Thornbird(6)



Dieci anni fa.

?Papà ha detto che è morta in un incidente stradale.?

Un colpo di pistola. Mentre cercava di sfuggire al Massacratore di Starling.

Ma l’incidente andrà bene lo stesso.

?Ragazzi!? Maggie ci chiama dal corridoio. Accolgo l’interruzione con un sospiro di sollievo. ?Papà ha portato la cena!?

Seguo Jasmine fuori dalla nostra camera. In cucina, Maggie e Connor stanno curiosando nei sacchetti da asporto. Davanti al lavandino c’è un uomo alto e grande come un orso che si sta lavando le mani.

?Ma guarda un po’, la mia nipotina Ryan.? Mi rivolge un sorriso a trentadue denti. Si asciuga le mani alla buona e mi abbraccia.

Faccio un sorriso educato. ?Ciao.?

Jasmine prende una sedia. ?Mettiti vicino a me, Ryan.?

Mi siedo. Chinano tutti il capo per dire una preghiera, quindi lo faccio anch’io, poi iniziano a passarsi i piatti. Prendo solo una piccola coscia di pollo, un panino e una cucchiaiata di purè di patate senza salsa.

?Tesoro, pensavo avessi fame con il viaggio che hai fatto.? Maggie fissa accigliata il mio piatto.

?Infatti? si inserisce Connor, che sta già divorando una coscia di pollo. ?Quanto dura il volo da Zurigo? Hai fatto scali??

?Dodici ore. Ho fatto scalo a New York.? Per fortuna l’ho cercato su Google.

?E parli bene lo svizzero?? aggiunge Jasmine.

Il suo gemello le lancia un’occhiataccia. ?Lo svizzero non è una lingua, stupida.?

Lei aggrotta la fronte. ?Beh, che lingua parlano in Svizzera??

?Di sicuro non lo stupidese.?

Dan alza le mani. ?Alt. Smettetela di fare il terzo grado alla nostra ospite. Sarà stanchissima.? Mi fa l’occhiolino. ?Parliamo di qualcos’altro. Connor, com’è andata a football??

?Una bomba. Il coach ha detto che sto andando alla grande. Quest’anno faccio una strage in campo.?

Jasmine alza gli occhi al cielo. ?Ottimo. Un altro membro della famiglia che fa una strage. Non vedevo l’ora.?

Tutti spostano lo sguardo su di lei.

?Che c’è?? protesta tra un boccone e l’altro. ?? vero. E adesso sarà pure peggio, considerando che ha perso in appello e tra poco c’è l’esecuzione. Ormai è un continuo: Oh, Jazzy, vi sentite ancora? Oh, Jazzy, comprerai un biglietto per guardare tuo zio che schiatta? Ehi, Jasmine, perché non scrivi a tuo zio in prigione e non gli chiedi di venire al ballo! Sul serio. ? imbarazzante da morire!?

Dan si schiarisce la gola e si pulisce la bocca con un tovagliolo. ?Beh, non mi sembra un argomento di cui parlare...?

?Non è un segreto, papà. Lo sanno tutti. E l’ho raccontato anche a Ryan.? La voce di Jasmine diventa sprezzante. ?Deve metterlo in conto, se vuole venire a scuola con noi. ? una macchia sulla nostra famiglia e avrà conseguenze anche su di lei. Quindi, prima lo sa e meglio è.?

Maggie mi lancia un’occhiata, poi rimprovera la figlia. ?Jasmine. Non esagerare.?

?Non sto esagerando. Provaci tu ad andare alle superiori in questa città, e poi ne riparliamo.? Si gira verso Connor per avere man forte. Lui non le dà ragione, ma neanche torto.

?Sono tutti ossessionati da questa storia. ? uno schifo. Tra me e il Massacratore di Starling, al ballo di fine anno, preferirebbero avere lui.? Mette giù il pollo fritto. ?Guarda, Ryan. Almeno tu non c’entri niente con Zio Psycho. Dovresti essere contenta.?

Abbasso lo sguardo sul piatto. No, infatti. C’entro solo con Papà Psycho.

?Jasmine, basta così? la avverte il padre alzando leggermente la voce.

Lei fa una smorfia. ?Ah, è vero. Dimenticavo. Mai nominare Gabriel Thorn, men che meno a cena. Qualcuno potrebbe vomitare al pensiero di tutte le donne che ha massacrato...?

?Basta così, signorina!? sbotta Maggie. ?Questa dovrebbe essere una bella cena di benvenuto per tua cugina. Non vuole sentir parlare della nostra famiglia!? I suoi occhi incrociano i miei. ?Giusto, Ryan??

Per tutta risposta, alzo le spalle e fisso il mio piatto senza dire una parola. Il poco appetito che avevo è andato a farsi benedire. Come non detto. Sarò la Ryan Shipley che tanto desiderano, ma ho la sensazione che il mio passato non svanirà mai del tutto. Per quanto Maggie e Dan lo vogliano.

Per quanto io ne abbia bisogno.





3





Adesso mi uccidi?




IL pavimento scricchiola sotto le suole delle sue scarpe. Scricchiola, cigola e scricchiola ancora finché i passi non si fermano. In camera torna il silenzio.

Il cuore mi batte furioso nel petto.

Dov’è?

Non riesco a sentirlo. Non riesco a vederlo. Ma percepisco il suo odore. Il profumo di agrumi si confonde con l’odore della mia pipì. Ho la gola serrata dalla vergogna. ? stato più forte di me.

Trattengo il respiro più che posso.

Cinque secondi.

Dieci.

Quindici.

Sedici.

Non basta. L’aria mi scappa fuori dalla bocca e un’ombra si allunga sul pavimento di legno, davanti ai miei pugni stretti per la paura.

?Ciao, passerottino.? Si affaccia sotto al letto.

Alzo piano la testa.

?Ciao, papà.?

La mia voce è ridotta a uno squittio. Non voglio avere paura. Voglio essere coraggiosa, come mi ha detto la mamma.

Mi studia. Chissà se ho la stessa espressione che aveva lei prima di urlare. E chissà che faccia ha adesso. Basterebbe girare la testa per scoprirlo. Invece resto immobile, rannicchiata sotto al loro letto. Quando l’abbiamo sentito camminare nel corridoio, mamma ha mollato la valigia e ha lasciato i vestiti sparsi sulle lenzuola.

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