillabi e alla fine scendo dal pickup senza neanche dargli un ultimo bacio.
Rientrando, trovo Maggie rannicchiata in un angolo del divano a guardare un film. La voce allegra di Reese Witherspoon risuona nell’impianto audio surround.
?Com’è andata?? mi chiede con un sorriso.
Mi guardo intorno. ?Gli altri dove sono??
?I gemelli si sono chiusi in camera di Jazzy a fare una cosa super misteriosa. Dan è alla serata bowling.? Nota la mia espressione sconvolta e mi fa posto sul divano. ?Vieni qui, tesoro. Che è successo??
?Ho sentito una notizia alla radio. Su mio padre.?
Mi sistema una ciocca di capelli dietro l’orecchio. ?Sì, ho letto.?
?Perché ha scelto...? Mi si spezza la voce. ?Dev’essere comunque terribile, in un modo o nell’altro. Non so neanche perché m’importi tanto, so cosa ha fatto. Ma è pur sempre mio padre. Non voglio che soffra.? Lei cerca di abbracciarmi, ma mi ritraggo. ?Sono stanca. Vado a letto.?
?Va bene, tesoro. Buonanotte.?
Sono a metà del corridoio quando mi vibra il telefono. ? Everett.
Everest: Baci da Dio, Ryan Shipley.
Everest: Non vedo l’ora di rivederti.
*
Domenica pomeriggio, Maggie sta facendo una visita e Dan è alla Anders Home con il suo gruppetto di ragazzi problematici. In altre parole, Jasmine è libera di indagare su mio padre senza che i suoi le facciano il terzo grado. ? rannicchiata sulla poltrona reclinabile di Dan, mentre io e Connor ce ne stiamo sdraiati sul divano a guardare una partita di football. Cioè, lui guarda la partita. Io sto messaggiando con Mar e Ty. Abbiamo fatto un gruppo.
Sto giusto per rispondere a Ty quando Jasmine urla così forte che per poco non mi cade il telefono di mano.
?Porca miseria!? esclama.
Connor si mette a sedere di scatto. ?Ma che cavolo, Jazzy!?
?Oh mio Dio, ragazzi.? Gli occhi le brillano di eccitazione. ?Con, abbassa il volume. Questa dobbiamo ascoltarla.?
?Ascoltare cosa?? chiedo diffidente. Giuro che se è un’altra notizia sul fatto che mio padre ha deciso di farsi friggere il cervello...
?Hai presente Free the Sparrows, lo stupido podcast di Zed? Ha appena pubblicato la chiamata al 911 della sera in cui Zio Psycho è stato arrestato!?
Il cuore mi salta in gola, e riesco a trattenere un sussulto di stupore appena in tempo. Continuo a ripetermi che non devo mostrarmi troppo interessata a questa storia. In teoria sono cresciuta in Europa, dove il caso Gabriel Thorn non è arrivato neanche per sbaglio.
Ma questa è davvero grossa. Nessuno ha mai reso pubblica quella chiamata, né la polizia di Starling né l’Fbi. La dichiarazione ufficiale fu che, in mancanza di processo, non c’era bisogno di rilasciare ogni prova. Stando a un articolo che ho letto sul sito di Zed, lo sceriffo di Starling affermò che la chiamata era troppo ?esplosiva? e sarebbe servita solo a turbare ulteriormente la popolazione.
Ho le mani sudate. Riesco a mantenere la mia maschera di neutralità ma, se non fossi seduta, a quest’ora sarei già crollata a terra.
Per una volta, Connor sembra incuriosito da quest’ultima fissazione della sorella. ?Wow? mormora, prendendo il telecomando. Toglie l’audio della tv e le voci dei giornalisti sportivi spariscono all’istante.
Jasmine appoggia il computer sul tavolino. ?Va bene, chiudete la bocca. Ascoltiamo.?
Preme play. Dal pc esce una voce femminile un po’ gracchiante.
?911, come posso aiutarla??
Un secondo dopo, si sente la voce di un uomo.
Mio padre.
I ricordi di quella notte sono confusi, ma ero convinta che fosse stata mia madre a telefonare alla polizia. A pensarci bene, in effetti... non ha senso. Perché avrebbe dovuto chiamare i soccorsi prima di fare i bagagli? Credo che il piano fosse scappare di casa e rifugiarci in un luogo sicuro. Solo allora li avrebbe chiamati.
?Salve. Buonasera. Scusi, non so da dove iniziare. Io, ah...? Mio padre si interrompe.
Sto facendo davvero uno sforzo per non rimanere a bocca aperta. Salve? Buonasera? Ma che cazzo, papà!
?Qual è l’emergenza??
?Ho appena sparato a mia moglie.?
La bile mi sale in gola. I ricordi riaffiorano come schizzi di acqua fredda. L’urlo di mamma quando papà cercò di strapparle la pistola di mano. L’esplosione assordante. Gli spari sono più forti di quanto si pensi, soprattutto negli spazi chiusi.
?Chiedo scusa? Ha detto di aver sparato a sua moglie??
?Esatto. Può anche mandare un’ambulanza, ma credo che non respiri più.? Alla fine, il suo tono pragmatico tradisce una leggerissima emozione. ?N-non c’è più.?
?Signore. Come si chiama??
?Thorn. Gabriel Thorn. Siamo all’1249 di Rockridge Way.?
L’operatrice sembra agitata. Cerca di farsi dare altri dettagli, ma mio padre sfugge alle domande interrompendola a metà frase.
?? stato un incidente? dice. Adesso sento dei passi. Smorzati. Sta camminando.
? in questo momento che è tornato in camera da letto? Dove mi ero nascosta io, con il pigiama macchiato di pipì, perché avevo una paura folle che papà stesse per uccidere anche me.